Quale futuro per la pubblica amministrazione

Contributi
Alberto Caporale, Guido Corso, Alberto Gasparini, Marco Lopriore, Antonio Paoluzzi, Carla Chiara Santarsiero, Guido Signorino, Piero Trupia, Giovanni Vetritto
Collana
Livello
Dati
pp. 192,      1a edizione  2007   (Codice editore 575.14)

Quale futuro per la pubblica amministrazione
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 23,00
Disponibilità: Discreta


Clicca qui per acquistare
Codice ISBN: 9788846488534

Presentazione del volume

L'economia post-fordista e le nuove tecnologie informatiche promuovono i processi di globalizzazione. Sembra, invece, che la politica e l'amministrazione siano ancora interessati a coltivare gli interessi nazionali.
Se la politica produce "annunci" di globalità, nel suo intervenire nel concreto della pace e della guerra, dello sviluppo e della povertà, dei diritti umani e della giustizia internazionale, adotta norme deboli di moral suasion o, di contro, lascia le mani libere alle potenze mondiali, sia quelle uscite vittoriose dalla "terza guerra mondiale" sia quelle emergenti e finanche alle potenze regionali; o, più frequentemente, non decide né sui fini né sui mezzi.
Il rischio è che non riesca neanche a ottenere la funzionalità del suo "braccio secolare": la Pubblica amministrazione. Questa, in molti casi, sopravvive, in alcuni casi si espande addirittura, ma sembra "messa nell'angolo" e incapace di rileggere la sua missione. Aggredita nella sua centralità dal pendolo pubblico/privato, conserva potere, ma perde efficienza ed efficacia.
È in Italia, in particolare, che la Pubblica amministrazione, non godendo di una eredità storica tale da assicurare piena legittimazione nei confronti del decisore politico e piena fiducia da parte del cittadino, è più esposta all'invasione della politica, all'ipertrofia legislativa, al riassorbimento di ogni iniziativa di riforma, alla proliferazione malgrado i disegni di stato "leggero" e le pseudo privatizzazioni.
Quale sarà il futuro della Pubblica amministrazione? Storici, economisti, filosofi, giuristi, sociologi, esperti di organizzazione, testimoni delle professioni amministrative e della formazione si interrogano, senza retoriche apocalittiche né ottimismo panglossiano.
Comunicazione, formazione, cittadinanza attiva, nuovi vincoli, risorse tecnologiche e processi di integrazione a livello europeo e mondiale sembrano essere i fattori strategici capaci di far uscire la Pubblica amministrazione dalla stagnazione burocratica e autoreferenziale.
Forse è più una sfida che una certezza, ma è una sfida che non coinvolge soltanto i decisori politici e le pratiche di ingegneria istituzionale, bensì tutti gli attori dell'economia e del sociale, della scienza e della partecipazione civile e, primi fra tutti, gli stessi operatori della Pubblica amministrazione.

Indice



Alberto Gasparini, Editoriale
Emanuele Sgroi, L'Amministrazione pubblica: le condizioni per un futuro
Guido Corso, Trasformazioni delle Pubbliche amministrazioni e diritto europeo
Guido Signorino, Globalizzazione e Pubblica amministrazione
Giovanni Vetritto, Vecchi e nuovi attori della Pubblica amministrazione: amministrazione statale, enti pubblici, regioni, enti locali, imprese pubbliche
Alberto Caporale, Il dirigente pubblico: professionalità, organizzazione, ordinamento normativo
Piero Trupia, Derive. Nell'era dell'aziendalizzazione sono aziendalizzabili anche i servizi pubblici?
Marco Lopriore, Integrazione europea e sistemi amministrativi nazionali
Giuseppe Del Medico, Il ruolo della formazione della dirigenza nel futuro della Pubblica amministrazione: ricerche e testimonianze
Antonio Paoluzzi, La formazione dei dirigenti pubblici (testimonianza)
Carla Chiara Santarsiero, La formazione dei dirigenti pubblici (testimonianza)
English summaries
Gli autori.