RISULTATI RICERCA

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Giovanna del Gobbo

Cultura della Qualità e Faculty Development: Sinergie da Sviluppare

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2021

L’assicurazione della qualità e la gestione della qualità, elementi chiave per l’attuazione e gli sviluppi del Processo di Bologna, sono sempre di più considerate sfide centrali nella governance dell’alta formazione. L’importanza di promuovere una cultura della qualità ha acquisito, parallelamente e sinergicamente, un'attenzione crescente negli ultimi due decenni. Una cultura della qualità può essere sostenuta favorendo processi di sense making e comprensione del sistema complessivo della didattica, favorendo l’accesso critico e l’interpretazione degli artefatti, delle norme, delle procedure con cui la specifica comunità sociale e culturale realizza le proprie pratiche e risolve i problemi, dei dispositivi relativi alla valutazione e assicurazione della qualità. Nel presente articolo si offrono alcuni elementi di riflessione e problematizzazione a partire dall’esperienza di formazione per docenti e neoassunti realizzata presso l’Università di Firenze.

Stefano Spillare

Cultura della responsabilità e sviluppo locale

La società globale e le comunità responsabili del turismo e del cibo

Dedicato in particolare alle comunità raccolte intorno alle culture responsabili del turismo e del cibo, il volume cerca di mettere in luce come le loro pratiche alternative rappresentino l’orizzonte responsabile della capacità collaborativa degli individui e delle comunità nella tarda-modernità.

cod. 266.1.35

Costantino Cipolla, Lamberto Veneri

Cultura della sicurezza e salute nella piccola-media impresa.

Un'indagine nel comprensorio forlivese

Salute, sicurezza e lavoro rappresentano una triade di forte impatto nelle politiche sociali anche in tempi in cui le risorse economiche dei diversi Paesi scarseggiano. La ricerca mostra come il concetto di sicurezza e di salute siano divenuti argomenti fortemente interrelati e rilevanti per gli aspetti conoscitivi, applicativi, nonché pratici sul territorio forlivese, assunto a riferimento dell’indagine.

cod. 1341.2.74

Blessi Giorgio Tavano

Cultura e benessere individuale: uno strumento di costruzione del capitale sociale

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 97 / 2012

Nel presente articolo l’autore analizza il ruolo della partecipazione ad eventi ed attività culturali quale risorsa per il benessere individuale, dato il grado di relazionabilità e quindi gli effetti in termini di beni relazionali prodotti e le possibili ricadute rispetto allo sviluppo di capitale sociale. L’analisi porta in evidenza come la partecipazione ad attività culturali sia favorevolmente associata al livello di benessere individuale, e questo risulta rilevante laddove gli individui, attraverso tali attività, sono in grado di promuovere relazioni interpersonali orientate al cooperativismo piuttosto che utilitarismo. L’ipotesi teorica viene suffragata attraverso i risultati di un campionamento realizzato rispetto alla popolazione a livello nazionale, indirizzato a fornire evidenze sul peso dei consumi culturali rispetto al benessere individuale, ed un campionamento effettuato con esperti rispetto al grado di relazionabilità generato dalle variabili culturali dell’indagine precedente. Le evidenze dimostrano che la cultura è in grado di promuovere la costruzione di beni relazionali, ed in tale prospettiva può essere considerata una piattaforma per lo sviluppo del benessere individuale e collettivo nella direzione di incrementare il capitale sociale.

Beatrice Fiore

Cultura e clima organizzativo: teorie a confronto e necessità di sintesi

SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Fascicolo: 82 / 2007

The object of this paper is to try and build a systematic profile of the social theory involved in the concepts of organizational culture and climate. It attempts to lead the analysis of «organizational climate» where the literature uses mainly a psychological approach back to the social theories on organizational culture. The chosen approach can be traced back to the theory that sees organizational «culture» and «climate» as strong and determining factors in the functioning of organizations. The paper is organized in three sections: the first concerns organizational culture, the second analyzes organizational climate, and the third compares the two theoretical research approaches. Preference was given to an initial separate discussion of culture and climate, and then to examine common aspects and differences.

Marco Biagi

Cultura e istituti partecipativi delle relazioni industriali in Europa

L’IMPRESA AL PLURALE

Fascicolo: 9 / 2002

Marco Biagi riprende le ragioni che favoriscono motivi e istituti partecipativi nella evoluzione delle relazioni industriali in Europa. In particolare, sottolinea il ruolo rilevante dell’Unione Europea, della quale esamina la direttiva sui Comitati aziendali europei (CAE), il progetto di Società Europea (dopo il Consiglio Europeo di Nizza), la recente proposta di direttiva in tema di informazione e consultazione.

Francesco De Biase

Cultura e partecipazione

Le professioni dell'audience

Negli ultimi decenni si sono delineate professioni che hanno posto al centro del loro operato la crescita e lo sviluppo culturale dei cittadini: l’animatore e il mediatore culturale, il cultural planner, il manager culturale, l’audience developer... Molti gli strumenti utilizzati: feste, spettacolarizzazione, rassegne, festival, happening parate, performance, flash mob... Il libro riflette sull’enorme bagaglio di esperienze accumulate per individuare e realizzare percorsi di formazione e aggiornamento.

cod. 1257.52

Arturo Lanzani

Cultura e progetto del territorio e della città

Una introduzione

Questo libro è una guida a un possibile viaggio in un “campo” di riflessioni, di pratiche, di teorie e di depositi materiali dai confini sfumati, un viaggio che muove dagli albori della vicenda umana e arriva a metà del XVIII secolo. Esso si rivolge non solo a urbanisti e pianificatori, ma anche ad architetti, ingegneri, geografi, agronomi, forestali, ecologi, economisti, sociologici e antropologi che si trovano a praticare o attraversare questo campo chiamato “urbanistica”, o meglio, con connotazione meno disciplinare e urbanocentrica, “pianificazione e progettazione urbana e territoriale”.

cod. 81.1.5

Birgit Pfau-Effinger

Cultura e strutture innovative nei servizi di cura

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2007

The first part of this article briefly outlines the ways in which childcare is organised in European societies. In the second part, an explanatory framework for cross-national differences will be introduced, namely the theoretical approach of the arrangement of work and family. This approach emphasizes the mutual, and in part contradictory, interrelations and dynamics between culture, institutions, social structures and action, which form the societal context for the structures of care work in a society. In the third part, it will be outlined how the differences in the cultural context and welfare state policies in different European societies and the ways in which these interact make a particular contribution to explaining differences in the degree to which childcare is organised in society and in the gender division of labour within the family. There are clearly cross-national differences in European societies in relation to the ways in which care work is organised. In this article, a theoretical framework for the explanation of such differences was introduced. It is based on the assumption that the specific ways in which cultural, institutional, and socio-economic factors interact in the specific ‘arrangement of work and family’ in a society are crucial for the explanation of cross-national differences. The example of the patterns of the organisation of childcare in European societies was used as an example. It was shown how particularly the ways in which welfare state policies on the one hand and cultural models of the family on the other interact can contribute to explaining the differences between these patterns. It was also addressed how far this explanatory framework is adequate for the explanation of international differences in housework. It was emphasized that additional sets of cultural values should be taken into account here, like the degree to which a tradition of a ‘servant culture’ exists as well as the degree to which specific household tasks are defined as ‘female’ or ‘male’ and the extent to which change is on the way.