RISULTATI RICERCA

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Stefania De Medici

Nuovi usi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio costruito.

La privatizzazione dei beni immobili pubblici

Il volume definisce le linee-guida per garantire la tutela e la valorizzazione dei beni culturali pubblici nel processo di alienazione. Attraverso una riflessione sulle esperienze condotte, vengono delineati il sistema informativo/decisionale e i relativi metodi di valutazione da adottare per recuperare il costruito attraverso l’adeguamento a nuove attività.

cod. 1330.68

Rossella Martelloni

Nuovi territori

Riflessioni e azioni per lo sviluppo e la comunicazione del turismo culturale

Il volume accompagna il lettore nell’analisi di un fenomeno complesso e motivo di crescenti interessi: il tema del turismo culturale. Introduce nuovi spunti di riflessione e illustra una serie di esperienze di successo in Italia e all’estero.

cod. 1257.7

Simone Carmine, Valentina De Marchi

Nuovi territori per la sostenibilità

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2022

La crisi innestata dalla pandemia da Covid-19 è solo una delle grandi crisi che la nostra società dovrà affrontare: molti esperti suggeriscono che la crisi climatica e quella legata alla riduzione della biodiversità saranno molto più dirompenti. Tuttavia, le crisi ambientali sono emergenze globali su scala locale poiché presentano conseguenze territoriali specifiche. I territori sono, pertanto, al centro di tali sfide - si pensi alla difficoltà a coltivare la vite per l’aumento delle temperature nel territorio del Prosecco o al rischio di andare sotto al livello dell’acqua per la città di Venezia e territori limitrofi. Tali effetti locali risalgono, però, velocemente a livello globale, propagandosi attraverso i gangli delle complesse catene globali del valore su cui si innestano le attività economiche odierne. Questo contributo riflette sulla centralità dei territori per comprendere le sfide climatiche e per sviluppare risposte efficaci. Scegliere la sostenibilità richiederà di dare una forma nuova ai territori in termini geografici - ad es., ecosistemi, realtà naturali, ecc. - e attoriali - ad es., attori politici, sociali, non solo economici - immaginando politiche e strategie che prescindano dai confini tradizionali dei territori ma guardino all’impatto in ottica ecosistemica, per implementare azioni capaci di rendere i territori - e i loro protagonisti - più sostenibili e resilienti.

Il saggio ricostruisce la storia della fondazione e dei primi decenni di attività dell’Orto botanico di Pavia e di quello di Brera a Milano, istituiti rispettivamente nel 1773 e nel 1774. La storia dei due Orti, afferenti l’uno all’Università di Pavia e l’altro alle Scuole Palatine di Milano, costituisce uno strumento utile per la comprensione di alcuni risvolti relativi sia al rinnovamento dell’istruzione, impresso in Lombardia dal governo asburgico a partire dagli anni Sessanta del Settecento, sia alla storia della botanica, con particolare riguardo alle piante medicinali e ai sistemi tassonomici. Pur fondate contemporaneamente e con gli stessi obiettivi didattici e di ricerca, le due istituzioni ebbero fin da subito vicende molto diverse. Giuseppe II favorì infatti l’Orto di Pavia, dotandolo, in quanto universitario, di tutte le strutture necessarie, mentre lasciò che l’Orto di Brera versasse in una situazione di ristrettezza finanziaria che ne impedì il pieno sviluppo. Tale differenza permase anche nei periodi successivi, accentuandosi dopo la proclamazione dell’Unità d'Italia, fino al punto da mettere in forse, intorno agli anni Cinquanta del Novecento, l'esistenza stessa dell’Orto di Milano, mentre quello di Pavia si arricchiva vieppiù di nuove collezioni. Oggi i due Orti hanno obiettivi profondamente diversi. Quello pavese ha mantenuto le sue caratteristiche di istituzione scientifica e didattica a livello universitario, mentre quello milanese ha assunto il ruolo prevalente di un museo con la finalità di salvaguardare un bene storico.

