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Ulrico Bardari, Raffaella Brighi, Caterina Cazzola

Cold cases e persone scomparse nell’era dei social media: il contributo dell’informatica forense

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Il contributo, esito anche di analisi e esperienze sul campo, analizza come i metodi e gli strumenti dell’informatica forense, uniti alle tecnologie disponibili oggi, possano trarre da reperti informatici relativi a casi rimasti insoluti (cold cases), anche risalenti nel tempo, nuovi elementi probatori.

Alessando Amoroso

Digital Forensics: la prospettiva di un informatico

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

In questo lavoro si presentano alcune riflessioni di un informatico che pratica l’informatica forense. Queste considerazioni sono il frutto di alcuni anni di consulenze sia per i giudici sia per le parti. Un esperto di informatica forense deve costituire, ad avviso di chi scrive, una sorta di ponte culturale fra due mondi concettuali piuttosto lontani, che però hanno alcuni punti in comune. Si ritiene l’interdisciplinarità uno degli aspetti peculiari dell’informatica forense.

Lorenzo Angioni

Computer Forensic

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

In questo breve lavoro si vogliono evidenziare le tecniche e le tecnologie criminalistiche che l’investigazione di polizia scientifica ha sviluppato e utilizza per la ricerca del dato, con particolare attenzione a quella che l’esigenza dello sviluppo tecnologico ha creato, e cioè la ri-cerca del dato digitale, che ha perso gran parte delle sue caratteristiche di materialità, diventando un segnale mobile in un sistema che non ha dimensioni di spazio e tempo, e che tende a espandersi il più velocemente possibile in una grande area multimediale e globalizzata. Verranno quindi esaminate brevemente le tecniche di ricerca e repertamento del dato digitale e lo sviluppo dei moderni metodi d’investigazione: la Digital Forensic. In particolare sia farà cenno alla Computer Forensic, dedicata alla ricerca e all’analisi del dato digitale su supporti hardware, alla Network Forensic, che si occupa delle reti sulle quali il dato digitale si muove e alle tecniche di Anti-Forensic, at-te a contrastare l’investigazione digitale.

Mariano Angioni

Il contrasto al terrorismo informatico

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

L’uso di internet e dei social network può favorire l’eversione anche se, fino a oggi, sembra che soprattutto il terrorismo islamico preferisca esprimersi con azioni più canoniche, quali attentati con armi ed esplosivi o con l’uso di mezzi di locomozione scagliati a velocità sulla folla. Pur senza voler proporre un trattato di diritto, il documento cerca di analizzare la normativa italiana sul terrorismo applicata al crimine informatico.

Annalisa Plava

Crimine online e mondi simulati: il lato oscuro delle Social Challenge

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

La tecnologia social scandisce una quotidianità di simboli e algoritmi. I nativi digitali sono attirati verso sfide pericolose, da logiche di gamification. Se il crimine online può nascondersi dietro le Social Challenge in un acritico "concedersi", è necessario chiedersi quanto sia consapevole partendo dal presupposto che «le balene - bianche o blu - non vanno a spiaggiarsi volontariamente: ci vanno per errore, confuse da segnali capaci di distorcerne la percezione e l’orientamento».

Giacomo Buoncompagni

Tecnologie digitali e nuove forme di devianza giovanile in Rete

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Le nuove forme di comunicazione hanno prodotto una pluralità di impatti sui comportamenti e sugli atteggiamenti. Oltre agli effetti sociali che si possono considerare positivi, esse hanno tuttavia inciso anche sui fenomeni della devianza e della criminalità, favorendo l’insorgenza di nuove forme di violenza. Internet, infatti, ha decisamente modificato il modus operandi et vivendi di Istituzioni e cittadini, ma anche di chi compie attività criminali. Recenti studi criminologici evidenziano come stiano emergendo nuovi fenomeni di criminalità giovanili, a tratti simili al bullismo, come, ad esempio, quello delle cyber-gangs. Sempre più spesso le bande giovanili utilizzano in modo strategico i social network per costruire e rafforzare la loro identità, definire percorsi di micro-celebrità ed operare una sorta di marketing distribuendo foto/video di percosse, torture ed omicidi a dimostrazione della loro capacità operativa.

Elio Franco

I crimini di genere sul web 2.0: cyber-stalking, cyber-molestia e cyber-violenza sessuale

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

La condizione della donna è cambiata dai primi anni dello scorso secolo ad oggi, grazie anche alle conquiste legislative raggiunte. Purtroppo, però, il substrato culturale della nostra società non è mutato di pari passo: ecco perché, complici i social media, le donne sono oggetto di cyber-violenza sessuale.

Una questione centrale, rispetto ai crimini su Internet e in generale alle condotte antisociali, è ricondurre l’azione informatica a un soggetto fisico, in un contesto dove appare molto semplice sostituirsi a un’altra persona o costruire false identità. Il contributo riflette sul rapporto tra identità e anonimato in situazioni di conflitto tra tutela delle libertà personali, sicurezza informatica e un’effettiva azione di prevenzione del crimine.

Maria Caterina Federici, Michele Sorrentino

Cyber-security: una interpretazione sociologica-innovativa

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Il paper presenta il tema della cyber-security in una prospettiva sociologica. Il tema della sicurezza informatica è stato tradizionalmente inquadrato in relazione al concetto di riservatezza e di tutela dei dati e delle informazioni. La lettura sociologica della cyber-security mette in evidenza che il concetto di rischio e le dinamiche di interazione tra persone e della comunicazione mediata dal computer sono un ambito di studio relativamente nuovo. Tale ambito necessita di un inquadramento teoretico e metodologico adeguato, come anche di un quadro normativo in grado di recepire i continui mutamenti tecnologici. A questo riguardo emerge la necessità di analisi congiunte sul livello nazionale ed europeo.

