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Valentina Pazè

Tre concetti di società civile. E un'eredità difficile da raccogliere

TEORIA POLITICA

Fascicolo: 2 / 2007

The scholarly debate on civil society has taken off in the last two decades, on the background of movements and ideologies, which are ispired by this idea. However, scholars disagree both on the definition of the concept and what may be labeled under it. This essay illustrates and discusses three contemporary theories, focusing on three distinct concepts of civil society, which can be held to be representative of the variety of meanings the word deploys today. If Adam Seligman uses the expression to designate an ideal model of the good state or society, John Keane, who is closer to the teachings of Marx, has it standing for a non-governmental system of socio-economic institutions, chiefly molded on nonviolence. In the work of Jean Cohen and Andrew Arato, civil society is defined as a non-governmental and a non-economic sphere of social interactions, and identified with a segment of Habermas’ « World of Life » [Lebenswelt]. What holds these various authors together is that they tend to use the notion in a generally normative sense. The essay analysis and discusses the various definitions and re-definitions, considering their plausibility and coherence with the aim of renewing democracy and socialism, an aim embraced by some of these authors.

Valentina Pazè

La carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Un analisi teorica

TEORIA POLITICA

Fascicolo: 1 / 2003

In this essay the Nice Charter is read through the lenses of modern constitutionalism history. After discussing the Preamble, going through the theoretical debate over the controversial issue of European moral and spiritual heritage, the author examines the Charter as far as its formal structure is concerned discussing the validity of the new criterion introduced to group rights, one which apparently goes beyond the traditional tripartition (civil, political and social rights), being based on four values and two principles. The thesis put forward is that this is a mainly formal innovation since behind the re-ordering by values we find two classical classifying principles: an objective one, based on the different content of rights, and a subjective one, which points to those who are entitled to these rights. From the combination of these two criteria not always applied in a consistent fashion, inconsistencies come up.

Valentina Pazè

Ancora sul concetto di comunità: Andrè Gorz

TEORIA POLITICA

Fascicolo: 2 / 2000

The notion of community - which in recent years has become again a key-concept in political philosophy - is generally associated with and anti-individualistic worldview, strongly challenging the fundamental values of modernity. Gorz rather conceptualizes the "hot" sphere of communitarian relationships - with no market or state involvement - as the freely chosen sphere in which individuals develop their autonomy, opposite to the "cold" sphere of systemic and functional integration, within which subjects appear as parts of a bigger mechanism. The essay analyzes Gorz's position on these issues, comparing it with Habermas' and with the theses of communitarians such as Michael Sandel and Charles Taylor, pointing out original and problematic traits.

Valentina Pennazio

Thinking the curriculum in an inclusive perspective: challenges and opportunities

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2017

Il presente contributo offre alcune riflessioni finalizzate a focalizzare possibili modalità con cui ripensare il curricolo verticale tradizionale in un’ottica maggiormente inclusiva  e rispondente alle richieste provenienti dall’eterogeneità degli studenti che attualmente caratterizzano il contesto scolastico. Viene ripreso a tale scopo il concetto di inclusione cercando di far emergere come le differenti visioni e interpretazioni che accompagnano in contesto europeo tale concetto, determinano differenze evidenti nelle pratiche curricolari e didattiche a livello nazionale, regionale e/o locale. Tra le posizioni che consigliano di privilegiare una prospettiva  indirizzata all’individualizzazione o una rivolta alla personalizzazione è necessario ragionare in termini di reale fattibilità rintracciando soluzioni che fondano insieme le due prospettive in percorsi comuni ma al tempo stesso perseguibili da ogni studente in maniera personalizzata. Parlando di curricolo inclusivo a partire da alcune proposte come quelle portate avanti sull’Index, si cerca infine di considerare in maniera critica, quanto sia possibile e utile far si che una determinata strutturazione del curricolo possa diventare veicolo per diffondere una cultura inclusiva.  

