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Alberta Andreotti, Ivana Fellini

Dentro la crisi: partecipazione e occupazione femminili in un mercato del lavoro territorialmente diviso

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 126 / 2012

L’articolo ha indagato le tendenze della partecipazione e dell’occupazione femminili in Italia negli anni della crisi a partire dalla costruzione (esplorativa) di diversi profili di donne, ancorati ai comportamenti sul mercato del lavoro. Si sono individuati cinque profili, si è analizzata la loro distribuzione e composizione interna nelle due macro aree del paese. Si è quindi analizzato se e come la crisi ha modificato la distribuzione e composizione di tali profili e la variazione intercorsa nel triennio. L’analisi ha evidenziato che i profili assumono caratteristiche molto diverse, in alcuni casi quasi opposte, nei due contesti territoriali e che la crisi ha colpito in particolar modo i profili più caratterizzati.

Alberta Contarello, Renata Cancian, Mauro Sarrica, Alessio Nencini

Il dolore come rappresentazione condivisa. Indagine con operatori della salute all’interno del progetto della regione Veneto "Ospedale e territorio senza dolore"

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2009

Pain as shared representation. An exploratory research within the Veneto region project "Hospital and Territory without Pain" - For long, Health Psychology has been interested in the cognitive processes which shape the concepts of health and illness. Less space has been devoted to the study of pain and its representation. Adopting a social representations approach, the present paper inquires the shared features of the representation of pain. In a joint interdisciplinary project University of Padova - Hospital of Rovigo, the content, field and structure of SR shared by health professionals (N = 245) and students (N = 163) have been analysed. Data gathered through a free association task to the word-stimulus "pain" has been sub- mitted to correspondence factor analysis and to analysis of rank and frequency. The results have been discussed with professionals in focus groups. The main results show a conception which appears normative, based on "classic" dualisms such as mind vs. body, evaluation vs. experience. The prevalence of aspects of classification, coherent with the diagnostic practice, enhances the importance of formative moments which allow to widen and diversify the span of interpretations and practices relative to the understanding and treatment of pain.

Key words: pain, social representations, professional, students, institutional change

Parole chiave: dolore, rappresentazioni sociali, professionisti, studenti, cambiamento istituzionale

Questo articolo prende avvio da una sintetica illustrazione del ruolo e degli obiet-tivi che le liberalizzazioni e la regolazione economica hanno avuto dagli ultimi due decenni del secolo scorso a oggi. Tutto ciò anche perché questo è ancora il modello di riferimento contenuto nelle norme comunitarie vigenti per i settori dell’energia e che resta parte integrante del Green New Deal. La crescente consapevolezza delle conseguenze derivanti dal climate change e della disponibilità di nuove tecnologie nei settori energetici, nonché in quelli a questi contigui, fra i vari impulsi al cambiamento che sta generando, sta metten-do in discussione anche questo modello di riferimento. L’articolo, illustrati i motivi che stanno alla base di questa messa in discussione e i principali punti aperti di questo confronto, si focalizza sul nuovo ruolo che consumatori, imprese e settore finanziario possono avere nella gestione del cambiamento climatico e della adozione delle medesime nuove tecnologie.

Questo testo analizza in maniera cronologica il recente dibattito svizzero attorno alla pratica del suicidio assistito e ne mette in evidenza la dimensione etica. Il dibattito è caratterizzato da momenti di incertezza attorno alla norma del codice penale che non punisce chi aiuta qualcuno a togliersi la vita, escluso il caso in cui si voglia trarne un profitto finanziario. La genericità di questa norma ha fatto molto discutere e sono stati fatti vari tentativi di precisazione, provando anche a liberalizzare la norma penale che punisce l’omicidio del consenziente. Dopo aver provato la pertinenza di diverse varianti il governo svizzero ha preferito lasciare il quadro legislativo intatto, senza riuscire comunque a spegnere il dibattito etico che continua fino ai nostri giorni.

