Le ragioni di Abramo

Kierkegaard e la paradossalità del logos

Autori e curatori
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 144,      1a edizione  2011   (Codice editore 495.1.6)

Le ragioni di Abramo. Kierkegaard e la paradossalità del logos
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In breve

Il volume vuole mettere in luce come la riflessione di Kierkegaard ruoti in gran parte intorno al paradosso genuinamente metafisico di una corporeità concepita come determinazione originaria del reale, irriducibile in quanto tale allo spirito: tale paradosso costituisce l’autentico fondamento dell’eroica ma non irragionevole “fede di Abramo”, tratteggiata dal filosofo in Timore e tremore.

Presentazione del volume

Kierkegaard è stato spesso criticato per un suo preteso irrazionalismo ma, anche quando tale critica sembra meritata, la sua validità è più apparente che reale. Da quel vero pensatore che è, egli non è mai privo di ragioni profonde, nemmeno per le sue posizioni più stravaganti, e i suoi strali, anche a dispetto di certe sue frequenti dichiarazioni in senso contrario, sono rivolti non tanto contro la razionalità come tale ma contro una maniera di intenderla e di esercitarla che è troppo semplicistica e "a buon mercato": sì che a uno sguardo attento il preteso irrazionalista si rivela essere più profondamente e autenticamente razionalista di molti suoi detrattori.
Questo libro, dedicato al pensatore danese, intende mostrare che la sua propensione per una religiosità paradossale e la sua avversione per la speculazione e per il pensiero oggettivo si fondano in definitiva sulla persuasione che il paradosso è l'unica alternativa a quella auto-contraddizione cui non sa invece sottrarsi il pensiero oggettivo. In particolare si vuol qui mettere in luce come la riflessione di Kierkegaard ruoti in gran parte intorno al paradosso genuinamente metafisico di una corporeità concepita come determinazione originaria del reale, irriducibile in quanto tale allo spirito: tale paradosso costituisce l'autentico fondamento dell'eroica ma non irragionevole "fede di Abramo" tratteggiata dal filosofo in Timore e tremore , l'opera che egli stesso considerava come il proprio capolavoro e che esprime contenuti ai quali la sua successiva produzione non ha sempre saputo mantenersi fedele.

Dario Sacchi insegna Filosofia teoretica nella sede di Brescia dell'Università Cattolica. Costantemente interessato al confronto fra la classica metafisica dell'essere e le istanze provenienti da vari settori del pensiero moderno e contemporaneo, ha pubblicato fra l'altro: Evidenza e interpretazione , Milano 1988; L'istinto logico del linguaggio , Genova 1991; Necessità e oggettività nell'Analitica kantiana , Milano 1995; L'ateismo impossibile. Ritratto di Nietzsche in trasparenza , Napoli 2000; Libertà e infinito , Roma 2002; Lineamenti di una metafisica di trascendenza , Roma 2007.

Indice



Introduzione
Corporeità, singolarità, paradosso
La passione infinita
Scelta, peccato, angoscia
I conti con Hegel
Le ragioni di Abramo
Indice dei nomi.




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