Valentina Pennazio, Rita Cersosimo

Un laboratorio di formazione permanente per gli insegnanti sulla robotica e le metodologie didattiche per l’inclusione

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo intende presentare le linee d’azione intraprese dall’Università di Genova (Dipartimento di Scienze della Formazione) con l’obiettivo di creare un laboratorio permanente di formazione rivolto a docenti di ogni ordine e grado in cui sia possibile far acquisire loro la capacità di progettare percorsi di apprendimento inclusivi mediante l’applicazione di strumentazioni robotiche e metodologie di didattica attiva. La creazione del laboratorio è stata pensata nell’ambito del progetto “Progettare e applicare metodologie didattiche attive alla robotica sociale e ai mondi virtuali 3d per favorire l’inclusione scolastica degli studenti con sindrome dello spettro autistico. La realizzazione di un Laboratorio di formazione permanente per insegnanti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado”, finanziato dalla Fondazione Italiana Autismo (FIA) nell’anno 2023 e attualmente in corso di svolgimento.

Valentina Petralia

Operatori empowering e qualità dell’assistenza

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2012

Gli operatori socio-sanitari offrono attività di assistenza dirette all’utente all’interno di un sistema integrato di servizi alla persona. La qualità della prestazione di cura viene garantita da operatori empowering capaci, cioè, di compiere scelte in autonomia, di sviluppare senso di autostima, di autodeterminazione ed in grado di controllare la situazione di lavoro. La ricerca si pone l’obiettivo di indagare la relazione tra l’empowerment psicologico, la soddisfazione ed il coinvolgimento lavorativo di un gruppo di 190 operatori assistenziali. Lo sviluppo di empowerment e di benessere del personale addetto all’assistenza diventa un aspetto saliente per quelle politiche sociali attente a costruire reti fruttuose e accessibili di servizi socio-sanitari.

In questo lavoro si propone una riflessione sul significato del concetto di assunzione all’interno del processo analitico, definito come la possibilità, per l’Io-soggetto, di fare i conti con la propria configurazione storica, di appropriarsene, di andare oltre l’attuazione di sé che avviene in base alla coscienza e accedere al rapporto qualitativo con l’organizza-zione che gli è propria attraverso la coscienza della coscienza, andando oltre la delega che è tendenza di ogni Io-soggetto e che accomuna paziente ed analista in quanto entrambi Io-soggetto. Ci si interroga, anche attraverso la breve illustrazione di un caso clinico, riguardo al senso e al ruolo dell’assunzione di sé e del paziente da parte dell’analista, all’interno della relazione terapeutica, e su quale sia il modo in cui l’analista possa favorire l’assunzione di sé del paziente attraverso l’assunzione di sé, rivolgendo un’attenzione costante ai giochi di deleghe e pretese reciproche che inevitabilmente si instaurano durante il processo analitico.

La storia del negazionismo è quella di un’idea contagiosa in cerca di ambienti in cui riprodursi vantaggiosamente. Una tesi antistorica, già concepita dai perpetratori all’epoca dello sterminio, che dal dopoguerra ha sviluppato nuove strategie di sopravvivenza in una cultura che le è ostile, specie da quando la Shoah è stata riconosciuta come l’evento fondativo dell’identità europea. Quali strategie? Una carrellata delle principali tappe del negazionismo - dal "caso Faurisson" alla propaganda in rete - dimostra che il suo successo evolutivo è legato alla capacità di incamerare e rimescolare elementi alieni alla sua matrice ideologica, primo fra tutti il principio della libertà di espressione. Ecco perché, lungi dal neutralizzare il fenomeno, la criminalizzazione del negazionismo finisce per amplificarne gli effetti.

