RISULTATI RICERCA

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Lorenzo Costumato, Fabiana Scalabrini, Andrea Bonomi Savignon

Ideal-tipi di performance management nella pianificazione delle Aziende Sanitarie. Una prima rilevazione empirica a livello nazionale

MECOSAN

Fascicolo: 117 / 2021

I quattro ideal-tipi di performance management (Bouckaert e Halligan, 2008) rappresentano altrettante fasi di un’evoluzione da un approccio non organico e prevalentemente focalizzato sulla rilevazione degli input (performance administration), a uno in cui il ciclo di gestione della performance e completamente integrato nei processi gestionali dell’organizzazione e interagisce con l’ambiente esterno (performance governance). Questi modelli hanno esercitato una decisa influenza sulla letteratura successiva in materia di performance management in ambito pubblico, ma sono stati solo sporadicamente indagati a livello empirico nel contesto sanitario (Halligan et al., 2012; Tenbensel e Burau, 2017). Il presente articolo fornisce un’analisi empirica dei piani della performance 2020-2022 pubblicati dalle ASL italiane, fornendo una risposta alla seguente domanda di ricerca: dopo oltre un decennio dall’adozione del D.Lgs. n. 150 del 2009, verso quale ideal-tipo di performance management sono orientate le Aziende Sanitarie Locali in Italia? Per rispondere a questa domanda, e stato definito un modello di valutazione qualitativa che consente di posizionare ogni ASL sul continuum descritto da Bouckaert e Halligan rispetto a sei ambiti di interesse specifici, frutto dell’incrocio tra quanto definito in letteratura e la normativa vigente sulla gestione del ciclo della performance, al fine di verificare se esiste una traiettoria di avanzamento delle ASL verso il modello performance governance.

Lorenzo Corsini, Elisabetta Olivieri

The Wage Differentials between Skilled and Unskilled Workers: An Analysis for Italy

STUDI ECONOMICI

Fascicolo: 103 / 2011

The authors study the evolution of the wage differentials between skilled and unskilled workers in Italy from 1977 to 2004. In this period, the differentials do not show a clear trend (apart for a feeble increasing trend in the very last years) and they fluctuate around a fairly stable mean. Four factors may influence the evolution of those differentials: relative supply of skilled and unskilled workers, technological change (which may be biased toward a certain category), international commerce, and, finally, institutions in the labour market. After discussing some of these aspects from a theoretical point of view, the authors perform an econometrical analysis for the Italian case with the SUR estimation technique, and test which of these factors are important in explaining the evolution of the differentials and how they affect different categories of workers.

Lorenzo Consalez

La figura dell’osmosi. Scuola e città a Cernusco sul Naviglio

TERRITORIO

Fascicolo: 85 / 2018

Il progetto del polo scolastico di Cernusco sul Naviglio, elaborato in occasione di un concorso del 2011, anticipa le indicazioni ministeriali del 2013 sull’edilizia scolastica riguardo alla possibilità di usare le nuove scuole come luogo collettivo e disegna un complesso che innova la tipologia della scuola e il ruolo degli spazi aperti. La lettura del progetto, realizzato e inaugurato nel 2017, rivela il ruolo determinante della relazione tra i molteplici attori del processo e propone come chiave critica la valutazione degli esiti, comprese le deviazioni dalle indicazioni di piano. Un’ottica inclusiva, all’interno della quale il progetto di architettura elabora un dispositivo che rende tecnicamente possibile l’uso innovativo, consegnando al committente, che in questo caso è un comune, le chiavi per attivare e gestire il nuovo centro di comunità. Obiettivo del disegno dell’architettura è rendere evidente ed espressivo il ruolo simbolico dell’edificio e indagare le possibilità progettuali di un uso inedito.

