RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 104905 titoli

Alessandra Micalizzi, Manuela Farinosi

#decadenza su Twitter: un caso di naming e shaming online?

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 49 / 2015

La diffusione delle piattaforme social ha portato profondi cambiamenti nelle modalità di interazione tra individui e società, dando origine a nuove pratiche e nuovi territori di discussione collettiva e ampliando gli spazi di interazione e formazione di opinioni. In questo contributo l’attenzione sarà focalizzata su un caso specifico: la decadenza di Berlusconi dal ruolo di Senatore. Attraverso l’analisi quali-quantitativa di 1.500 tweet contrassegnati dall’hashtag #decadenza, saranno ricostruite le caratteristiche di un modo particolare di essere parte del dibattito politico di un Paese, soffermandosi nello specifico sull’uso degli hashtag e dei retweet e sulla sentiment analysis dei contenuti.

Giovanni Boccia Artieri, Laura Gemini, Manolo Farci, Elisabetta Zurovac

Immagini per il presente. L’evento catastrofico nei Twitter online (visual) data

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 49 / 2015

La ricerca qui presentata ha come oggetto le pratiche di comunicazione visuale su Twitter avvenute in occasione del terremoto che ha colpito zone dell’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto il 20 maggio 2012. A partire dall’analisi di un campione di 4.256 immagini circolate durante il primo giorno di scosse, il lavoro ha individuato come la produzione e diffusione di queste immagini su Twitter: 1. abbia svolto una funzione sia informativa che relazionale; 2. abbia prodotto una narrazione dell’evento traumatico orientata al presente, contribuendo a ristabilire un dominio simbolico all’interno di un evento traumatico come può essere un terremoto.

Mariagerarda Auriemma, Estella Esposito, Esposito Iadiciccio, Francesco Marrazzo, Armando Polimene, Gabriella Punziano, Carmela Sarnelli

Euroscetticismo a 5 Stelle: Stili comunicativi e online text data nel caso delle elezioni europee 2014

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 49 / 2015

Il seguente lavoro intende evidenziare le potenzialità applicative delle tecniche d’analisi del contenuto, e i loro sviluppi, nell’indagare campi di interesse eterogenei e costantemente mutevoli, come i messaggi sui social e il web. L’approccio usato, innovativo per il panorama metodologico italiano, si inserisce nel frame dei mixed methods, per cui punta a integrare analisi di tipo quantitativa e analisi di tipo qualitativa nell’analisi della web politics basata su online data. Nell’applicazione di queste premesse, si è scelto di partire dall’indagine di un tema specifico all’interno di uno scenario ben definito: la comunicazione euroscettica del Movimento 5 Stelle in rete, e in particolare sul blog di Beppe Grillo, in occasione della campagna elettorale per le Elezioni Europee 2014.

Lucia D'Ambrosi, Laura Massoli

Dai social media ai media civici: movimenti ambientali e reti partecipative

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 49 / 2015

Il saggio analizza il ruolo dei media nella formazione e sviluppo dei movimenti partecipativi ambientali, sia rispetto alle dinamiche di socializzazione interna che a quelle di interazione e creazione di civicness sul territorio. Le autrici evidenziano 4 profili di movimenti "movimenti di prossimità", "movimenti di contatto/ educazione ambientale£, "movimenti di sviluppo civico", "movimenti di setting dell’agenda ambientale" con diversi livelli di variabilità rispetto al livello di partecipazione mediale e al radicamento sul territorio. Si passa, infatti, dall’elaborazione di processi e-democracy in cui gli aderenti alla rete attivano scambi di relazione al livello locale/regionale con le istituzioni e i principali stakeholders, a esperienze di networking cooperativo più complesse e elaborate sul piano internazionale.

Fabio Giglietto, Luca Rossi

Limiti e possibilità degli online social data

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 49 / 2015

Il progressivo passaggio di molte attività quotidiane al digitale ha comportato, fra gli altri effetti, una straordinaria disponibilità di dati per la ricerca nelle scienze sociali. Se, da un lato, questa ricchezza apre inedite prospettive di sviluppo per molti settori della ricerca, dall’altro pone nuove sfide ed espone a nuovi rischi. Le competenze necessarie per l’analisi di grandi quantità di dati, il rapporto fra quantità e qualità e quello fra ricercatore e piattaforme private dalla natura instabile sono alcune delle questioni aperte affrontate in questo articolo.

