Il nuovo conflitto collettivo.

Clausole di tregua, conciliazione e arbitrato nel declino dello sciopero

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 224,      1a edizione  2012   (Codice editore 300.65)

Il nuovo conflitto collettivo. Clausole di tregua, conciliazione e arbitrato nel declino dello sciopero
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In breve

L’analisi muove dai patti di tregua sindacale, che costituiscono lo strumento di regolazione negoziale del conflitto più sperimentato nell’ordinamento italiano, fino alle tecniche conciliative e arbitrali, che hanno finora conosciuto in Italia uno sviluppo molto limitato.

Presentazione del volume

L'internazionalizzazione dei processi competitivi ha messo a dura prova il modello di relazioni industriali affermatosi in Italia nella seconda metà del secolo scorso. La libertà di scelta delle imprese quanto ad allocazione di investimenti e capitali incide sui rapporti di forza tra i protagonisti delle relazioni sindacali nell'impresa, sì da contribuire a quel processo di declino che ha caratterizzato, negli ultimi decenni, la tutela sindacale tradizionale in tutti i paesi a capitalismo maturo. Basti pensare ai dati sulla diffusione dello sciopero in Europa dal 1950 ad oggi, che - se si prescinde dai servizi pubblici essenziali - indicano una netta riduzione del fenomeno.
Ma l'economia globalizzata è in grado di schiudere anche nuovi ruoli per il sindacato. Gli strumenti negoziali di regolazione dei conflitti collettivi possono compensare la perdita di effettività dell'azione industriale, trasformando un tema di grande valore per il datore di lavoro - la governance dell'impresa sul piano delle relazioni sindacali - in oggetto della contrattazione collettiva. In altre parole, mediante la negoziazione dei modi e dei tempi entro i quali esercitare lo sciopero è possibile per il sindacato ridare valore a uno strumento di lotta che le statistiche indicano come indebolito nella sua incidenza concreta. Alla luce di questo scenario, il tema classico del conflitto collettivo può essere riletto con lenti nuove, attente non solo al mutato scenario economico, ma soprattutto alle nuove coordinate del pensiero giuridico, segnate dall'evoluzione della teoria dei diritti fondamentali e dalla moltiplicazione delle fonti regolative sovranazionali.
In questo paradigma teorico ormai modificato, questo libro si propone di rileggere il tema degli strumenti negoziali di regolazione dei conflitti collettivi. L'analisi muove dai patti di tregua sindacale che, da un punto di vista empirico, costituiscono lo strumento di regolazione negoziale del conflitto più sperimentato nell'ordinamento italiano, per spingersi oltre, fino alle tecniche conciliative e arbitrali, che hanno finora conosciuto in Italia uno sviluppo molto limitato. Oggi, tuttavia, la necessità di predisporre strumenti più sofisticati per la composizione dei conflitti è in grado di riproporre all'attualità una riflessione sui ruoli mediatori del sindacato.

Luisa Corazza professore associato di Diritto del lavoro nell'Università del Molise dal 2006, ha svolto attività di ricerca nelle Università di Bologna, Trento e Berkeley, dove ha approfondito, in particolare, le interazioni tra diritto ed economia nelle problematiche del lavoro. È autrice di una monografia ( "Contractual integration" e rapporti di lavoro , Cedam, 2004) e di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali.

