Storia dell'architettura e della città - Open Access

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Comune di Argelato, Alessandra Marino

Nobiltà bolognese tra città e campagna.

La Villa Angelelli Zambeccari di Argelato

Il volume presenta Palazzo Angelelli Zambeccari, comunemente noto come Villa Beatrice, situato nelle campagne di Argelato, nelle sue caratteristiche attuali e durante le varie fasi storiche che ha attraversato, dal Seicento a oggi, rivelando un eccezionale stato di conservazione dell’assetto originale, che lo rendono di estremo interesse per la comprensione dei rapporti tra architettura e territorio nella realtà rurale bolognese.

cod. 1579.2.9

Clara Altavista

La residenza di Andrea Doria a Fassolo

Il cantiere di un palazzo di villa genovese nel Rinascimento

Le intricate vicende che hanno caratterizzato la storia della villa di Andrea Doria a Fassolo, un’architettura fondamentale del Rinascimento genovese, ma anche del Manierismo italiano ed europeo. Attraverso l’analisi di un nuovo disegno e la lettura inedita dei documenti conosciuti, il volume fa luce sulla storia della sua costruzione.

cod. 1579.3.3

Carlo Togliani

La civiltà del fiume.

Mincio paesaggio complesso

Il territorio del Mincio viene qui studiato – spingendosi talvolta oltre i confini giuridici del Parco – attraverso un’indagine articolata e multidisciplinare. I saggi, tutti specialistici, affrontano temi diversi con il comune obiettivo di leggere la stratificazione dell’intervento umano su un’area che ha vissuto per secoli in stretta simbiosi col fiume.

cod. 1579.2.19

Antonio Besso-Marcheis

Recupero prudente e sostenibilità.

Il caso della Certosa Reale di Collegno

Prendendo spunto dal caso della Certosa Reale di Collegno, il libro offre quattro esempi realizzati di applicazione dei criteri del recupero prudente alle architetture preesistenti con differenti declinazioni: dal restauro sostenibile dei Chiostri settecenteschi all’allestimento del centro coreografico internazionale nella Lavanderia ottocentesca.

cod. 1579.2.20

Annalisa Barbara Pesando, Mara Fausone

La cosa pubblica

Salute, Lavoro e Società nelle collezioni storiche dell’Università e del Politecnico di Torino

Questo catalogo è l’esito della mostra “LA COSA PUBBLICA. Salute, Lavoro e Società nelle collezioni storiche dell’Università e del Politecnico di Torino” (10 novembre 2022 – 5 gennaio 2023): preziose collezioni scientifiche e tecnologiche sono state condivise con il pubblico in un percorso narrativo multidisciplinare che ha inteso contestualizzare il ruolo di primo piano svolto da Torino a cavallo tra Ottocento e Novecento quale laboratorio sociale d’avanguardia.

cod. 11579.2.1

Annalisa Barbara Pesando

Alle origini del Politecnico di Torino (1859-1877)

La formazione del tecnico moderno per la costruzione dell'Italia Unita

Nel 1859, mentre l’Italia si avvia verso l’Unità, nasce a Torino la Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri. Questo volume ricostruisce i primi diciotto anni di vita della Scuola (1859-1877), un periodo cruciale in cui si definiscono i caratteri di quella che diventerà il Politecnico di Torino, una delle principali istituzioni politecniche europee.

cod. 11579.2.4

Annalisa Barbara Pesando

Opera vigorosa per il gusto artistico nelle nostre industrie

La Commissione centrale per l'insegnamento artistico industriale e "Il sistema delle arti" (1884-1908)

La Commissione centrale per l’insegnamento artistico industriale racconta di un “oggetto rimosso” da parte della storiografia, che ha affrontato i temi dell’istruzione artistica e delle arti applicate di metà Ottocento percorrendo canali di verifica e analisi differenti. Il saggio tenta di colmare un’assenza, proponendo una prima indagine critica e investigativa che rilegga, in un’ottica sempre più dinamica e complessa, il percorso della storia dell’arte e dell’architettura.

cod. 1579.2.8

Anna Ciotta

La forma della luce nella pittura di Francesco Lojacono

Una lettura della sua opera nel quadro di alcune esperienze della pittura di paesaggio italiana ed europea del XIX secolo

Lo studio ha inteso fornire gli elementi per un nuovo e più ampio sguardo sulla pittura di Francesco Lojacono, attraverso l’indagine delle tappe fondamentali del suo percorso artistico, al fine di riscattarlo, in qualche modo, dal giudizio che la critica e gli osservatori locali coevi dettero di lui di “principe dei paesisti siciliani”, dal quale la sua pittura, come di un’indelebile etichetta, non sembra essersi ancora definitivamente liberata.

cod. 1579.2.28

The Creation of a World Centre of Communication (1913) illustra il progetto di un modello urbano, la cui precipua vocazione è di diventare la sede della centralizzazione della Comunicazione del sapere mondiale, nella quale le migliori risorse ed energie di intellettuali, scienziati, artisti e atleti possano confluire ed essere altamente sviluppate per favorire il progresso e il bene dell’umanità.

cod. 1579.2.6