Lorenzo Consalez

Orientare il cambiamento. Un’intervista a Laura Galimberti

TERRITORIO

Fascicolo: 85 / 2018

Le Linee guida emanate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nel 2013 sull’edilizia scolastica disegnano e prospettano una nuova filosofia nell’organizzazione e del funzionamento dello spazio della scuola italiana. Il documento propone, tra le altre cose, una forte intersezione tra usi civici e usi didattici e trasforma l’edificio scolastico in un vero centro di comunità, con forti implicazioni sulla sua impostazione programmatica e sulla progettazione urbana. L’intervista a Laura Galimberti, architetto e coordinatore della struttura di missione istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per dare impulso ai diversi programmi di finanziamento, fa il punto su applicazione, evoluzione ed eventuali criticità emerse durante lo sviluppo, legislativo e operativo, dei programmi avviati tra il 2014 e il 2017.

Lorenzo Consalez

Un ponte tra scuola e territorio

TERRITORIO

Fascicolo: 85 / 2018

Il rinnovamento del sistema scolastico è al centro della ricerca e dell’azione di governo in molti paesi. La specificità italiana affonda le radici in una tradizione, da Maria Montessori a Loris Malaguzzi, estremamente attenta al ruolo dello spazio come fattore attivo di apprendimento. Nel recente decreto di orientamento (linee guida dell’11 aprile 2013) questo approccio è ripreso e integrato da una forte visione urbana, che affianca alle tradizionali funzioni di apprendimento un deciso ruolo pubblico dell’edificio scolastico e trasforma la scuola in un nuovo centro di comunità. È una stagione di rinnovamento programmatico che la progettazione architettonica è chiamata a tradurre spazialmente. Alcuni esempi illustrano progetti elaborati in risposta a concorsi o in ambito didattico e offrono la base per una prima verifica degli esiti.

Lorenzo Consalez

La costruzione di uno spazio ibrido: RAB-WeMi San Gottardo

TERRITORIO

Fascicolo: 83 / 2017

RAB-WeMi San Gottardo è un locale realizzato nell’ambito del programma Welfare di tutti promosso dal Comune di Milano. La sua progettazione si connota per la particolarità di combinare il servizio sociale a un’attività commerciale (un café letterario). L’ipotesi del progetto è la verifica del valore della commistione. Il saggio presenta e discute i passaggi chiave della sua costruzione: le soluzioni che hanno tradotto istanze (e potenziali conflitti) in forma fisica; gli elementi identitari delle due anime e la tassonomia degli elementi architettonici, il loro significato comunicativo ed espressivo; i limiti del progetto, vale a dire fino a dove arriva il progetto architettonico e quale spazio è attribuito all’appropriazione degli utenti già nel corso del disegno e della realizzazione

Lorenzo Consalez

Scenari d’agricoltura urbana: un’indagine operativa

TERRITORIO

Fascicolo: 69 / 2014

L’agricoltura urbana è il campo privilegiato delle trasformazioni della città/territorio contemporanea. Le recenti formulazioni del landscape urbanism interpretano Le dinamiche di sviluppo e di crescita attraverso un approccio ecosistemico inevitabilmente aperto alla interdisciplinarietà. Campo specifico della progettazione architettonica è la costruzione di scenari che illustrino ipotesi future spesso indefinite, che interroghino le possibilità più che offrire risposte univoche. Lo scenario è uno strumento che permette di muoversi in questa indeterminatezza mantenendo contemporaneamente il nuclei resistenti di senso del progetto, e la flessibilità figurativa capace di rappresentare ‘un futuro auspicabile ma non necessariamente prevedibile’

Lorenzo Compagnucci, Francesca Spigarelli, Paolo Passarini, Concetta Ferrara, Chiara Aleffi, Sabrina Tomasi

Promotion of local development and innovation by a social sciences and humanities based university: the case of the University of Macerata

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2 / 2018

Phenomena associated with globalization, the spread of the knowledge economy and the challenges of sustainable development are all contributing to redefining the role of the university. In addition to the traditional first and second missions of education and research, universities have been taking on a third mission to bring socio-economic benefits to the local and national economy through technology transfer. The first part of this study briefly outlines the theoretical framework of the third mission and the emerging function of co-creation of initiatives to support social sustainability. Next, the study describes the approach adopted by the University of Macerata (UniMC), a university focused on Social Sciences and Humanities (SSHs). Since 2013, UniMC has undertaken specific actions to boost entrepreneurship through a humanistic approach towards local development. This paper describes six initiatives out of the many that UniMC has established: the Office for the Valorisation of Research - ILO and Placement; CreaHUB; LUCI, Laboratory for Humanism, Creativity and Innovation; IMpresa INaula; Mangia Locale; and #SMARTMARCA.