Costantino Cipolla, Annalisa Plava

Introduzione

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Ernesto Ugo Savona

Editoriale

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Rita Salvatore, Mara Maretti

"Competenze sociali" e relazioni prossimali nei percorsi emergenti di impoverimento

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Nell’ultimo decennio la povertà ha coinvolto nuovi soggetti sociali e generato ulteriori sacche di impoverimento. L’obiettivo del saggio rappresenta un tentativo di comprendere da un punto di vista qualitativo i percorsi di impoverimento contingenti alle traiettorie biografiche degli attori sociali coinvolti. I principali risultati presentati riguardano uno studio etnografico condotto nelle Caritas di Abruzzo e Molise. L’analisi di racconti di vita conferma l’importanza delle reti relazionali di prossimità come strumento di prevenzione della cronicizzazione, ma mostra anche l’importanza della capacità da parte del soggetto di porsi al centro del suo universo e di gestirlo in base alle proprie competenze sociali e relazionali. La povertà appare come un fenomeno da gestire con un approccio multidimensionale che favorisca l’integrazione tra le competenze individuali e quelle di comunità.

Alberto Ardissone, Giuseppe Monteduro

Il welfare bolognese nella lotta alla povertà, tra esternalizzazione e innovazione

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Il saggio presenta una ricerca sulle iniziative di contrasto alla povertà nella città di Bologna, affrontando due nodi reputati fondamentali in letteratura: il problema abitativo e quello alimentare. La povertà viene osservata attraverso l’analisi del rapporto tra attore pubblico e attori di terzo settore con lo scopo di comprendere quale modello di welfare si sta affermando nel capoluogo emiliano. Lo studio si poggia metodologicamente su 21 interviste a key actors, selezionati sulla base della significatività sul piano istituzionale e su quello della presenza sociale in ambito del contrasto alla povertà. Il quadro emerso è ancora tradizionale, prevalentemente impostato sul principio dell’esternalizzazione, con timidi accenni di secondo welfare, che tuttavia non permettono ancora di giudicare innovativo il modello di welfare in essere.

Elena Macchioni, Matteo Orlandini, Valerio Vanelli

Il benessere familiare tra i Working Carer che usano misure di Familyaudit

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

I working carers rappresentano una sfida urgente sia per i sistemi di welfare che per le imprese. Servendosi dell’approccio teorico del workfamily interface, il paper analizza gli effetti prodotti sul benessere familiare dalle misure di FamilyAudit, una politica nazionale di certificazione aziendale degli interventi di conciliazione. La ricerca è stata svolta attraverso un questionario CAWI, rivolto ai dipendenti delle organizzazioni che hanno aderito alla sperimentazione nel 2015. I risultati mostrano che le misure che le misure che riescono a impattare sulla vita familiare incorporano elevati livelli di personalizzazione e flessibilità e che possono quindi essere utilizzate da diversi profili di soggetti mitigando l’effetto negativo di una serie di variabili di tipo socio-biografico (genere, età, stato civile) e lavorativo (dimensioni dell’azienda; qualifica professionale).

Iacopo Senatori, Carlotta Favretto

La tutela del Caregiver nel diritto del lavoro: profili legislativi e contrattuali

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Gli autori, muovendo dalla constatazione della mancanza di una definizione giuridica di caregiver, analizzano come questa, intesa quale figura rappresentativa dei nuovi bisogni di cura e di protezione dai rischi sociali, sia tutelata all’interno dell'ordinamento giuridico italiano attraverso il concorso di misure legislative e contrattuali altamente disorganiche. Gli autori osservano come, nonostante l’interesse sul tema sia recentemente cresciuto, e siano state effettivamente implementate alcune innovazioni intese a dotare di maggiore sistematicità l’apparato normativo, il sistema di protezione sia in generale ancora fortemente frammentato e le nuove risposte normative non siano corrispondenti alle aspettative. Vengono tuttavia evidenziate alcune buone pratiche e soluzioni regolative predisposte ed attuate dalla contrattazione collettiva.

Il crescente bisogno di interventi a sostegno della conciliazione curalavoro dei working carers trova risposte a livello nazionale. Differenze su cui è ipotizzabile un’incidenza delle caratteristiche di modello con cui la letteratura inquadra i sistemi di welfare. L’articolo analizza in particolare le caratteristiche delle risposte di natura occupazionale, ovvero l’insieme dei beni e servizi di cui i lavoratori dipendenti possono disporre in ragione della propria condizione occupazionale. Dopo aver discusso le dimensioni teoriche del tema, verranno analizzati i dati disponibili a livello di paesi UE, verificando con una cluster analysis la eventuale coerenza con le tipologie dei sistemi di welfare e in conclusione approfondendo comparativamente le caratteristiche qualitative registrabili in Italia, Svezia, Germania e Regno Unito.

Ariane Ollier-Malaterre

Care across the globe: the impact of national culture and structure

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

This article examines the impact of national context, i.e., cultural beliefs shared in a country and structural factors such as public policies, on individuals’ family care decisions, such as the number of children in the family or the time spent with them. I argue that although family care decisions are intimate, they are not private, because they are bounded by what individuals perceive to be possible in their family, workplace, and country contexts. I analyze two interrelated dynamics. First, national culture influences the relative valuation of care compared with paid work, via work devotion schemas built upon a gendered distinction between the public sphere of work and the private sphere of care. Second, culture and structure foster gendered expectations regarding who is expected to engage in care, and the devaluation of care is intimately connected to this gendered division of labor. Altogether, culture and structure contribute to the social construction of care in a country, in which individuals work-family decisions are deeply embedded.

Elena Macchioni, Ariane Ollier-Malaterre

Presentazione

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017