RISULTATI RICERCA

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Abstracts

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 1 / 2010

Roberta Gallotti, Debora Piroli, Paola Zocchi, Maria Canella

Archivi e biblioteche

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 1 / 2010

Daniele Pozzi

Lissone: una comunità di mobilieri (1880-1970)

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 1 / 2010

Il saggio analizza le origini della specializzazione manifatturiera di Lissone a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, soffermandosi in particolare sul rapporto tra artigiani a domicilio e grandi commercianti di mobili. Il periodo tra le due guerre mondiali vide una significativa modernizzazione del settore, soprattutto grazie alla mobilitazione di alcune istituzioni locali. Le iniziative promosse dalle autorità comunali e dalle associazioni ebbero una forte rilevanza anche dopo la seconda guerra mondiale, in particolare con la creazione dell’Ente comunale del mobile (1951). Gli sforzi per un aggiornamento dell'artigianato locale naufragarono a causa del perdurare di alcune pratiche individualiste tradizionali e di un peggioramento della congiuntura nel corso dei decenni sessanta-settanta, mentre progressivamente veniva meno l’identificazione del tessuto produttivo locale con la specializzazione mobiliera. Note biografiche : Daniele Pozzi (1976) è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Analisi Istituzionale e Management Pubblico dell’Università commerciale "Luigi Bocconi" di Milano e insegna Storia economica e d’impresa presso l'Istituto di Economia dell'Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza (VA). Email: daniele.pozzi@unibocconi.it - dpozzi@liuc.it

Silvia Mondolo

Il Lanificio di Manerbio e la riorganizzazione marzottiana degli anni trenta

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 1 / 2010

Il saggio ripercorre le trasformazioni che coinvolsero lo stabilimento bresciano negli anni trenta. A partire dall’acquisizione da parte di Gaetano Marzotto Jr nel corso del 1927, si tracciano i passaggi fondamentali della riorganizzazione aziendale che portarono il lanificio bresciano, attraverso un progressivo processo di co- ordinazione e accentramento, ad essere parte importante della più grande impresa laniera italiana quale divenne l’industria Marzotto nel corso degli anni trenta. L’imposizione di una razionalizzazione gestionale prende avvio da un piano di riduzione dei costi e da una rigida organizzazione del personale e del lavoro accompagnata da progressivi ammodernamenti e potenziamenti tecnico-impiantistici, e da una articolata politica di welfare aziendale. Note biografiche: Silvia Mondolo laureata in Storia presso l’Università degli studi di Milano con una tesi dal titolo Il Lanificio di Manerbio dalla nascita alla seconda guerra mondiale (1907-1940), attualmente frequenta il Master in "Conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio industriale" presso l’Università degli studi di Padova. Email: silvia.mondolo@virgilio.it

Luigi Cavazzoli

La Polenghi Lombardo e le istituzioni sperimentali e formative del Lodigiano

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 1 / 2010

Con l’istituzione nel 1871 della Stazione di caseificio di Lodi. si apre il primo centro di ricerche in una zona di grande produzione di latte, che contribuì al progresso dell’industria lattiero casearia locale e nazionale. Inoltre, l’istruzione professionale si affermò in Italia con questa «Stazione»: e contribuì al lo sviluppo dell’industria lattiera italiana L’intreccio che nel Lodigiano si realizzò fra industria, sperimentazione e formazione nella filiera del latte è in gran parte dovuto alle proficue collaborazioni che s’instaurarono, fra istituzioni pubbliche e private; collaborazioni gestiste da scienziati e tecnici di notevole prestigio e da propensione all’intrapresa, che operarono in un ambiente particolarmente favorevole. Note biografiche: Luigi Cavazzoli dirige il Centro Studi Ivanoe Bonomi e collabora con il Dipartimento di Storia della società e delle istituzioni dell’Università Statale di Milano, la Fondazione "F. Turati" di Firenze, l’Accademia nazionale virgiliana e l’Istituto mantovano di storia contemporanea. Email: luigi cavazzoli @tin.it