E presentato un intervento volto a motivare le persone scoraggiate alla ricerca attiva di un lavoro. Sono stati condotti tre focus group in fase esplorativa su trenta disoccupati scoraggiati per rilevare i bisogni e le motivazioni che inducono ad abbandonare la ricerca attiva del lavoro. I partecipanti riferiscono di aver perso la fiducia nelle proprie abilita e di non riuscire a far fronte alla complessita del mondo lavorativo odierno, condizioni che conducono ad un atteggiamento passivo nei confronti della ricerca del lavoro. Sulla base dei bisogni esplicitati dai partecipanti e stato costruito un training che ha come obiettivo la promozione dell’autoefficacia nella ricerca del lavoro, la modifica della percezione del mercato del lavoro e il potenziamento dell’employability. Ventotto tra i soggetti che hanno partecipato al focus group hanno scelto di prendere parte al training. Sono stati utilizzati strumenti di natura quantitativa per indagare l’autoefficacia nella ricerca di lavoro, la percezione del mercato del lavoro, il pensiero flessibile e strumenti di natura qualitativa (osservazione partecipante e interviste non strutturate) per esplorare le dimensioni dell’employability. I risultati evidenziano un incremento significativo della flessibilita, una modificazione della percezione di alcune dimensioni del mercato del lavoro e una maggior propensione a considerare diverse opportunita occupazionali. A tre mesi dalla conclusione del training, otto partecipanti hanno trovato una ricollocazione lavorativa.

Valentina Raffa

Io che sento, io che narro. Talassemia, stigma e rappresentazioni sociali

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: Suppl. 3 / 2017

Using data from a qualitative research conducted at the Microcythemia Center of the general hospital in Messina, the author dwells on the social and cultural dimension of thalassemia focusing on the experience of the person and his needs. The article analyzes the biographical narratives of twenty interviewees from which emerges the issue of stigma and how the social representations of thalassemia influenced the labeling process, with important consequences on the quality of life. In the past biomedicine represented thalassemia as a highly debilitating chronic disease and incompatible with the possibility of living a normal life. This representation, often, was introjected and reproduced by the families and by the same persons. Today, thanks to the advancement of care, thalassemia is no longer an insurmountable barrier. However, in many cases, the stigma built around it continues to be an obstacle for those who live this experience. The author tries to think about how the health care systems can contribute to the deconstruction of the stigma favoring a path to recovery, and locates in the narrative of the illness an precious tool that, focusing particularly on listening to the person and his needs, can help to create more effective and human care services.

Valentina Raimondo

Ospedali psichiatrici e musealizzazione: i casi di Venezia e Milano

TERRITORIO

Fascicolo: 65 / 2013

The objective of this paper is to assess and compare two very particular museums, the Museo d’Arte Contemporanea Paolo Pini (Mapp-Paolo Pini contemporary art museum) in Milan and the Museo del Manicomio di San Servolo (San Servolo mental asylum museum in Venice). The Mapp is a contemporary art museum in which the pavilions containing the hospital wards have been used to house works of art. The San Servolo museum, on the other hand, contains a rich collection of records and medical and scientific exhibits which trace the history of the psychiatric hospital. Both these institutions are located inside former psychiatric hospitals and constitute a valid attempt to transform environments and architectures linked to the painful events of a still recent past.

Valentina Ridolfi, Noemi Bello, Alessandra Pesaresi

Verso nuove ‘geometrie’ di governance territoriali flessibili: il Piano strategico Romagna Next

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Le complesse sfide contemporanee, ambientali, sociali ed economiche, richiedono innovazione e flessibilità, anche territoriale. Per questo, la frammentazione tra enti locali, di medie e piccole dimensioni, che caratterizza gran parte dei nostri territori deve essere bilanciata da geometrie variabili di governance che consentano di affiancare alle pianificazioni locali delle strategie di sistema per programmare lo sviluppo a una scala territoriale adeguata a raggiungere obiettivi di sostenibilità efficaci ed efficienti. Questo l’assunto alla base del progetto Romagna Next con cui l’area vasta Romagna ha sviluppato una prima sperimentazione nazionale di pianificazione strategica interprovinciale, che si configura come una vera pratica di innovazione territoriale contemporanea.