RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 104906 titoli

Encounters - Disciplines -The lawyerly interest - Law and/or laws - Conclusion. Rechtliche Volkskunde is distinguished from legal anthropology, and the latter from both legal ethnology and legal pluralism, as well as from research on aboriginal law, claiming the first three to be law-related parts of non-legal disciplines, in contrast to Ethnologischer Jurisprudenz and anthropology of law, taken as directions within the field of jurisprudence. For the time being, none of the first has erected its own theories, nor has socio-ethnography interfered with legal theorising. Since Ehrlich and Weber realised that laws may prevail independently of the states’ "Westphalian duo", a number of attempts at both extending and narrowing the law’s usual remit has been tested. Considering the pendulum movement between monism and pluralism in a historical perspective, renaming what is at stake by altering the terminology is not and should not be a primary issue. As formulated by the author a quarter of a century ago, "Law is (1) a global phenomenon embracing society as a whole, (2) able to settle conflicts of inter- ests that emerge in social practice as fundamental, while (3) prevailing as the supreme controlling factor in society".

Anna Simone

Corpi a-normali. Eccedenze del diritto e norma eterossessuale

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 1 / 2010

Norma eterosessuale - diritti differenzianti - status - normalizzazione. Tutte le costruzioni identitarie dei ruoli di genere legate al sesso biologico e all’orientamento sessuale partono da un assunto aprioristico voluto dal processo di "naturalizzazione" dei corpi e dalla relativa nascita della norma eterosessuale. Tale processo ha anche contribuito a costruire una cultura giuridica fondamentalmente sancita a partire dalla stessa norma eterosessuale. Il processo di naturalizzazione prima e di "normalizzazione" poi dei corpi, dei rispettivi ruoli di genere e delle relative condotte sessuali, assieme al diritto, ha così favorito la nascita di nuove forme di status (il gay, la lesbica, il trans etc.) che, anziché intaccare il diritto di famiglia e la norma eterosessuale che lo predetermina, ha favorito la nascita di "diritti differenzianti" a seconda dell’orientamento sessuale. D’altronde anche il dibattito consumatosi in Italia attorno ai diritti civili delle persone gay e lesbiche non ha mai preso in considerazione la fondazione antropologico-giuridica della norma eterosessuale nella cultura occidentale e nella cultura giuridica. Attraverso una breve ricostruzione genealogica della costituzione di codici culturali, sociali e giuridici predefiniti in occidente, nonché del tutto funzionali alla determinazione di una cultura giuridica fondata sulla norma eterosessuale, in questo articolo si rimettono in discussione le categorie di differenza ed eguaglianza.

Nicola Riva

Diritti e procreazione assistita: le ragioni della legge n. 40/2004

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 1 / 2010

Procreazione medicalmente assistita - Legge n. 40/2004 - Diritti - Embrione - Biodiritti. L’articolo ricostruisce il dibattito parlamentare sulla legge italiana n. 40 del 2004 ("Norme in materia di procreazione medicalmente assistita") individuando gli argomenti normativi addotti a giustificazione delle norme in essa contenute. Emerge la centralità del riferimento ai (presunti) diritti degli embrioni e delle persone che potrebbero nascere da PMA a scapito di quelli degli aspiranti genitori. Particolare attenzione è dedicata agli argomenti incentrati sullo status e i diritti degli embrioni e sulla necessità di assicurare alle persone nate da PMA una "famiglia naturale". Nel paragrafo conclusivo sono svolte alcune considerazioni critiche circa gli argomenti emersi dalla ricostruzione del dibattito parlamentare.