Lorenzo Compagnucci, Alessio Cavicchi, Francesca Spigarelli, Lorenza Natali

A multi-stakeholder attempt to address food waste: The case of Wellfood Action EU project

ECONOMIA AGRO-ALIMENTARE

Fascicolo: 3 / 2018

The 28 member states of the European Union produce around 88 million tonnes of food losses every year, which amount to approximately 143 billion euros. The majority of the EU’s food waste arises from households, food services and retail sector (70%), while 30% of food waste is generated by the food industry. With respect to Italy, Waste Watcher estimated that in this country around 8 billion euros of food are thrown in the trash every year. On one side, an exaggerated abundance and variety of low-cost food has profoundly affected the way food is generally perceived. Indeed, there is an alarming shift towards a "culture of food waste". On the other side, non-profit organisations and food banks are rising as key players in facing food waste issues. The aim of this paper is to shed light on how cities, food banks, non-profit organisations, companies and universities can collaborate and share interdisciplinary initiatives on a local basis to prevent and reduce food waste. In this context, the European project Wellfood Action - Promoting Food Innovation for Wellness in the Adriatic - contributed to generating a debate about a new food culture and providing concrete initiatives through a cross-sectorial and collaborative approach in the Adriatic-Ionian Macroregion. The analysis focuses specifically on the Marche Region stakeholders directly and indirectly involved in Wellfood Action. The various actors brought complementary perspectives and practices to manage food waste at local level and positively impacted both the community and the environment. The case illustrated outlines that a bottom-up approach can be implemented by local authorities in designing suitable policies for food donors and beneficiaries.

Lorenzo Compagnucci, Alessio Cavicchi, Francesca Spigarelli

The network contract in the agrifood industry: An exploratory study on collaborative drivers in central Italy

ECONOMIA AGRO-ALIMENTARE

Fascicolo: 2 / 2019

In 2008, the European Union (EU) started promoting the development of micro, small and medium sized enterprises (SMEs) in the context of Think Small First - Small Business Act (sba). As SMEs represent 99% of all European businesses, they are the backbone of Europe. This phenomenon is even more clear in the Italian agrifood industry where, in 2016, SMEs were about 1,5 million. Nevertheless, most of the Italian SMEs show unsatisfactory economic performances compared to European competitors. Indeed, the small size of firms is a challenge in terms of design and production capacity. To support inter-firms’ cooperation and to enact the principles of the sba, the Italian parliament introduced the network contract (NC) as industrial policy under Law n. 33 of 2009. The NC allows entrepreneurs to collaborate in order to improve, individually and collectively, their innovation capacity and/or their competitiveness. On one side, there is a positive economic return from cooperation. On the other hand, a deeper understanding of networks should be achieved by examining how networks operate and what is the content of the links. Indeed, one of the most challenging issue lies on the disposition of network members to be cooperative. This exploratory study aims to improve the understanding of the NC and its collaborative drivers, by analyzing whether, why and how features related to network characteristics and management perceptions affect companies’ collaboration, competitiveness and innovation capacity. To do this, we perform a multiple case study analysis by interviewing six key informants who have subscribed the NC in the agrifood industry. The study has managerial and policy implications. Findings highlight some keyelements that characterize a network approach and its related advantages, which can bring benefits to companies, while triggering competitiveness, innovation and sustainability at local level. .

