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Madhurilata Basu

Living with the River: Glimpses from Murshidabad

RIVISTA DI STUDI SULLA SOSTENIBILITA'

Fascicolo: 2 / 2014

In a district affected by poverty, flood, riverbank erosion, the life of people in the ‘borderlands’, in Murshidabad, is a story of everyday struggle and endless negotiations. Being a border district, Murshidabad, is under constant supervision of the security personnel. But the process of ‘othering’ becomes complete when one reaches river chars or charlands that also coincide with the Indo-Bangladesh border. Whims of the river, affecting the life and livelihood of the people, clubbed with various sorts of restrictions on movements, indifference of the local administration, difficulties in accessing various kinds of amenities like hospitals, schools or food items at subsidized rates, make them near-citizens. This paper explores the realities in two charlands in Jalangi- char Parashpur and char Bhadra.

Chiara Aleffi, Sabrina Tomasi, Concetta Ferrara, Gigliola Paviotti, Chiara Mignani, Alessio Cavicchi

Living labs and co-creation techniques for university-business cooperation: a case study

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2 / 2018

The paper reports about a case study about the regional role of universities, by focusing on the implementation and management of living labs to promote local tourism. The aim is to provide evidence of effective approaches to involve stakeholders in initiatives of regional development. To this aim, the stakeholder engagement activities that took place at the University of Macerata (Italy) were analysed. The conclusions highlight the usefulness of the methodologies and techniques used to facilitate university-business cooperation under the aegis of a living lab.

A Singapore la questione dell’abitare è stata al centro delle politiche pubbliche sin dal periodo del self government nel 1959. Il modello scelto è stato quello della costruzione massiccia di new towns da parte dell’Housing and Development Board (hdb) per alloggiare la popolazione in appartamenti venduti ai beneficiari grazie ad un sistema di prestiti sovvenzionati. Il modello ha conosciuto nel tempo varie riforme ma lo spirito iniziale è sempre rimasto percepibile. A partire dall’inizio del nuovo secolo, tuttavia, una maggiore apertura del mercato immobiliare agli attori privati ha rimesso in questione la logica stessa del sistema pubblico. L’articolo analizza l’impatto della riforma sulle culture dell’abitare, tra rischio di rottura negli equilibri locali di un’urbanità concepita attorno a una visione relativamente egualitaria delle politiche edilizie

L’articolo approfondisce il ruolo della dimensione spaziale nelle aree urbane svantaggiate francesi. Parte della letteratura sul tema lega la produzione e riproduzione di aree di esclusione all’affermazione dei processi di globalizzazione. Sottolineando la sovrapposizione tra esclusione sociale e spaziale, molte teorie riconoscono alla dimensione spaziale solamente un ruolo passivo; al massimo, la concentrazione di popolazioni vulnerabili ha l’effetto di esacerbare la loro esclusione. Il semplicistico ruolo riconosciuto da questi approcci alla variabile spaziale porta inevitabilmente a interpretare questi territori come meri luoghi di confinamento. Prendendo in considerazione sia il dibattito sugli “effetti di quartiere” sia le ricerche condotte nelle città francesi, nell’articolo si sostiene che gli effetti della concentrazione della vulnerabilità non devono essere interpretati in maniera esclusivamente negativa e che anche in questi territori sono disponibili risorse per l’inclusione. Infine, sono sottolineati alcuni effetti paradossali delle politiche di demolizione e ricostruzione che fanno parte del programma di riqualificazione urbana della Politique de la Ville. Nonostante queste politiche si rivelino efficaci nel rimodellare lo spazio, esse rischiano di distruggere le risorse che lo spazio residenziale fornisce alle popolazioni più vulnerabili.