Alberto Bondolfi

The recent debate on advance directives in Switzerland

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 1En / 2011

The most important aspects of the Swiss debate on advance directives are presented here. This country has gone from a form of suspicion to a peaceful acceptance by political parties and public opinion. They will also be legally recognized in the new updated Civil Code, which will probably come into force in 2012.

Alberto Cardinali

Una psichiatria "inutile"

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2011

Considerando la drastica riduzione di ricoveri coatti (TSO) dopo l’introduzione della Legge 180/1978, l’Autore si chiede se questa Legge abbia posto fine a un abuso di tali ricoveri oppure abbia lasciato molti pazienti senza soccorso. La Legge 180/1978 ha voluto sottrarre la psichiatria ai problemi attinenti l’ordine pubblico ma non ha dato indicazioni precise su come affrontarli in modo alternativo. Per contro ha tolto di mano agli psichiatri gli strumenti per esercitare un reale controllo. Il lavoro accenna al tema del disagio degli psichiatri presente sia prima che dopo la riforma. Il mandato autoritario prima della riforma era certamente fonte di disagio, ma questo si è manifestato anche dopo, legato verosimilmente al venir meno di una definita identità della psichiatria.

Alberto Cevolini

Insurance as a business of imagination

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2019

Despite the fact that insurance is a ubiquitous core institution of modern society, a sociological theory of insurance does not yet exist. This article aims at suggesting some hypotheses which can help filling the gap. Insurance has been pertinently defined as "the archetype of modernist governance of the future". Consequently, a sociological research on insurance institution should answer three preliminary questions: First, when we talk about the future, what are we actually talking about? Second, how is it possible to govern the future in the present? Finally, what is the modernity of this modernist governance of the future, and why does insurance represent its archetype? Moving from a comparison between prudence and providence, it is suggested that insurance turns uncertainty into possibilities. In this way, the decision-maker who takes out insurance can plan for the planningness of the future - that is, whatever happens, he relies on an open future. This article suggests, eventually, that the theory of evolution is conceptually well equipped to explain why an institution that at the beginning (that is, in the late Middle Ages) was regarded as a form of deviation has become normal over time.

Alberto Cevolini

What is new in fake news? The disinhibition of dissent in a hyperconnected society

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2018

Fake news entered quite impetuously in our daily lives, causing much concern. However, scientific research on this social issue is still rather lacking. This article offers a contribution to research starting from a strictly sociological approach. First of all, it is shown that the phenomenon of fake news is an old and new phenomenon at the same time, even if to understand this phenomenon we do not need a new concept of fake news but a new media theory. The issue of fake news is then detached from two very commonly held misunderstandings: that in order to defend oneself from this type of news it is necessary to distinguish the true from the false, and that the news can be manipulated. The core distinction should be, however, that between information and non-information rather than that between information and misinformation. Even misinformation is informative – not so much on what is reported, as on recipients’ reactions to misinformation. The main hypothesis is that fake news exploit this information to “stage dissent” in the mass media system. Fake news are therefore interpreted as events which trigger a second-order observation starting from a second reality, that produced by the mass media, which does not oblige consensus.

Alberto Crescentini

Introduzione

RISORSA UOMO

Fascicolo: 1 / 2007

Alberto Eiguer

Perversione narcisistica nei legami di lavoro

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2015

In questo suo contributo l’autore esamina le derive perverse nei legami e il gruppo nel contesto aziendale, tentando tuttavia di distanziarsi da una posizione in cui tali derive assumono una connotazione esclusivamente patologica. Le derive sembrano inserirsi nella problematica correlata al modo in cui le persone concepiscono il lavoro. In questa prospettiva, l’autore esamina il concetto di lavoro e il contributo della psicologia a questo dibattito, presentando un caso terapeutico e successivamente alcune precisazioni sui legami perversi narcisistici in ambito aziendale, le loro conseguenze e la loro patogenicità. L’illustrazione fornita in proposito da alcuni istituti di cura si rivela illuminante.