La recente uscita in Italia di un film su Balzac, (regia di Josée Dayan) in coincidenza col trentennale della morte del critico-scrittore Roland Barthes, offre l’occasione di ripensare al notissimo saggio critico di Barthes dal titolo S/Z, che è un’analisi del racconto Sarrasine, dil Balzac. Si tratta di un saggio in cui Barthes espone la teoria critica che distrugge ogni pretesa alla interpretazione di un testo e alla ricerca in esso di “sigificati ultimi” e apre la strada a quella discussa corrente critica chiamata "decostruzione". Ma la visione del film su Balzac, accanto alla lettura del Journal de deuil, il diario scritto da Barthes per due anni dopo la morte della madre, pubblicato quest’anno in edizione italiana (per Einaudi), mostra analogie profonde tra il conflitto di Barthes con sua madre e il rapporto altrettanto drammatico di Balzac con la propria madre.

Luigi Onnis, Marco Bernardini, Antonella Leonelli, Angela Maria Mulè, Agostino Vietri, Carla Granese, Stefano Ierace, Cristina D'Onofrio

L'organizzazione dei legami familiari nell'anoressia e nella bulimia. Efficacia di un trattamento integrato

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2010

In questo lavoro viene presentata una ricerca che valuta l’organizzazione dei legami familiari nell’anoressia e nella bulimia attraverso la somministrazione del Test "Family Life Space" alle famiglie di pazienti con DCA. La valutazione è stata effettuata per verificare l’efficacia di un rattamento integrato, che comprende la psicoterapia familiare più l’abituale intervento medico nutrizionale (cui è stato sottoposto un campione sperimentale) messo a confronto col solo intervento medico-nutrizionale (cui è stato sottoposto un campione di controllo). Alle famiglie di entrambi i campione il FLS è stato somministrato prima e dopo il trattamento. La psicoterapia familiare permette una evidente trasformazione dell’organizzazione dello spazio familiare, valutata con il FLS. L’evoluzione familiare, ed individuale, che si realizza attraverso il ricorso ad un intervento integrato e multidisciplinare, permette inoltre la normalizzazione del BMI, un aumento del peso corporeo ed un ritorno del ciclo mestruale nelle pazienti con anoressia, ed una scomparsa delle manifestazioni sintomatiche tipiche della bulimia.

Rosa Celeste Dentale

Dentro e fuori di sé

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2010

La rinarrazione di una storia di esperienze traumatiche precoci che segnano l’esistenza di una giovane donna. La difesa dal dolore mentale impedisce le parole e genera somatizzazioni: l’infertilità sine causa.

Fabrizio Alfani

Dalla dissociazione all'individuazione

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2010

Viene commentato il caso di una paziente che durante l’infanzia aveva subito abusi sessuali da parte del padre ed era allo stesso tempo la confidente privilegiata della madre. L’insostenibile contraddizione di queste molteplici situazioni traumatiche hanno provocato un atteggiamento dissociativo della personalità di questa paziente. Vengono proposte alcune ipotesi sul significato inconscio del suo comportamento sessuale durante l’adolescenza e sulla possibilità che la psicoterapia le ha offerto per poter raggiungere un più elevato livello di integrazione della propria personalità.

Giovanna Morganti, Paola Castelli Gattinara

La maternità negata. Dal corpo come oggetto all'identità incarnata

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2010

Partendo dall’ipotesi di un collegamento tra esperienze precoci di traumi relazionali e successive evidenze psicopatologiche di tipo dissociativo, verrà illustrato il percorso terapeutico con una paziente grave che presenta sia sintomi somatici come la sterilità sine causa che sintomi psicologici come la depersonalizzazione. Particolare rilievo viene dato alla relazione terapeutica quale contesto interpersonale "sicuro" che permette l’integrazione di memorie implicite dissociate collegate alle esperienze traumatiche.