Lorenzo Colaboni, Michela Di Trani, Silvia Monaco

University Culture: A quali-quantitative study on the emotional representations of online learning by psychology university students

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2024

The pandemic of covid-19 has led to the conversion from face-to-face to online learning in almost every university in the world. Online learning was perceived by stu-dents as an opportunity and an impediment to the learning process and an obstacle for social contact. The main aim of this research was to explore the representations of dis-tance learning by university students. We collected 127 interviews from university stu-dents and used the paradigm of Emotional Text Mining (EMT) for their analysis. Three factors (Learning Process, University Life, Blended learning) and four clusters (Being in a Relationship, Online learning, Missed Rituality, Process of Adapting) were identified. The factors highlight an unconscious defence mechanism which “separates” the reality of online learning (without relationships) from the reality of the face-to-face learning (with relationships). The clusters show how university students represent online learning as useful at a practical level, but as an obstacle to social contact and a sense of belonging to the university culture. In addition, the interpretation of the clusters reveals an imma-ture process of adaptation of students to the post-pandemic reality. All these findings highlight face-to-face learning as a place for interaction and social sharing and necessary to feel integrated in university culture.

Nell’ambito del recente interesse per la nozione di informalità tra gli studiosi del Nord globale, si è assistito a una proliferazione di studi sull’abitare informale nelle città del “primo mondo”. Sorprendentemente, tuttavia, e con poche notevoli eccezioni, gli storici della prima età moderna hanno prestato scarsa attenzione alle pratiche abitative marginali nelle società di Antico regime. Anche quando vengono considerate le condizioni abitative delle fasce più povere della popolazione residente, la maggior parte degli studi sembra supporre che anche i più indigenti avessero comunque accesso a una qualche forma di alloggio. Non sempre, tuttavia, le cose stavano davvero così: a volte la povertà poteva essere così estrema da rendere inaccessibile anche la soluzione abitativa più economica, e quando non si era in grado di attingere alle risorse sociali del credito, della carità o del vicinato, le strategie abitative non convenzionali potevano rappresentare l’unica opzione residua. Basandosi su alcune fonti romane del XVII secolo, l’articolo intende richiamare l’attenzione storiografica su queste pratiche, offrendo alcune riflessioni metodologiche sui nodi principali che il loro studio comporta.

L’articolo sintetizza le principali evidenze finora emerse dal programma di ricerca sulla meccatronica avviato da Fondazione Irso e Antares, che ha realizzato una mappatura dell’offerta R&D del Nord Italia. Il lavoro nasce con l’intenzione di verificare l’offerta tecnologica per determinate soluzioni e prodotti e la capacità del sistema della R&D di cogliere la sfida lanciata dal programma “Horizon2020” per progetti collaborativi di eccellenza in grado di favorire l’efficiente attivazione e coordinamento delle conoscenze, competenze e dotazioni. Le informazioni ricavate dalla mappatura sul sistema della ricerca meccatronica nel Nord Italia permettono di ipotizzare le linee di sviluppo di un possibile business model di coordinamento di una piattaforma interregionale per l’utilizzo delle infrastrutture di ricerca, in particolare individuando i nodi di governance interregionale che restano da sciogliere.

Lorenzo Ciapetti

Le strategie dello sviluppo locale tra partecipazione e cambiamento

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 1 / 2011

Lo sviluppo locale è un processo deliberativo. Sebbene la partecipazione avvenga prevalentemente attraverso la mediazione degli attori collettivi di un territorio, la dimensione di democrazia si gioca su aspetti di inclusione e reti di relazione di carattere aperto. Sono ormai evidenti le luci e le ombre del paradigma delle politiche di sviluppo locale, introdotto in Italia con l’esperienza della "programmazione negoziata", a metà degli anni ’90. Il presente articolo partendo dalla domanda se sia emerso negli ultimi anni un diverso paradigma, conferma la centralità dei sistemi decisionali collettivi locali nei processi di sviluppo del territorio, ma sottolinea l’esigenza di migliorarne l’efficienza in termini di impatti economici e sociali, attraverso politiche che partano da strategie fondate su cinque dimensioni: valorizzazione del contesto locale, unione di risorse e capacità, attenzione ai tempi delle politiche, reti multilivello di attori, orientamento al cambiamento.