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Quale ruolo assume il teatro nel contesto carcerario? Quali politiche culturali attivate in carcere possono favorire il reinserimento del soggetto recluso nella società civile, in favore di un benessere sociale che riguardi non solo il carcere ma tutta la comunità? Nonostante l’assenza di dati e misurazioni sistematiche, gli effetti positivi del teatro in carcere sono certificati da un’ampia e approfondita letteratura psicologia e sociologica e dalle testimonianze dirette di detenuti e operatori. L’autrice attraversa la principale letteratura in merito integrandola con testimo-nianze di attori-detenuti, per indagare l’impatto dell’attività teatrale su più livelli della vita reclusa: individuale-trattamentale, istituzionale e sociale (Giordano et al., 2017). Ne emerge una visione complessiva del fenomeno del teatro in carcere come progetto culturale e artistico con importanti ricadute positive sul benessere psi-cologico dei detenuti, sul tessuto relazionale e sul rapporto con la società esterna.
La teoria sistemico-narrativa del cambiamento terapeutico suppone che le persone: a) normalmente non utilizzino schemi esplicativi triadici, b) ma siano in grado di contribuire a costruirli in seduta, grazie alle tecniche di conduzione del terapeuta. Per verificare questi presupposti sono state analizzate le spiegazioni fornite da 400 soggetti (studenti universitari) ad un comportamento inaspettato presentato attraverso 4 situazioni-stimolo in cui è stata manipolata l’ampiezza del campo di osservazione. I risultati dimostrano che le spiegazioni triadiche sono inconsuete, ma non del tutto estranee al senso comune e aumentano significativamente con l’allargamento del campo di osservazione dalla monade alla triade. È soprattutto la situazione- stimolo "triadica enigmatica" che - aggiungendo una discrepanza disorientante nel comportamento degli attori - sollecita una frequenza maggiore di spiegazioni triadiche. I risultati emersi, se confermati da un campione clinico, accreditano tecniche terapeutiche che privilegiano ridefinizioni costruite attivamente dai pazienti anziché reframing "preconfezionati". Sembrano inoltre suggerire ai terapeuti di esaminare, assieme ai loro pazienti, le contraddittorietà che proprio l’allargamento del campo di osservazione spesso rivela.
L’Autrice sostiene che la depressione cronica si sviluppa in famiglie caratterizzate dalla "semantica dell’appartenenza", in cui c’è chi è radicato nella famiglia, nella parentela e nella comunità e chi, al contrario, è escluso, emarginato. La posizione che il futuro depresso assume in questa semantica è tale da fargli sperimentare un dilemma che coinvolge il suo sé e per lo meno una relazione di vitale importanza per il paziente. L’articolo ricostruisce il contesto intersoggettivo attuale e originario dentro il quale si costruisce la posizione del paziente e il dilemma che la caratterizza. Inoltre mette in evidenza le risorse di questi pazienti, rintracciabili nei loro positioning e utilizzabili nel corso del processo terapeutico.