La teoria e la pratica dell’intersoggettività sottolineano che gli apparati psichici di due o più soggetti funzionano in modo reciproco. L’identificazione gioca un ruolo attivo in questi scambi: essere in risonanza con l’altro significa potersi mettere al suo posto e identificarsi con il suo vissuto. L’identificazione con il bambino suppone un lungo sviluppo d’impregnazione dell’Io, che lo modifica in modo tale da includere al suo interno aspetti del funzionamento o della personalità dell’altro. Non ci si identifica con l’altro senza essere sconvolti dal legame con lui, da quello che esprime o mostra; prima di identificarsi con lui, è necessario riconoscere il suo posto all’interno dei legami di parentela. Per esempio, la madre identifica il padre (lo designa) come il genitore del bambino e viceversa. Di conseguenza, si nota che l’identificazione può adottare tre forme, a seconda delle tre varianti grammaticali del verbo identificare: attributiva, riflessiva e passiva: "io ti identifico ad un altro", "io mi identifico a te o ad un terzo", "io sono identificato da un altro come un tale". Nella pratica clinica con i bambini o gli adolescenti, si osserva chiaramente che un genitore misconosciuto nella sua funzione può essere "rigettato" dal figlio perché non si creano le condizioni affinché egli possa essere preso come modello. L’idea dell’intersoggettività sottolinea che questi posizionamenti sono determinati e sovra determinati dall’intersoggettività tra i genitori e, più in generale, tra i differenti membri della famiglia. Così come il riconoscimento è "mutuo", l’identificazione è sempre "reciproca". Delle illustrazioni di terapie e analisi mostrano le diverse prospettive che possono aprirsi dal concetto di intersoggettività.

Alberto Febbrajo

Per una sociologia del diritto tributario

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2011

Questa presentazione tenta di sottolineare l’importanza di una sociologia del diritto tributario che, ingiustamente trascurata, costituisce un cruciale punto di congiunzione tra la sociologia del diritto e la sociologia dell’agire economico. Tale connessione, che risulta sempre più visibile in un sistema complesso come il nostro, richiede l’utilizzazione sul piano teorico di strumenti di analisi inter-sistemica, sul piano empirico di strumenti di analisi delle opinioni del pubblico e, sul piano concettuale, di strumenti di comparazione tra sistemi giuridici diversi. Una sociologia del diritto tributario dovrà infatti tenere conto della graduale perdita di significato degli orizzonti nazionali delle politiche fiscali. Correlativamente, dovrà tenere conto del profondo influsso di organismi e relazioni sovranazionali nel quadro di una "democrazia finanziaria" che stabilisca sempre più stretti contatti tra ruoli e istituzioni dei sistemi giuridici ed economici dei diversi Stati.

Alberto Febbrajo

For a socio-legal theory of risk

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2009

For a socio-legal theory of risk - This article aims to offer an overview of some contributions to a socio-legal theory of risk. Starting from the presupposition that risk is a concept that plays a central role in sociological as well as in legal theory, it underlines the thesis that, from the point of view of the general system theory, the application of three different strategies of risk-management can be recognised in the legal system: a substantial strategy, which comprises shielding a core of legal contents from the risk of sudden and drastic changes; a social strategy, whereby risks are externalised by creating virtual figures (legal persons) which relieve "natural" persons from those risks that are particularly severe and hard to sustain in the sphere of economic activity; and a temporal strategy, in which risks are diluted by implementing procedures, i.e. sequences of operations, featuring relevance criteria of their own and by a time-frame that, to a certain extent, can be pre-determined. Moreover, in every advanced legal system, there is a need for tools for reducing or avoiding the risks produced by the current legal strategies for risk absorption. One of the main learning processes concerning the risks produced by law is democracy, which is also in turn exposed to risks. Because the present situation features profound changes in the structure of world society as a whole, which dramatically transform the types of risks confronting the legal system, the concept of law oriented to an imperativistic approach is no longer adequate. Instead, it needs to be based on a communicative approach, according to which the treatment of risks trespasses on the borders of the individual state and takes on a cultural and communicative, rather than a practical, dimension, characterised by symbolic legitimisation, virtual effectiveness and increased openness

