Come il musco alla pietra

Paesaggi nella narrativa contemporanea di Sardegna

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Studi, ricerche
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pp. 246,      1a edizione  2021   (Codice editore 1116.30)
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Come il musco alla pietra Paesaggi nella narrativa contemporanea di Sardegna
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In breve

Con la stessa tenacia e naturale schiettezza del musco alla pietra, le parole delle autrici e degli autori esaminati nel volume aderiscono ai paesaggi della Sardegna senza mai ridursi a calco rappresentativo, grazie alla densità dell’immaginario antropologico e simbolico che, reinventando i luoghi, delinea orizzonti di un’autentica poetica paesaggistica. Voci diverse, eppure percorse da una convergente dimensione etica originata da uno sguardo che scruta, interroga, trasfigura.

Presentazione del volume

Il titolo del volume, al di là dell'omaggio a Grazia Deledda, suggerisce più di una rispondenza all'intendimento della ricerca qui condotta. Con la stessa tenacia e naturale schiettezza del musco alla pietra, le parole delle autrici e degli autori esaminati aderiscono, infatti, ai paesaggi dell'Isola senza mai ridursi a calco rappresentativo grazie alla densità dell'immaginario antropologico e simbolico che, reinventando i luoghi, delinea orizzonti di un'autentica po-etica paesaggistica. Se la geografia dello sprofondo tracciata da Giulio Angioni sottrae la Sardegna a regressioni nostalgiche, similmente, l'epica della marginalità di Sergio Atzeni ne sonda la dimensione di alterità e di resistenza alla colonizzazione del pensiero dominante. Non meno centrale si rivela il fairyscape dei luoghi visionari di Alberto Capitta, il quale affida alle sue creaturine un'intima corrispondenza ai paesaggi dello sguardo. E Maria Giacobbe accoglie l'emergenza di ricordi che, affiorando, disegnano l'atlante arcipelagico di una terra sospesa tra bellezza e dolore. Parimenti, la voce estrema e radicale di Savina Dolores Massa sa cogliere, e dipanare, nella configurazione di Madre-Paesaggio, i fili di una relazione ombelicale con la propria terra.
Voci diverse, eppure percorse da una convergente dimensione etica originata da uno sguardo che scruta, interroga, trasfigura. L'apparato di colloqui, in calce al volume, dischiude prospettive ulteriori di riflessione.

Irene Palladini
è ricercatrice di Letteratura italiana contemporanea presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell'Università di Cagliari. Si è occupata prevalentemente di bestiari novecenteschi, rappresentazioni distopiche, studi tematici e ha pubblicato saggi e monografie su Tozzi, Porta, Morselli, Atzeni, Angioni, Vinci, Cavani. Le sue ricerche più recenti concernono gli studi paesaggistici a cui è dedicato il volume Nel profondo del paesaggio. Percorsi nella narrativa emiliana contemporanea (FrancoAngeli 2018).

Indice

Solo una postilla
Intus Passi insulari
Lo sprofondo metafisico nella narrativa di Giulio Angioni
Nelle periferie di Sergio Atzeni
Il paesaggio racconta.
(Percorsi fiabistici nella narrativa di Alberto Capitta; Una premessa; Brincelli di futuro; E qualcuno li chiamerà Creaturine; C'era una volta un giardino; Venuti dal dovunque; Dall'origine del ricordo)
Le poetiche del paesaggio nella narrativa di Maria
(Giacobbe; Questa è la mia gente; L'archeologia della memoria; La geologia dell'infanzia: Marco e Rosa; La violenza e il sacro ne Gli arcipelaghi; Paesaggi esiliati; Pòju Luàdu; Euridice e le altre)
Madre paesaggio nella narrativa di Savina Dolores Massa
(L'ossario marino; Follia figlia; Come prima di ogni madre; Ceneri nel calore della mezzanotte; Il carro di Tespi; Per un garofano leso; Vita è per lampadari a gocce)
Colloqui
(Francesco Abate, Traccia paesaggio; Milena Agus, Questo posto lapislazzuli; Bachisio Bandinu, Il fi lo di orbace; Rossana Copez, Cielo di stelle e profumo di mare; Marcello Fois, Il respiro del paesaggio; Marco Antonio Pani, Paesaggi da filmare; Flavio Soriga, Nessun luogo può bastare se la vita è una sola)
Pensieri Paesaggi, un carteggio con Alberto Masala
Bibliografia.