La gestione del patrimonio informativo e la difficoltà di comunicazione tra le business unit, rappresentano criticità che, se gestite non correttamente, possono condurre l’impresa al mancato raggiungimento dei propri obiettivi in termini di efficacia ed efficienza. Il presente lavoro si propone di dimostrare l’importanza che assumono, per l’impresa, gli strumenti di Enterprise Architecture (EA) ed il vantaggio competitivo conseguibile attraverso il loro corretto utilizzo. Gli strumenti di Enterprise Architecture, attraverso l’introduzione di un repository integrato e flessibile, generano un modello evoluto di gestione delle informazioni aziendali. Il Magic Quadrant di Gartner, pietra angolare da cui trae origine lo studio condotto, classifica le aziende operanti in questo settore, in quattro tipologie: - Leaders; - Challengers; - Visionaries; - Giocatori di nicchia. Un’attenta analisi è stata successivamente condotta in riferimento ai vantaggi correlati alla selezione di specifici software considerati utili a chiarire gli effetti che derivano dall’introduzione di strumenti di EA nelle aziende. Il metodo di ricerca utilizzato si estrinseca in uno studio della letteratura di settore e nella selezione di un caso studio, rappresentazione esaustiva dell’utilizzo del software all’interno di una grande realtà aziendale. Nello specifico è stata selezionata un’ importante impresa, Axa - Monte dei Paschi di Siena. Il risultato atteso è legato alla possibilità di offrire alle aziende spunti interessanti per favorire il Made in Italy nella crescita e nello sviluppo di soluzioni che stimolino ed aumentino il vantaggio competitivo e la capacità di ottimizzazione delle risorse interne ed esterne all’impresa
Il contributo rappresenta il documento di posizionamento sulle politiche e sui modelli di gestione delle patologie croniche, risultato della Consensus Conference che ha visto la partecipazione dei delegati di 14 istituzioni portatrici di interesse diretto sul tema, svolta nei mesi di ottobre e novembre 2018. Dopo un’analisi delle politiche sulla cronicità di 10 regioni italiane, il paper focalizza l’attenzione sui modelli di gestione rivolti a una delle popolazioni croniche intorno alle quali gli interventi regionali si sono concentrati: lo scompenso cardiaco. Lo scopo del presente paper è quello di: 1) accertare lo stato dell’arte delle politiche italiane sulla gestione delle patologie croniche tramite la mappatura di piani, programmi e progetti regionali; 2) identificare i trend principali che caratterizzano le politiche di gestione sulle patologie croniche e sullo scompenso cardiaco, tramite un’analisi comparata delle fonti legislative mappate; 3) individuare le caratteristiche dei progetti regionali relativi alla gestione delle cronicità e, ove presenti, dello scompenso cardiaco, grazie all’analisi dei progetti regionali maggiormente rappresentativi delle scelte regionali. Emerge come le politiche di gestione della cronicità si stiano muovendo lungo delle traiettorie che includono strategie di governo della domanda, gestione delle polipatologie e organizzazione della fruizione dei servizi. Il paper si conclude approfondendo 8 statement che rappresentano il punto di vista dell’expert panel group che ha preso parte alla Consensus Conference sui temi oggetto del lavoro.
Nel presente saggio l’effettività della fattispecie penale dell’intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo costituisce l’elemento fondamentale di valutazione delle scelte politico-criminali operate dalla legge n. 199/2016. L’effettività sembra minacciata non solo da un’imperfetta tecnica legislativa, carente soprattutto sul piano della determinatezza, ma anche da una scelta di criminalizzazione che, nonostante la previsione della responsabilità da reato degli enti, lascia sostanzialmente immune il c.d. utilizzatore finale. A ciò si aggiunge una discrasia fra azione politico-amministrativa e penale, che inficia fortemente l’enforcement, affidato ad agenzie di controllo sempre più sovraccariche di lavoro e sprovviste di risorse materiali e umane.
Corporate social responsibility (csr) reporting lies in the hands of business organizations themselves. This paper identifies and categorizes the forms of csr that can be consistent with the most important current goals, in a specific sector that touches us all-food. Investigation concerns the actual capability of agribusiness to contribute to sustainability and meet social needs and expectations, and questions whether private regulation is effective; such that societies may be better served by the government case for corporate csr. Theories and concepts of csr are explored, notably to identify the role of the government case. Empirical analysis concerns corporate reporting of business social commitment carried out by agrifood organizations. The Global Reporting Initiative (gri) sustainability reporting guidelines are used to assess the commitment to sustainability of a sample of major agribusiness companies operating in the seed, agrochemical, food processing and retailing industries. The level of comprehensive reporting in social responsibility reports of the selected companies is appraised using a content analysis framework. The results of the study indicate a low level of comprehensive reporting. The paper argues that soft regulation of organizations is not sufficiently comparable enough or effective. Findings recommend that state intervention should not be completely dismissed, and that csr actions and their reporting should be monitored and evaluated by independent third parties. Effort is required to build new institutional frameworks able to increase the level of commitment and fairness of business to their stakeholders and to society at large.