Antonio Cuccaro, Chiara Gentilozzi, Claudia Maulini

Lives, choices, territories: Life Project, Quality of Life, Capabilities and Person-Centred Planning in light of Legislative Decree 62/2024

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

In the context of the reform of the Italian system following Legislative Decree 62/2024, the Individual, Personalised and Participatory Life Plan takes on a central regulatory position. This paper aims to offer a theoretical-empirical analysis and an operational interpretation based on the current regulatory and scientific landscape. The objective is twofold: on the one hand, to increase conceptual understanding of the Life Project in relation to models of person-centred planning, supported decision-making and theories of quality of life; on the other hand, to provide a reflection on possible guidelines and recommendations for the design, implementation and evaluation of the Life Project across local contexts, starting from a focus on the regional model of Umbria. Through a systematic review of international literature on effectiveness, challenges and best practices, a reflection was carried out on strengths, organisational critical issues, training needs, outcome indicators and possible research perspectives. The contribution is aimed not only at social, educational and health service providers, researchers and the educational community, but also at policy makers and bodies that determine the implementation guidelines of national legislation.

Laura Gemini

Liveness: le logiche mediali nella comunicazione dal vivo

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 51 / 2016

L’articolo indaga il tema del liveness e il dibattito che gli si è costruito intorno a partire dalla differenza fra dimensione ontologica della comunicazione dal vivo - basata solo e necessariamente sulla co-presenza spazio temporale - e la dimensione storica mediologica e contingente che estende il liveness (dal live dei media, tipo la diretta, fino a forme più complesse del liveness digitale). A partire dalle riflessioni dei due principali esponenti del dibattito sul concetto di liveness e della sua applicazione alla contesto teatrale - Philip Auslander ed Erika Fischer-Lichte - l’articolo osserva come le trasformazioni del liveness teatrale, ovvero della relazione basata sulla co-presenza spazio temporale di attori e spettatori, possano essere trattate adeguatamente attraverso la prospettiva mediologica e interattiva della comunicazione al fine di cogliere le caratteristiche del liveness teatrale mediatizzato.

Monica Lombini, Lucio Poma

Livello bottom up e sviluppo del territorio.

La rete degli Sportelli Unici in Emilia-Romagna

Attraverso l’analisi dell’operato degli sportelli unici, il volume affronta due tematiche oggi di grande interesse: il rapporto tra pubblico e privato e il livello bottom up di azione istituzionale su base territoriale. La rete degli sportelli unici rappresenta, infatti, la battigia dove le imprese, a livello territoriale, si relazionano con l’ente pubblico, ma esercita anche interessanti funzioni di marketing territoriale, come mostrano i case study riportati nel libro.

cod. 365.804

Attà Negri, Rachele Mariani

Livelli e codici multipli della mente, ovvero vincoli e possibilità della nostra relazione con il mondo

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 3 / 2015

Gli autori propongono una lettura della teoria del codice multiplo di Wilma Bucci sia come teoria della mente, intesa come essere in relazione con il mondo, sia come teoria della tecnica, ovvero come ipotesi su come la comunicazione tra paziente e terapeuta può creare trasformazioni in questo essere in relazione con il mondo. In particolare viene approfondito - esemplificandolo anche attraverso l’analisi dei casi clinici commentati dall’Autrice - il processo ritenuto essenziale per il cambiamento terapeutico: l’emergenza nella multiforme esperienza soggettiva di simboli intesi come pattern di esperienze sensoriali multimodali che nella comunicazione intersoggettiva divengono definiti e riconoscibili; le parole nella talking cure divengono centrali solo in una fase successiva e sono primariamente l’esito di tale processo, non il motore. Secondo l’ipotesi degli autori è proprio la simbolizzazione non verbale congiunta dell’esperienza soggettiva che è di per sé trasformativa e creativa in quanto decostruisce i vincoli dell’elaborazione automatica che avviene a livello subsimbolico e amplia notevolmente i gradi di libertà del soggetto rispetto a se stesso. Tale simbolizzazione non verbale infatti pone analista e paziente nella condizione di poter prendere posizione rispetto alle esperienze divenute riconoscibili all’interno e grazie alla relazione in cui sono immersi. Ed è per questo che il cambiamento psicoterapeutico può essere definito come processo incarnato, contestuale e relazionale.