L’obiettivo dello scritto è di considerare sotto il profilo economico ed estimativo la natura di alcuni importanti strumenti innovativi per la gestione di piani e progetti: la perequazione urbanistica, i programmi complessi, le società di trasformazione urbana (STU) e la finanza di progetto. L’argomentazione sviluppata ha permesso di classificare in due gruppi distinti tali strumenti. La perequazione urbanistica e la programmazione complessa rappresentano dispositivi in grado di prelevare quota del plusvalore determinato dalle scelte urbanistiche allo scopo di finanziare la città pubblica. Gli strumenti delle STU e della finanza di progetto rappresentano invece dispositivi in grado di elevare l’efficacia e l’efficienza dell’azione pubblica nella fase propriamente attuativa di piani e progetti. Keywords: Perequazione urbanistica, programmi complessi, società di trasformazione urbana.

Ubaldo Comite

Nuovi strumenti informativi sulla spesa nella Pubblica Amministrazione.

Il sistema informativo delle operazioni degli Enti Pubblici

Il progetto SIOPE: nato dalla collaborazione tra Ragioneria Generale dello Stato, Banca d’Italia e ISTAT, attraverso l’attribuzione di codici uniformi su tutto il territorio nazionale per tipologia di enti agli incassi e ai pagamenti effettuati dai tesorieri delle Amministrazioni Pubbliche, consente di rilevare, tempestivamente e per via telematica, le informazioni sui flussi di cassa delle Amministrazioni Pubbliche.

cod. 365.614

Goffredo Miano

Nuovi strumenti in campo sociologico. Sociologia clinica e socioterapia

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 42 / 2005

Negli ultimi anni la maggior parte dei sociologi della Sanità ha arricchito e ampliato il proprio “know how”, raggiungendo una più matura consapevolezza della propria specificità e del proprio potenziale professionale. Non a caso ultimamente c’è un fiorire di associazioni professionali e di siti (link, siti web, ecc…) che trattano di sociologia clinica, socioterapia, e che raggruppano tutti i sociologi che operano in queste aree di intervento. Il sociologo, quindi, non unicamente come tecnico e/o teorico, esperto di qualità e/o valutazione, ricercatore e/o formatore, ma, anche e soprattutto validissimo professionista che partecipa attivamente al lavoro di equipe, e si vede inserito a tutti gli effetti nel processo “riabilitativo” dell’utente/paziente. Gli strumenti di nuova generazione utilizzati dal sociologo in alcune delle aree più sensibili della Sanità Pubblica sono la sociologia clinica, la socioterapia, la prevenzione primaria aspecifica, monitoraggio dipendenze, sistema informativo, counseling, accoglienza, ecc… Insomma, il sociologo, non solo come una figura essenziale per la comprensione di fenomeni sociali, ma, anche e soprattutto come un nuovo professionista esperto in problematiche sociali ed individuali a cui potersi rivolgere.

Francesca Casalini, Chiara Seghieri, Michele Emdin, Sabina Nuti

Nuovi strumenti di management per la gestione integrata dei percorsi assistenziali dei pazienti cronici

MECOSAN

Fascicolo: 102 / 2017

Nella gestione dei pazienti cronici, la tradizionale organizzazione per setting assistenziali contrapposti (ospedaleterritorio) fatica a garantire qualità delle cure, assistenza personalizzata e sostenibilità finanziaria complessiva. Le aziende sanitarie, pur riconoscendo l’ineludibile necessità di lavorare in rete, adottano sistemi di programmazione e controllo impostati per setting assistenziale, che non permettono di misurare la capacità di produzione di "valore" per il paziente in ottica di percorso. Scopo di questo studio è la sperimentazione nel contesto italiano (Toscana) di una metodologia per identificare reti di professionisti che hanno in cura il paziente cronico (in questo caso con scompenso cardiaco) e misurare gli esiti e l’appropriatezza clinica dei percorsi di cui sono responsabili. La valutazione della performance per rete assistenziale può costituire uno strumento efficace per migliorare l’assistenza e introdurre una logica di accountability coerente con i nuovi modelli organizzativi.