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Voci di riforma.

Eleonora Belligni

Voci di riforma.

Renovatio e concilio prima e dopo il Tridentino

Dal Medioevo, quando Roma si afferma come centro della cristianità occidentale, il concilio generale o sinodo ecumenica cessa d’essere lo strumento principale della riforma della Chiesa e il papato ne diventa il grande concorrente. Qual è dunque, in età moderna, il ruolo della sinodo? Quali poteri le restano, quale spazio nel governo della Chiesa? Sino alle soglie dell’età contemporanea queste domande ricorrono frequentemente negli scritti, nei discorsi e perfino nella prassi politica e pastorale di trattatisti laici e di teologi, di religiosi e grandi prelati.

Edizione a stampa

36,00

Pagine: 306

ISBN: 9788891762696

Edizione: 1a edizione 2018

Codice editore: 1792.252

Disponibilità: Discreta

Pagine: 306

ISBN: 9788891773265

Edizione:1a edizione 2018

Codice editore: 1792.252

Possibilità di stampa: No

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Possibilità di annotazione:

Formato: PDF con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

Pagine: 306

ISBN: 9788891773272

Edizione:1a edizione 2018

Codice editore: 1792.252

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

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Formato: ePub con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

Nei primi secoli di vita del cristianesimo all'assemblea dei vescovi, il concilio o sinodo generale, è affidato il compito di risolvere i problemi della Chiesa: i conflitti che insorgono sulla dottrina, le questioni morali, le opinioni divergenti sulla distribuzione del potere al suo interno. Dottrina, ortoprassi, ecclesiologia sono le tre direttrici lungo le quali si sviluppano le idee, i progetti, le istanze di rinnovamento. Le riforme applicate a queste tre sfere diventano norme generali; il concilio si impone come l'istanza ultima di giudizio per tutti i fedeli e assume, di fatto, il governo dell'istituzione. Dal Medioevo, quando Roma si afferma come centro della cristianità occidentale, il concilio cessa d'essere lo strumento principale della riforma della Chiesa e il papato ne diventa il grande concorrente.
Qual è dunque, in età moderna, il ruolo della sinodo? Quali poteri le restano, quale spazio nel governo della Chiesa? Tra l'autunno del Medioevo e le soglie della contemporaneità queste domande ricorrono frequentemente negli scritti, nei discorsi e perfino nella prassi politica e pastorale di trattatisti laici e di teologi, di religiosi e grandi prelati.
A partire dal Quattrocento, la questione dell'identità del concilio si riafferma con forme e modalità inedite, si ripropone durante il Tridentino e ne segue la fortuna storiografica, fino a lambire gli esiti otto-novecenteschi della battaglia culturale che accompagna il processo di secolarizzazione. In questi secoli vengono proposte due concezioni diverse di riforma per concilia: la tradizione della restitutio e quella della instauratio. Alle due tradizioni fanno riferimento, tra Quattro e Cinquecento, i progetti di rinnovamento dell'istituzione e gli appelli all'assemblea conciliare. Successivamente, nell'età della Controriforma, esse ispireranno le narrazioni storiche di Paolo Sarpi e di Sforza Pallavicino e le loro opposte visioni del governo della Chiesa.

Eleonora Belligni
insegna Storia Moderna all'Università di Torino. È autrice di numerosi articoli e di tre monografie: Lo scacco della prudenza. Pubblicistica politica ed esperienza storica in Virgilio Malvezzi (Olschki 1999); Auctoritas e potestas: Marcantonio De Dominis tra l'Inquisizione e Giacomo I (FrancoAngeli 2003); Renata di Francia. Un'eresia di corte (Utet 2011).

Abbreviazioni
Introduzione
Un concilio lungo tre secoli
(Gli argomenti di Antonio Trama; Concezioni plurisecolari; Infallibilità e secolarizzazione; Le radici tridentine del Vaticano I)
Ecclesia congregans
(Ambiti di riforma; La dottrina in concilio; Riformare i costumi; Ecclesiologia, teologia politica e concili)
Due vie di riforma
(Tristizie, restauri e palingenesi; Historiae conciliorum e riforma per concilia; Restitutio e instauratio: due tradizioni per la riforma della Chiesa; La restitutio tra le teorie della decadenza e Egidio da Viterbo; L'instauratio o tradizione realista)
Profezie e progetti nel Cinquecento pretridentino
(Il Vaticano I e l'eredità del passato; La riforma e la fine dei tempi; L'instauratio contro il concilio: polemica e ingegneria della riforma; La via intransigente all'instauratio: Gian Pietro Carafa)
Il Cinquecento e il concilio
(Storie e storiografi e ecclesiastiche nell'epoca della secolarizzazione; L'attesa del concilio; Formule giuridiche e iurisdictio; Entusiasmi e "tergiversationes"; I colloqui di religione e lo scacco della restitutio; "Concilium fugiendum omnibus piis": il trionfo dell'instauratio)
Il concilio tra storia e apologia
(La nuova storiografi a cattolica; Dalle tradizioni alle narrazioni; Alle origini della storiografi a conciliare; Poche storie; Paolo Sarpi e il Tridentino politico; Dalla censura al governo: Terenzio Alciati; Pallavicino e la strategia del governo; La Compagnia di Gesù e la difesa della iurisdictio; I nuovi secoli)
Miti, narrazioni e paradigmi
(Dalla riforma senza concilio al concilio senza riforma?; Miti e leggende grigie; Sintesi o revisionismo? Il paradigma jediniano; Una modernità nuova nuova; Conclusione)
Indice dei nomi.

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