Indice



Internazionalizzazione dei processi competitivi, governo del conflitto e ruolo del sindacato: un'introduzione
(Conflitto in entrata e conflitto in uscita; "Reinventare" l'azione sindacale nel crepuscolo dello sciopero; Declino della contrattazione collettiva nazionale ed esperimenti di contrattazione transnazionale; "Decentramento organizzato" e "decentramento non organizzato " nei sistemi europei; "Aziendalizzazione" della contrattazione collettiva italiana; Governo del conflitto e sostegno di diritto internazionale agli investimenti stranieri; Piano dell'opera, delimitazioni e messe a punto. In particolare: conflitto su interessi e conflitto su diritti)
Patti di tregua sindacale ed "esigibilità" del contratto collettivo
(La tregua sindacale nella contrattazione collettiva italiana. Obbligo di pace e clausole di tregua; Segue. Dalla contrattazione articolata alle clausole con funzione partecipativa degli anni '80; Segue. L'indennità di vacanza contrattuale nel Protocollo 23 luglio 1993; Segue. L'emergere della prospettiva "rimediale" nell'Accordo quadro 22 gennaio 2009; Segue. Clausole di responsabilità e di inscindibilità nella contrattazione del gruppo Fiat 2010-2011; Segue. La disciplina degli effetti delle clausole di tregua nell'Accordo interconfederale 28 giugno 2011. Rinvio; La forza giuridica degli obblighi di tregua. Affidabilità delle pattuizioni collettive e controllo del conflitto; Segue. Il rilievo dell'interesse del datore di lavoro nell'articolazione del sinallagma del contratto collettivo; Segue. La scelta italiana per la vincolatività unilaterale del contratto collettivo; Segue. La relatività della distinzione tra "parte normativa " e "parte obbligatoria" del contratto collettivo)
Il nodo della titolarità del diritto di sciopero
(Titolarità individuale dello sciopero ed effetti delle clausole di tregua; Titolarità collettiva dello sciopero e governo del conflitto; Titolarità dello sciopero, esigibilità del contratto collettivo e limiti della lettura individualistica dello sciopero; Segue. La debole soluzione dell'Accordo 28 giugno 2011; Rileggere il diritto di sciopero. La "doppia titolarità" in una recente lettura comparata; Segue. Le diverse accezioni della titolarità; Segue. La recente rilettura dello sciopero nella prospettiva nell'ordinamento intersindacale; Natura bivalente dello sciopero e obblighi di pace sindacale: per il rafforzamento dell'efficacia interindividuale delle clausole di tregua)
La compatibilità tra efficacia interindividuale delle clausole di tregua e diritto fondamentale di sciopero
(Oltre il problema della titolarità dello sciopero. Regolazione e disposizione del diritto di sciopero e clausole di tregua; Fonti sovranazionali e grado di indisponibilità del diritto di sciopero; Per una rilettura dello sciopero nell'ottica del bilanciamento tra principi costituzionali; Segue. Le clausole di tregua nel bilanciamento tra diritto di sciopero e libertà sindacale; La legittimazione dei titolari dell'autonomia collettiva: la riserva relativa di legge; Efficacia soggettiva delle clausole di tregua e principio di inscindibilità del contratto collettivo; I rimedi per la violazione delle clausole di tregua. Inadeguatezza degli strumenti privatistici)
La composizione delle controversie collettive per via conciliativa e arbitrale
(Dalle clausole di tregua sindacale alle procedure conciliative e arbitrali; Conciliazione, arbitrato e arbitraggio tra ordinamento statuale e ordinamento intersindacale; Arbitrato sui diritti e sugli interessi, controversie collettive e individuali; L'arbitrato delle origini come mezzo di emersione dell'ordinamento intersindacale; La "giurisdizione privata intersindacale" negli auspici di Gino Giugni; Il tramonto della composizione intersindacale delle controversie. Le controversie individuali; Segue. Le controversie collettive; Il rilancio della giurisdizione privata nella composizione delle controversie di lavoro. Il dibattito europeo sulla Alternative dispute resolution; Segue. L'arbitrato nell'Accordo quadro 22 gennaio 2009; Segue. La conciliazione nel contratto Fiat 13 dicembre 2011; Segue. La liberalizzazione dell'arbitrato individuale tentata dal "collegato lavoro"; L'eterogenesi dello strumento arbitrale nell'esperienza americana del Labor Arbitration; Clausole di tregua, conciliazione e arbitrato nella nuova concezione internazionale dello sciopero: un fil rouge per la rilettura del conflitto collettivo)
Indice bibliografico.