Patrizia Meringolo, Alessandro Ridolfi, Alice Visi

Alleanza terapeutica e tossicodipendenza da eroina. Un'indagine esplorativa

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2010

Lo scopo di questa indagine esplorativa è quello di indagare la costruzione dell’Alleanza Terapeutica (AT) con pazienti dipendenti da eroina in trattamento nei Ser.T. della regione Toscana. Hanno partecipato all’indagine trenta terapeuti in servizio presso i Ser.T. di ognuna delle 12 ASL della regione Toscana. Gli strumenti utilizzati sono: il Working Alliance Inventory (WAI) (Horvath, 1981, 1982), un’intervista semistrutturata per raccogliere le opinioni dei terapeuti, una scheda per annotare i dati degli utenti. Dai risultati emerge che alcune caratteristiche dei pazienti risultano influenzare negativamente la costruzione dell’AT. Di fronte a queste caratteristiche, sembrano esistere importanti differenze circa le modalità con cui i terapeuti intervistati costruiscono l’AT, per aumentare la durata dell’intervento, ridurre il drop out e aumentare così l’efficacia del trattamento.

Matteo Selvini

Un terapeuta sistemico cacciatore e allevatore

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2010

L’identità del modello sistemico si fonda sul portare un’esperienza correttiva di cambiamento nella relazione tra il paziente e i suoi familiari, anche grazie all’impatto degli sconvolgimenti epistemologici prodotti dalle primissime sedute, e quindi ancor prima che una vera alleanza terapeutica cooperativa e continuativa abbia potuto stabilirsi. L’intensità del primo impatto deve poi svilupparsi in varie forme nel processo terapeutico: si utilizza la dimensione d’équipe per la tenuta di un’alleanza terapeutica che incida simultaneamente su più soggetti e sottosistemi. L’intensità dell’alleanza terapeutica passa attraverso la capacità del terapeuta di utilizzare tecniche e teorie in modo integrato con il suo mettersi in gioco fino in fondo come persona. In questo processo è fondamentale "pensare per andirivieni" nel senso di far dialogare coerentemente tra loro le diverse dimensioni delle diagnosi individuali e relazionali.

Vittorio Lingiardi, Antonello Colli

L'alleanza terapeutica nella terapia psicodinamica

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2010

In questo lavoro gli autori si propongono di inquadrare il concetto di alleanza terapeutica dal punto di vista teorico, clinico e di ricerca. Tale inquadramento non può prescindere da una ricostruzione degli sviluppi storici e delle trasformazioni del concetto di alleanza: le prime descrizioni psicoanalitiche di Freud e Sterba, la definizione panteorica di Bordin, l’alleanza come "fattore comune" della terapia, la sua operazionalizzazione al servizio della rilevazione tramite self-report, l’analisi dei trascritti delle sedute, la valutazione delle interazioni collaborative e dei processi di rottura e riparazione. Obiettivo di questo lavoro è mostrare come "alleanza terapeutica" sia un costrutto indispensabile per il ricercatore in psicoterapia, che tuttavia necessita di essere decostruito e confrontato con altri importanti concetti quali transfert, controtransfert, relazione reale, stile di attaccamento.

Cecilia La Rosa, Alessandra Muscetta

Relazioni precoci e relazione terapeutica. Come raggiungere l’alleanza terapeutica?

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2010

Il presente lavoro illustra in che modo oggi, con maggiore forza, anche nell’ambito delle psicoterapie cognitive-comportamentali, si assegni un ruolo centrale alla valutazione e alla regolazione della relazione terapeutica fin dai primi momenti del processo terapeutico. Le conoscenze sui fattori che contribuiscono alla costruzione di una buona alleanza, sui fattori implicati nelle sue fratture e sulle strategie più adatte nella risoluzione di esse, fanno parte di quel bagaglio prezioso di strumenti di cui un terapeuta interessato al mantenimento di una buona relazione non può fare a meno, ai fini di una reale e duratura efficacia dell’intervento.

Recensioni

RIVISTA ITALIANA DI GRUPPOANALISI

Fascicolo: 1 / 2010