Responsabilità genitoriale - Diritto europeo - Cultura giuridica - Politiche sociali - Pratiche familiari. Già da alcuni anni, nell'ambito del processo di integrazione europea, è in corso il tentativo di armonizzare la regolazione giuridica delle relazioni familiari. Fra i principi unificanti delle varie legislazioni ha assunto una posizione privilegiata il concetto di responsabilità genitoriale, che è molto complesso e, sotto alcuni aspetti, anche ambiguo se si riflette, come si cerca di fare nell’articolo, sulle diverse implicazioni che questa nozione ha con saperi diversi da quello giuridico (filosofia, morale, psicologia, sociologia, scienza dell’educazione). In particolare, si evidenzia come nelle rappresentazioni oggi più accreditate della responsabilità dei genitori abbia assunto un’importanza rilevante la dimensione della cura e si analizza, in prospettiva critica, la convinzione che si è andata diffondendo nell’ambito delle scienze sociali e politiche, e che è stata recepita nelle azioni di gran parte dei governi, che l’indebolimento del legame sociale sia primieramente imputabile ad una insufficiente assunzione di responsabilità dei genitori nei loro compiti educativi e disciplinari verso i figli. La responsabilità genitoriale viene esaminata anche nella sua dimensione di pratica sociale che si presta ad essere considerata come un esempio emblematico del "diritto vivente". Sotto quest'aspetto, assumono un rilievo particolare le forme di genitorialità, sociali o addizionali, delle famiglie ricomposte e omogenitoriali, che pongono i legislatori dinnanzi a domande che toccano lo statuto della filiazione.

Schede

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 127 / 2010

Abstracts

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 127 / 2010

Le ricerche pubblicate nella sezione Orientamenti e dibattiti di questo fascicolo sono dedicate all’emigrazione italiana nella seconda metà del novecento, un periodo finora poco praticato dalla storiografia sull’argomento. I saggi - pur nella varietà delle metodologie di indagine e dei temi, incentrati su varie destinazioni migratorie, tanto in Italia che all’estero - presentano alcune costanti: in primo luogo l’esigenza comune di indagare la storia dell’emigrazione come strumento di comprensione dei meccanismi di costruzione della società italiana contemporanea; inoltre il ritorno alla storia delle istituzioni dell’emigrazione, l’utilizzo estensivo delle testimonianze dirette dei protagonisti dell’esodo e, attraverso la loro esperienza personale, la costruzione dell’identità migrante.

Federico Ferretti

Intellettuali anarchici nell'Europa del secondo Ottocento: i fratelli Reclus (1862-1872)

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 127 / 2010

L’articolo analizza il percorso di formazione di due intellettuali europei cosmopoliti e politicamente eterodossi, i fratelli Elie ed Élisée Reclus, nel contesto politico, sociale e culturale dell’Europa della seconda metà dell’Ottocento. Il decennio preso in esame si struttura nei tre fondamentali passaggi della cooperazione in Francia, dell’Internazionale dei Lavoratori e della Comune di Parigi. La principale problematica scientifica è valutare il peso di questo binomio parentale, intellettuale e politico, da una parte nell’elaborazione del futuro pensiero anarchico dei suoi componenti, dall’altra nella costituzione di quel milieu di studiosi e militanti che dal decennio successivo contribuirà alla costruzione delle opere geografiche e delle teorie sociali del più celebre fra i due fratelli, Élisée.

Michele Toss

La canzone sociale a parigi 1830-1848. Un'ipotesi di ricerca

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 127 / 2010

Il saggio proposto intende analizzare l’importanza della canzone sociale come strumento d’espressione popolare nella Parigi degli anni quaranta del XIX secolo. L’autore offre una panoramica storiografica internazionale degli studi sulla canzone popolare, soffermandosi soprattutto sul contesto italiano e francese. La prospettiva adottata permette all’autore di considerare il canto nella sua globalità, sia come "testo" che come "pratica sociale". Attraverso il concetto di sociabilità, l’attenzione si focalizza sui modi di circolazione della produzione canora. Il lavoro archivistico sulle carte di polizia permette di mettere in luce i luoghi di diffusione del canto, come la strada, i cabaret e le associazioni musicali popolari, come le goguettes. L’autore svolge uno studio approfondito dei testi musicali per presentare alcuni importanti aspetti della politica e del pensiero dell’artigiano-operaio. Si evince chiaramente la funzione della canzone come un luogo d’emancipazione, come spazio di riflessione e di rivendicazione del lavoratore.