The search has found 104906 titles
I principali obiettivi di questo studio sono l’esplorazione dello stato di salute psicosociale e neuropsicologico di pazienti immigrati con malattia cronica in Italia, e la messa a punto di un primo modello di screening neuropsicologico multidimensionale per la popolazione immigrata, al fine di promuovere la validazione di una batteria di test standardizzata per popolazioni di pazienti con diversa appartenenza culturale. Un totale di 80 pazienti cronici e stato reclutato per lo studio, di cui 44 pazienti immigrati regolari e 36 pazienti italiani (campione di confronto). Lo screening multidimensionale e stato somministrato solo ai partecipanti che hanno dimostrato un livello adeguato di comprensione e produzione della lingua italiana e si compone di tre sezioni: (i) valutazione psicosociale, (ii) assessment neuropsicologico e (iii) intervista semi-strutturata. La prima sezione include scale psicosociali volte ad indagare abilita linguistiche di base, lo stato di salute, il supporto sociale percepito, il grado di discriminazione quotidiana percepita, lo stato socioeconomico e l’eventuale presenza di malattie in comorbidita. La secon da sezione consiste in una batteria di test neuropsicologici sul funzionamento cognitivo globale. L’intervista semi-strutturata e stata trascritta e analizzata con il metodo dell’accordo tra i giudici. I risultati hanno messo in evidenza che i pazienti cronici immigrati sono significativamente piu giovani rispetto agli italiani, percepiscono maggiore discriminazione e un minore supporto sociale, in particolare da parte della famiglia, rispetto ai pazienti italiani. Il campione di pazienti immigrati risulta essere vulnerabile cognitivamente, in particolare nella memoria uditivo-verbale a breve termine e nel ragionamento astratto non verbale, rispetto al campione italiano. Dall’analisi dell’intervista emergono anche alcune differenze rispetto a tematiche condivise dai pazienti, tra cui, ad esempio, l’esperienza vissuta all’interno dei servizi ambulatoriali e/o ospedalieri, che il campione degli immigrati descrive come migliore rispetto al campione italiano.
In questo articolo si propone una nuova lettura delle fonti inquisitoriali spagnole delle isole Canarie al fine di ricostruire alcuni aspetti inediti della cultura materiale e della società afro-canaria dell’età moderna. I fenomeni diasporici che interessarono le isole Canarie a partire dal XVI secolo coinvolsero molte donne nordafricane e subsahariane che attirarono l’attenzione dell’Inquisizione spagnola a causa delle “diverse” credenze che pian piano contribuirono a far circolare nella nuova società canaria. Analizzare le fonti inquisitoriali che riguardano le donne africane rende possibile collegare la storia dell’Africa con quella delle isole Canarie, attraverso elementi sinora trascurati, ma ampiamente studiati per altre aree dei domini d’oltremare spagnoli. Al centro di questa indagine vi sono alcuni degli oggetti utilizzati nelle pratiche rituali dalle donne accusate di essere streghe: la piedra de ara, la bolsa Mandinga e la nómina.
This work analyzes the economic thought of Antoine de Montchrétien in the light of the categories of development economics, which emerged in the aftermath of World War II. In the history of economic thought the reconstructions of economic development analysis have often recognized that mercantilists and development economists have much in common. We will apply this comparison to Montchrétien’s Traicté de l’Oeconomie Politique by analyzing the common ground of development economics and mercantilism in relation to national industrialization and economic growth. There will be also a focus on the "microfoundations" of the Traicté regarding individual behavior and unemployment as crucial factors for the explanation of economic development. We conclude that it is highly significant to find very similar rationales in explaining development processes in such an extensive time frame.
Did Keynes Go to Developing Countries? - This work examine the nature of the relation between Keynesianism and the theories of development economics, pinpointing the consistencies and differences existing between them. In this respect a Keynesian heritage is unquestionable and can even be discerned in the vicissitudes of many development economists’ lives. At the same time, it must be acknowledged that some foundational concepts of the development debate cannot be ascribed to any Keynesian genealogy, and must rather be traced back to classical categories. The eclecticism of early development economics makes the so-called label of Keynesian consensus too narrow a concept.
Questo lavoro nasce come risultato dell’attenzione per la persona del terapeuta e di ciò che si riattiva nella relazione con i pazienti e con i colleghi. Le autrici propongono un modo attraverso il quale è possibile lavorare con questi contenuti che si attualizzano e impattano sulla salute mentale. Il modello della Psicoanalisi Multifamiliare offre una possibilità per la crescita psico-emotiva degli operatori e la risoluzione della storia non risolta; la possibilità di realizzare un vero processo terapeutico. Questo lavoro evidenzia dati statistici rispetto allo stress lavoro-correlato e al burn-out che sottolineano come il clima lavorativo influenzi lo sviluppo delle istituzioni, con un impatto economico in termini di spesa sociale, istituzionale e individuale. Il lavoro propone i gruppi di Psicoanalisi Multifamiliare come possibile soluzione, gruppi tramite i quali poter apportare salute alla trama ammalante che si sviluppa all’interno dell’ambito lavorativo, nella relazione con gli altri e tramite i quali poter fare prevenzione rispetto ai rischi psicosociali, con un intervento per la diminuzione della spesa economica correlata alle conseguenze dello stress e del burn-out, oltre che al miglioramento della salute mentale degli operatori e a una migliore relazione di cura per i pazienti e i familiari.
