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In questo articolo vengono presi in esame i concetti di cura e di cambiamento così come possono essere applicati alla richiesta di presa in carico di un paziente psicotico da parte di una comunità psicoterapeutica L’obiettivo di una comunità terapeutica è quello di realizzare un cambiamento dell’organizzazione di fondo della personalità piuttosto che la risoluzione di una sintomatologia psicologica. La teoria delle relazioni oggettuali ci permette di considerare i fattori di cambiamento come procesasi che avvengono tramite la costruzione di oggetti interni strutturanti che gradualmente sostituiscono quelli danneggiati e scissi nel mondo interno del paziente. Attraverso una esemplificazione clinica in cui si ripercorre il cammino di inserimento di un paziente in una comunità, si evidenzia come la richiesta di cura costituisca uno dei risultati di un processo che si fonda sulla costruzione di una relazione terapeutica.

Daniela De Robertis

Il paziente ha paura dell’analista. Una discussione dal punto di vista della psicoanalisi relazionale

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Vengono esplorati i volti della paura che possono generarsi all’interno della dimensione terapeutica, concretamente, dentro la stanza dell’analisi. È legittimo pensare che talvolta possa essere anche lui, l’analista, la fonte degli stimoli emotivogeni inviati al paziente, stimoli che agiscono da microtraumi che perturbano il lavoro analitico e la relazione. Sono indagate le forme di questa specifica "traumaticità" psicoanalitica attraverso due emozioni di fondo che possono mobilitare il setting: la violenza e la paura, un binomio classico che, calato nella stanza d’analisi, fa riflettere sulla paura del paziente nel caso sia innescata dalle possibili "microviolenze" degli interventi dell’analista. In questo contesto emotivo l’analista "violento" e il paziente timoroso possono andare in simmetria, creando l’emergenza di "copioni" che ruotano sulla relazione vittima/carnefice. Nella seconda parte dell’articolo vengono presentate "misure di sicurezza", procedure e riflessioni che possano funzionare per il terapeuta da antidoto a tali rischi. Si tratta di deterrenti basati su una più ampia lettura dell’interpretazione e su un suo "valore d’uso centrato sull’asse relazionale.

Joseph Sandler, Christopher Dare

Il paziente e l'analista

I fondamenti del processo psicoanalitico

Uno strumento per conoscere le basi del processo psicoanalitico. Un classico, una guida preziosa per insegnanti e allievi delle scuole di psicoanalisi e psicoterapia, per orientarsi nella pratica clinica quotidiana.

cod. 1215.1.31

Anita Casadei, Sara Acampora

Il paziente dimenticato: il suicidio.

Quando la fine non diventa un inizio

Il tema del suicidio è uno degli argomenti più controversi, problematici e dibattuti, non soltanto in ambito psicologico. Questo volume affronta in modo completo ed esaustivo un argomento spesso ignorato e trascurato, analizzandone l’evoluzione culturale e sociale per soffermarsi sugli aspetti psicopatologici e clinici che caratterizzano questo triste evento.

cod. 1219.7

Simona Totaforti

Il paziente cittadino

L'ospedale come sistema e come esperienza

I mutamenti nella forma e nell’organizzazione degli ospedali non riflettono soltanto l’evoluzione della cultura e della pratica progettuali ma anche, più in generale, della medicina, della scienza e della cultura medica diffusa. E, soprattutto, delle vicende sociali e culturali della città di cui l’ospedale è, pur nella sua autonomia, parte. Il volume intende contribuire all’analisi del nuovo mondo ospedaliero e, attraverso di essa, a una riflessione sulle profonde trasformazioni della città che in esso si riflette.

cod. 1520.781

Loredana Gallo, Giovanna Teresa Mizzau

Il paziente anziano ustionato, ospedalizzato, in condizione di isolamento

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2000

Negli ultimi anni presso il Centro Grandi Ustionati di Torino si è osservato un notevole incremento nel numero dei ricoveri di anziani. Questo lavoro ha analizzato se il modo di affrontare la degenza ospedaliera in un reparto isolato è diverso o simile a quello dei pazienti più giovani. Le considerazioni finali di tale esperienza sottolineano che l’anziano vive il ricovero in un Centro Grandi Ustionati in modo diverso, molto spesso meno traumatizzante e che richiede un approccio assistenziale diverso rispetto ai protocolli abituali.

Francesco Seghezzi

Il Patto per il lavoro della regione Emilia-Romagna: una lettura di relazioni industriali

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 161 / 2021

L’autore analizza il Patto per il lavoro firmato in Emilia Romagna nel luglio del 2015 e rinnovato nel dicembre del 2020 nella prospettiva delle relazioni industriali. In particolare si concentra sui contenuti del patto e sulle ragioni che hanno spinto le parti sociali a sottoscriverlo. L’autore mostra le differenze con il ricco panorama di patti degli anni Novanta, nei quali i contenuti erano più focalizzati su singole azioni connesse alle politiche del lavoro. Nel Patto per il lavoro l’autore individua un più ampio approccio delle parti sociali alle tematiche del lavoro con un interesse per le politiche industriali, le politiche del mercato del lavoro e le politiche della formazione. Emerge che le parti sociali agiscano per legittimare la loro azione specifica a livello aziendale o territoriale attraverso una partecipazione attiva nella definizione del più ampio scenario delle politiche territoriali insieme all’attore pubblico.