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Squatting as a housing strategy and as a tool of urban social movements accompanies the development of capitalist cities worldwide. We argue that the dynamics of squatter movements are directly connected to strategies of urban renewal in that movement conjunctures occur when urban regimes are in crisis. An analysis of the history of Berlin squatter movements, their political context and their effects on urban policies since the 1970s, clearly shows how massive mobilizations at the beginning of the 1980s and in the early 1990s developed in a context of transition in regimes of urban renewal. The crisis of Fordist city planning at the end of the 1970s provoked a movement of ‘rehab squatting’ (Instandbesetzung), which contributed to the institutionalization of ‘cautious urban renewal’ (behutsame Stadterneuerung) in an important way. The second rupture in Berlin’s urban renewal became apparent in 1989 and 1990, when the necessity of restoring whole inner-city districts constituted a new, budget-straining challenge for urban policymaking. Whilst in the 1980s the squatter movement became a central condition for and a political factor of the transition to ‘cautious urban renewal’, in the 1990s largescale squatting - mainly in the eastern parts of the city - is better understood as an alien element in times of neoliberal urban restructuring.

Costantino Cipolla, Stefano Campostrini

Occupazione senza professione?

Il lavoro nel settore dei servizi sociali

Un’esaustiva e ampia ricerca sulle professioni sociali in Italia. Attraverso metodologie qualitative e quantitative il testo ha raccolto le testimonianze di migliaia di lavoratori del sociale su aspetti quali: la soddisfazione per il proprio lavoro, le modalità di reclutamento, i rapporti con i colleghi e con gli assistiti, i fabbisogni formativi, lo stress, le richieste rivolte alle istituzioni...

cod. 1341.2.54

Noemi Corso

Occupazione militare e tutela della proprietà privata

DIRITTI UMANI E DIRITTO INTERNAZIONALE

Fascicolo: 1 / 2012

Moving from the complementary relationship between International Humanitarian Law and International Human Rights Law, this article analyses the issue of private property in occupied territory from the civilians perspective. In the attempt to verify if contemporaneous practice has modified customary international law obligations of Occupying Powers, the Author highlights the complex and heterogeneous evolution of the protection of the right to private property. On the one hand, practice confirms the strengthening of its safeguard by the extensive interpretation of the absolute prohibition on confiscation, forbidding an occupying power to take "permanent" measures of dispossession and de facto transfer of title. The same result is achieved by the enlargement of the material scope of application of the crime of pillage, and by the narrow interpretation of the derogation clause of the "absolute necessity of military operations", contained in the rule prohibiting the destruction of private property. Moreover, practice’s development proves the existence of a privileged class of assets (such as foodstuffs, houses, or medical supplies), whose essential nature to the well-being of the civilian population makes them object of a stronger guarantee. On the other hand, recent trends show a weakening in the protection of the right to private property, above all within the context of prolonged occupation as well as trans- formative one. The occupant’s widest powers of requisition of private property in these particular cases interfere in a deeper manner with the enjoyment of the right in hand, partly justified by the more and more flexible interpretation given to the general conservationist principle of military occupation law. Actually, this weakening is only apparent. From a broader point of view, the less protection of the right to private property is counterbalanced by the use of the proportionality test, to assess if occupying power action respects the other human rights of the civilian population.

Leandro D'Aurizio, Giuseppe Ilardi

Occupazione e investimenti nel Mezzogiorno: il ruolo delle imprese del Centro Nord

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2012

Occupazione e investimenti nel Mezzogiorno: il ruolo delle imprese del Centro Nord I flussi di risorse diretti dall’esterno negli stabilimenti industriali del Mezzogiorno d’Italia sono stati stabilmente rilevanti nel corso degli anni. Essi hanno rappresentato nell’industria il 20% degli addetti e un quarto degli investimenti. Questi flussi sono ricostruiti tramite l’indagine sulle imprese Invind condotta dalla Banca d’Italia, colmando una lacuna dei Conti nazionali. Gli incentivi pubblici volti a stimolare lo sviluppo industriale del Mezzogiorno valgono una frazione modesta degli investimenti e sono importanti solo per le imprese locali. Gli anni 2007-2009, toccati dalla crisi economica, hanno visto la riduzione dell’importanza delle imprese del Centro Nord nello sviluppo industriale del Sud e Isole.

Emilo Reyneri

Occupazione e disoccupazione giovanile: ieri e oggi

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 136 / 2014

In primo luogo, l’articolo mostra che ricorrendo alla percentuale dei senza lavoro sul totale della popolazione giovanile emerge un’immagine della situazione dei giovani da 15 a 24 anni diversa da quella fornita dal tasso di disoccupazione. Inoltre, si è confrontata la posizione nel mercato del lavoro dei giovani e dei giovani adulti (da 25 a 34 anni) nel 2012 e a metà anni ’80, cioè nel periodo più critico prima della crisi attuale. Infine, utilizzando per la prima volta i risultati dell’indagine Istat sulla vita familiare, si sono confrontate le caratteristiche dei primi lavori trovati dai giovani nel periodo 2000-2009 con quelle dei primi lavori trovati nel periodo 1971-1980 da una generazione che coincide con quella dei loro genitori. Ne risulta un forte aumento delle posizioni di lavoro instabili, soprattutto per i laureati, che per di più sempre meno riescono ad accedere a primi lavori altamente qualificati. Entrambi questi processi sono stati accentuati dalla recente crisi.

Alessandra Pascucci

Occupazione e disoccupazione altamente qualificata: il progetto FIxO II

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 98 / 2012

Il presente articolo intende presentare, in modo sintetico, i risultati di un’indagine condotta da luglio 2011 a luglio 2012, sul progetto FIxO II destinato all’inserimento lavorativo dei dottori e dottorandi di ricerca. La presente ricerca nasce dall’obiettivo di descrivere ed analizzare il tirocinio come misura di politica attiva del lavoro, per favorire l’ingresso dei giovani altamente qualificati nel mercato del lavoro. Si è cercato di analizzare (tramite questionario), ad un anno di distanza dalle selezioni per il tirocinio, quanti dei giovani tirocinanti vincitori, hanno ottenuto un contratto di lavoro presso le aziende utilizzatrici rispetto ai giovani che non hanno vinto il tirocinio.