Il cd. regionalismo differenziato ai sensi dell’art. 116 comma 3 della Costituzione pone una serie di problematiche interpretative e attuative di grande rilievo. La proposta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna, per le sue peculiari caratteristiche, può forse aiutare ad individuare un modello ragionevole di attuazione del processo. Il contributo ripercorre ragioni ed elementi distintivi di questa proposta, verificandone la coerenza rispetto alle condizioni e ai limiti generali entro i quali, nell’ordinamento italiano, è concepibile una forma di regionalismo asimmetrico ulteriore rispetto a quella che riguarda le Regioni a statuto speciale.
Introduction: “What are we playing at” is a research-intervention project to prevent and combat gambling among adolescents in the Salento area financed by the Department of Pathological Addictions of the Lecce ASL and implemented by the Department of Human and Social Sciences of the University of Salento. Various objectives were pursued by the project and initiatives implemented.Aim: In this paper we present the results of a study that aimed to explore the role of relational networks (family functioning, parental supervision, social support, approval from family and peers) and the image of the social environment in predicting problem gambling and video game use, as well as levels of well-being/malaise among adolescents. Method: 731 students (Mean age: 15,47; DS: 1,22) completed a survey that included the target variables. A multivariate multiple regression analysis was performed to examine the role of socio-demographic characteristics and psychosocial predictors on gaming, gambling and well-being.Results: Multivariate multiple regressions identify a common core underlying problem gambling, gambling and poor well-being, but also the distinct role of psychosocial variables. The results suggest the need to examine more closely how adolescents, their activity system and culture participate in the construction of the meaning of gambling and gaming activities and their impact on adolescents’ well-being.
Si presenta uno studio volto ad esplorare i modelli di valutazione dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) presso l’utenza della ASL di una città dell’Italia Meridionale. La ricerca si inscrive entro un approccio socio-costruttivista e psicodinamico che riconosce la natura sociale e situata delle percezioni, delle opinioni e degli atteggiamenti espressi nei confronti di un servizio, e al contempo il loro essere espressione di processi simbolici affettivi. A 205 utenti è stato sottoposto un questionario costruito con la metodologia ISO. Sui dati raccolti è stata applicata un’Analisi delle Corrispondenze Multiple volta all’estrazione delle dimensioni fattoriali. I risultati evidenziano come la valutazione del servizio URP e dell’ASL dell’utenza coinvolta nella ricerca sia organizzata da due principali dimensioni simboliche: una concerne la valutazione dei servizi e disegna una dialettica tra una simbolizzazione che ne rende pregnanti gli aspetti positivi ed un’altra che ne rende pregnanti gli aspetti critici. L’altra dimensione concerne il modello di rapporto con il servizio URP e si esprime nei termini dell’opposizione tra una posizione di fiducia e una posizione di sfiducia sulla possibilità di beneficiare del servizio.
Si presenta uno studio volto ad esplorare i modelli professionali e di servizio a partire dai quali medici di base e pediatri di libera scelta si rappresentano la collaborazione con lo psicologo entro il Servizio Sanitario Nazionale. La ricerca si inscrive entro una prospettiva psicodinamica-culturalista che riconosce il ruolo centrale dei processi simbolici affettivi nel modo di interpretare la propria funzione entro un servizio e le forme della collaborazione professionale. Un’intervista semi-strutturata è stata proposta a 13 medici di base e 17 pediatri di libera scelta. I trascritti sono stati sottoposti ad analisi multidimensionale: un’Analisi delle Corrispondenze Lessicali, finalizzata all’individuazione delle principali Dimensioni Simboliche caratterizzanti le produzioni discorsive, e un’Analisi dei Cluster, per l’individuazione dei principali nuclei tematici. I risultati consentono di evidenziare la presenza di una committenza sul servizio integrato e di precisare quali modelli professionali e di servizio fondano la domanda di collaborazione con lo psicologo. Laddove la funzione attribuita al servizio è identificata con la funzione medica (si tratta di curare), lo psicologo è chiamato a "contenere" dimensioni psicologiche "disturbanti" le procedure mediche previste. Laddove la funzione attribuita al servizio è quella di prendersi carico, integrativamente, di un utente riconosciuto nella sua unità bio-psico-sociale, lo psicologo è pensato come professionista al quale affidare la componente emozionale. Si discutono i risultati in termini di vincoli e risorse per lo sviluppo di una funzione psicologica entro un servizio integrato.
The objective of this study is to analyse the relationship between adolescent evaluation of health risk behaviours and family practices, while accounting for moderating effects of the cul-tural models through which adolescents interpret their social environment. Cultural models, perceived family practices and evaluation of the risk associated to alcohol consumption, drugs use, reckless driving and unprotected sexual behaviours were assessed among 392 adolescents (mean age: 16.88 ± 0.752) recruited in five different Italian high schools of the southern Italy. The findings show that, beside family dimensions (parental knowledge of children’s activities, parental inquiry about children’s activities, family rules on bed time), a component of adolescents’ cultural model - related to evaluation of the micro-social environment - has a direct effect on risk evaluation, stronger than the other variables; another component - related to the evaluation of the macro-social environment - moderates the role of the family dimensions. These results suggest the importance of cultural and social dimensions in the intervention programs.