Spazio urbano e gerarchie territoriali. L'amministrazione locale nella Sicilia borbonica tra riforme e rivoluzioni
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Studi, ricerche
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pp. 202,      1a edizione  2019   (Codice editore 1573.464)
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In breve
Attraverso l’analisi delle dinamiche inerenti al governo del territorio e dei poteri periferici che concretamente lo esercitavano, il volume intende chiarire quali meccanismi abbiano agito all’interno della dimensione municipale nella Sicilia borbonica nel trentennio che va dalla riforma dell’amministrazione civile del 1817 allo scoppio della rivoluzione del ’48.
Presentazione del volume

Lo studio si propone di chiarire quali meccanismi abbiano agito all'interno della dimensione municipale nella Sicilia borbonica nel trentennio che va dalla riforma dell'amministrazione civile del 1817 allo scoppio della rivoluzione del '48, attraverso l'analisi delle dinamiche inerenti al governo del territorio e dei poteri periferici che concretamente lo esercitavano.
Le classi dirigenti locali, ridisegnate dal nuovo assetto amministrativo, trovarono all'interno dell'apparato burocratico adeguate possibilità di promozione sociale, che, combinate con la strategia borbonica di dismissione dei vecchi istituti feudali, condussero al consolidamento di un attivo ceto notabilare. Tuttavia, l'esaurimento della spinta riformista, associato alle crescenti ambizioni delle élites locali, fomentò un acceso dibattito, in cui la richiesta di riforme politiche si sovrapponeva alla rivendicazione, più circoscritta, ma non meno centrale, delle coartate libertà municipali, limitate dalla rigida subordinazione burocratica dei comuni alla rigorosa supervisione dell'intendente, figura centrale all'interno del nuovo ordinamento amministrativo.
Il vaglio critico dell'ampia documentazione edita - dalla memorialistica alla stampa periodica, dagli atti parlamentari alla cospicua produzione legislativa - ha consentito di svolgere l'indagine sulla base di un doppio registro: quello (locale) delle prassi, e quello (centrale) del dibattito che si svolse nelle aule del General Parlamento del '48, dove continuò a riproporsi, quasi immutata rispetto al passato regime, quella sfiancante dialettica oppositiva tra centro e periferia.

Fabrizio La Manna
, insegnante di discipline umanistiche nei licei, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso l'Università degli Studi di Catania. Membro del Comitato di redazione di "Siculorum Gymnasium", fa parte della Commissione didattica della Sissco, è socio dell'Issico, della Società di storia patria per la Sicilia orientale e della Società nissena di storia patria. I suoi temi di ricerca privilegiati sono la storia della Sicilia e delle élites nell'800, la storia dell'educazione e delle istituzioni educative, la didattica della storia e delle discipline umanistiche.

Indice
Introduzione
Il territorio amministrato
Un nuovo ordinamento per i domini al di là del Faro
(Il Mezzogiorno e le riforme murattiane; Restaurazione e continuità; La riforma dell'amministrazione civile in Sicilia)
Le strutture periferiche di governo
(I livelli dell'ordinamento amministrativo; L'accesso alle cariche; Le norme e le prassi; Selezione e partecipazione)
La scienza al servizio del governo: conoscere il territorio per amministrarlo
("Le varie potestà gerarchiche da lui designate"; Ipertrofia burocratica. Il governo, l'amministrazione del territorio e il "corpo civile"; "L'oggetto del real instituto si è la floridezza della Sicilia". Politica, economia e società civile)
Rappresentanze locali e dinamiche fazionali in un'assemblea di notabili e patrioti. Il General Parlamento del '48
Gli uomini e le carriere
("La rivoluzione lo ritrovò in quella carica". Rotture e continuità; Capitali simbolici e relazioni)
"I candidati erano quasi in maggioranza designati". Le classi dirigenti e la rivoluzione
(Rivoluzione e normalizzazione; Formazione e composizione; "Nessuno si presentò pubblicamente come candidato"; Le fazioni: i moderati al governo e le opposizioni; "Quanto alla politica noi non abbiamo partiti")
La rivoluzione e il governo del territorio
La difficile transizione dai comitati insurrezionali
(Patriottismo municipale; Libertà, autonomie e facoltà esecutive; "I più riputati ed onesti cittadini"; Una regolamentazione necessaria. Il superamento dei comitati)
Il dibattito alla Camera dei Comuni e la legge provvisoria sui municipi
(I termini del confronto; "La libertà vivifica, ma la licenza uccide". Autogoverno e organismi sovracomunali; "Noi non abbiamo avuto la rivoluzione e la guerra che in poche città cospicue; per tutto altrove si è fatta una rivoluzione di galleria". La costituzione "immediata" dei consigli civici; Una riforma incompiuta)
Contrattazione e contrapposizione: le rappresentanze locali nel General Parlamento di Sicilia
(Municipalismo redivivo; Rappresentanze e retoriche autonomiste; Particolarismi e interessi locali; "Le rivoluzioni han bisogno di sangue e di denaro")
Conclusioni. Le contraddizioni di un trentennio di amministrazione locale tra riforme e rivoluzioni
Riferimenti bibliografici
Indice dei nomi.