Swot Analysis as a technique for decision makers in the assessment of democratic practices - Prediction involves a given point in future time (t1), and the process by means of which the future time t1 may come about, starting from the present time (t0), lies at the heart of prediction. The author analyses what happens in that process - description of the phenomenon, identification of its causes, reconstruction of the mechanisms, strategies in which to frame the actions required for the desired change in the time t0, assessment of the consequences and evaluation of good practices. The method to achieve the process is a blend of descriptions, causal analyses and evaluations, but above all indications to decision makers to identify the best practices - the scenario’s internal and external variables and the strategies in which to frame actions. The author uses SWOT analysis to build four scenarios, each corresponding to a democratic model. When subjected to SWOT analysis, the four democratic models yield three models of democracy, each implying a type of strategy for the action of decision makers. These types are defined as: pedagogic function, synthesis of stakeholders’ values and coordinated projects of discussion, decision and management. Tasks and limits of prediction in the intelligence cycle, by Umberto Gori This text examines the question of prediction with particular reference to international relations. Observations about the turbulent and complex nature of the present-day international system are followed by an analysis of the problems facing the prediction of a chaotic system. The discussion then turns to intelligence analysis and the tasks and limits of prediction in the intelligence cycle, and is completed with a review of the methods useful for understanding political systems and the prediction of decisions. The conclusions make brief reference to a number of new discoveries and interpretations in advanced physics to throw doubt on our ability to grasp the profound essence of reality. Futuribili, 1/2008

Alberto Germanò

Vino e controversie internazionali

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 1 / 2011

L’autore analizza quattro casi sul vino che offrono l’occasione per un esame della normativa in materia. Nel dirimere la controversia concernente il vino friulano "Tocai", nel 2005 la Corte di giustizia ha confermato il divieto di utilizzare il suddetto nome oltre il 31 marzo 2007 respingendo ogni contestazione basata sull’omonimia tra il segno "Tocai" (per un vino bianco secco del Friuli) e quello "Tokaj" (per un vino dolce dell’Ungheria), dato che questa non può esistere tra nomi che sono espressione di entità differenti: vitigno nel caso italiano, vino nel caso ungherese. Il Panel Wto del 15 marzo 2005 ha affrontato la questione sorta nel 2003 sul rapporto tra un marchio geografico extracomunitario anteriore e una indicazione geografica comunitaria successiva, riconoscendo la legittimità della normativa comunitaria rispetto all’Accordo Trips e, pertanto, ammettendo la coesistenza di indicazioni geografiche comunitarie con marchi geografici precedentemente registrati, purché non vi sia induzione in errore. L’Accordo del 10 marzo 2006 tra Usa e Ue sul mercato dei vini, nel confermare l’Accordo Trips che esclude la protezione dei segni (anche geografici) divenuti generici, precisa che gli Usa ritengono generiche le indicazioni Chianti e Marsala. Con sentenza dell’11 maggio 2010, il Tribunale di I grado ha rigettato l’istanza di registrazione come marchio comunitario del nome "Cuvèe Palomar", per la presenza della doc Valencia comprensiva, nella tutela, del comune "el Palomar". Il Tribunale ha fondato la decisione sulla tutela assoluta che viene riconosciuta sia dall’art. 23 dell’Accordo Trips che dall’art. 7, par. 1, lett. j) del regolamento n. 40/1994 e, quindi, sul divieto di utilizzare anche l’indicazione geografica del luogo in cui viene realmente prodotto il vino che si voleva marcare con il nome "Cuvèe Palomar" che è uguale al nome dell’indicazione geografica protetta identificatrice dei vini prodotti nella differente regione di Valencia.