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L’espressione «responsabilità di proteggere» (responsibility to protect) fa la sua comparsa nel rapporto 30 settembre 2001 dell’International Commission on Intervention and State Sovereignty. Da allora essa costituisce la cornice politica entro cui si collocano le varie forme di ingerenza della Comunità internazionale o di singoli Stati nelle questioni interne di altri Paesi. Di più essa si trasforma gradualmente in una sorta di istituto giuridico diretto a inserire un vero e proprio «diritto di ingerenza» nel diritto internazionale. La teoria della «responsabilità di proteggere», come i più efficaci strumenti ideologici, è connessa da un lato alla presenza di problemi veri, dall’altro alla facile propaganda di soluzioni immaginarie. Per questo è compito del giurista analizzarne le sfaccettature e non perdere di vista la realtà.
1. La crisi della città
2. Due aspetti dell’agire
3. La gestione del quotidiano
4. Tempo e processo
5. La grande direzione
6. La giustizia procedurale
7. Diritto e giustizia
8. Gli Osservatorî e il Trattato di Lisbona
9. Conclusioni
1. L’attività interpretativa come perno della funzione giurisdizionale
2. Primazia, effetto diretto, interpretazione conforme
3. Il Trattato di Lisbona e la Carta dei diritti fondamentali nel sistema delle fonti
4. L’adesione dell’Unione alla CEDU
5. Il nuovo rapporto fra Carte. Il nuovo rapporto fra Corti.