Anna Maria Fellegara, Carlotta D'Este

Livelli di disclosure e scelte di integrated reporting nelle grandi imprese italiane

L'informativa aziendale tra globalizzazione e identità territoriale

Il volume analizza le scelte informative di una selezione di imprese italiane, ponendo particolare attenzione al ruolo svolto dall’identità territoriale. I risultati evidenziano non solo il consolidamento di pratiche gestionali e informative integrate, ma anche la presenza di un legame tra disclosure e dimensione territoriale d’impresa.

cod. 368.9

Paolo Cozzaglio

Livelli di coscienza e psicopatologia: oltre il dualismo corpo-mente

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2017

Nell’essere umano i livelli di coscienza condizionano le modalità diverse di relazione e di percezione della realtà. Il livello della coscienza primaria è quello della coscienza dell’Io e corrisponde alla percezione individuale di una personalità che tende a rimanere stabile e che si rapporta in modo interdipendente e tendenzialmente statico con gli altri. La coscienza di ordine superiore è quella del Soggetto riflessivo individuale, che se consapevole di sé si pone come centro organizzatore dinamico della personalità e interagisce con l’altro accettando una reciproca e mutevole dipendenza. La consapevolezza di essere Soggetto in relazione è un livello di coscienza di ordine superiore più ampio, che permette la co-riflessione con l’altro Soggetto in un rapporto di intersoggettività. La psicopatologia delle tre principali organizzazioni di personalità - nevrotica, borderline, psicotica - si articola in questi tre livelli di coscienza e condiziona la relazione con il terapeuta. La cura coincide con lo stimolo alla funzione riflessiva del Soggetto, intesa come la capacità di autosservarsi, di percepire il proprio e altrui mondo emotivo e inconscio, di mentalizzare e di far evolvere la modalità di relazione dall’interdipendenza simbiotica all’intersoggettività.

Maria Grazia Chiavegatti

Liv: lo spegnimento delle risorse vitali in una relazione di coppia

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2024

Il presente lavoro prende avvio dal caso di una paziente che giunge in terapia in seguito ad un tentato suicidio. La grave depressione si istaura dopo la separazione dal marito e l’inizio di una guerra giudiziale che fa sentire la paziente in pericolo di perdere l’affidamento delle figlie ed il mantenimento. L’ipotesi sostenuta è che dei traumi precoci nel rapporto della paziente con la figura materna abbiano ostacolato la formazione di un Sé saldo, favorendo una fame di rispecchiamento (fusione) con un oggetto-Sé onnipotente e sadico che gradatamente svuota di vitalità il nucleo del Sé. La teoria polivagale di Porges permette di spiegare la passività della paziente ed il suo attestarsi su posizioni di difesa poco idonee ad affrontare la situazione con-tingente ed a porre le basi per un maggior benessere.

Azalen Maria Tomaselli

Liturgia dell'ira.

Dalla tragedia alla mediazione dei conflitti

Questo volume nasce dal tentativo di formulare risposte concrete alla deriva odierna dell’ira, ripercorrendone la cosmologia, dall’antichità sino a oggi. All’alba del terzo millennio si rende quanto mai necessario un discorso critico su come arrestare l’ondata di rabbia e contenere le pretese egoistiche che, sbarrando l’ascolto della sofferenza dell’altro, innescano le reazioni più incontrollate. È necessario quindi promuovere collettivamente una liturgia dell’ira fondata sul riconoscimento e sul dialogo.

cod. 1422.1.5

Stefano Luconi

Little Italies e New Deal.

La coalizione rooseveltiana e il voto italo-americano a Filadelfia e Pittsburgh

cod. 1792.31

Federica Falchi

L'itinerario politico di Regina Terruzzi.

Dal mazzinianesimo al fascismo

La vita di Regina Terruzzi, protagonista della scena politica italiana tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. Educata secondo valori mazziniani, fu partecipe dell’associazionismo femminista, a cui contribuì con numerosi scritti. Dirigente del partito socialista, amica di Mussolini, partecipò alla riunione di San Sepolcro, ma non aderì al partito fascista. Pur ricoprendo diversi incarichi pubblici, la Terruzzi si pose all’interno del regime in una posizione dialettica assumendo, come lei stessa dichiarò, il ruolo di “suocera del fascismo”.

cod. 1501.108