Lella Mazzoli

Editoriale

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 49 / 2015

Niccolò Guasconi

La dignità umana come fondamento e limite del sistema delle libertà

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 2 / 2015

La dignità umana ha fatto il suo ingresso nel mondo giuridico, a partire dal secondo dopoguerra, come caratteristica peculiare degli ordinamenti europei e il processo di integrazione comunitaria sta adesso valorizzando ulteriormente tale concetto. A differenza delle categorie che nascono già all’interno del diritto, la dignità porta con sé un’ampiezza di significati, frutto della ricchissima elaborazione filosofica che ne ha accompagnato l’evoluzione plurisecolare, che la espone al rischio dell’indeterminatezza. Per sfuggire a tale morsa, si è scelto di procedere attraverso l’analisi dell’esperienza costituzionale tedesca, mettendone in luce pregi e difetti, allo scopo di ricostruire il senso giuridico che la dignità è chiamata ad assumere al giorno d’oggi, con particolare riferimento al rapporto tra libertà dell’individuo e dovere dei pubblici poteri di garantire la pari dignità di tutti i consociati.

Raimondo Ingrassia

Fare formazione interna: l’esperienza dell’Agenzia delle Entrate in Italia

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 2 / 2015

Questo studio si prefigge un duplice obiettivo: ricostruire il quadro dei fattori-chiave che spinge le organizzazioni a realizzare processi di formazione interna e verificarne la validità sul campo. L’articolo pertanto si divide in due parti. Nella prima parte vengono individuati sei fattori-chiave che spingono alla formazione interna: la specificità del luogo di lavoro, la rilevanza delle interazioni, delle relazioni e della comunicazione ai fini dell’apprendimento, l’apprendimento centrato sulla persona, la formazione degli adulti, l’implementazione di strategie organizzative, il bilancio dei costi e dei benefici della formazione. Viene poi illustrato un modello operativo di riferimento per la formazione interna. La seconda parte presenta lo studio sul campo del sistema di formazione interna dell’Agenzia delle Entrate. La ricerca conferma gli assunti della prima parte con l’eccezione del fattore "specificità del luogo di lavoro" che presenta alcune ambivalenze.

Rosalba Chiarini

Il cambiamento amministrativo nelle democrazie occidentali fra new public management, modelli neo-weberiani e new public governance

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 2 / 2015

L’articolo ricostruisce il dibattito sulle riforme amministrative e parimenti dà conto delle realizzazioni attraverso le quali, presso i vari paesi, è avvenuto e procede il cambiamento degli apparati pubblici. Nell’area occidentale avanzata, fin dagli anni ’80 del Novecento, la dottrina del New Public Management ha ispirato nuove architetture organizzative e operative del settore pubblico, attingendo alla cultura e alla strumentazione neo-manageriale, nonché ad indicatori di performance management. Nel corso degli anni ’90, sono emerse tuttavia delle specificità nei programmi di riforma e nuovi principi hanno affiancato l’approccio manageriale orientato al mercato, quali forme di governance multilivello e nuove modalità interattive, intergovernative e cooperative di public management, o lo sviluppo di formule di partnership pubblico-privato e di forme ibride nelle relazioni fra Stato, società e mercati. L’ultima sezione dell’articolo è dedicata alle trasformazioni della funzione manageriale nel settore pubblico italiano, le quali corrono fra il principio di distinzione con la sfera politica e l’introduzione di elementi di fiduciarietà.

Giovanni de Ghantuz Cubbe

La base ideologico-progettuale dello Stato sociale

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 2 / 2015

L’autore intende sottolineare l’importanza dell’ideologia, intesa in senso neutro come progetto politico, sociale e culturale, che si trova alla base di ogni forma di Stato e di ogni istituzione. In particolare l’attenzione è focalizzata sullo Stato sociale, ultimo erede di una politica “proiettata nel futuro” grazie al suo aspetto ideologico-progettuale. Tale forma di Stato sta tuttavia declinando. L’articolo intende analizzare la crisi del modello di Stato sociale attraverso alcune riflessioni sui fattori di questo declino. Essi sono individuati principalmente nella predominanza del capitalismo finanziario sulla politica; in alcune tendenze del mercato e delle politiche pubbliche verso la privatizzazione; in concreti malfunzionamenti dello Stato che riducono il senso di affidabilità nei confronti delle istituzioni. Chi scrive sottolinea inoltre come il problema fondamentale sia non tanto la decadenza dello Stato sociale in sé, quanto il fatto che questa porti con sé anche il crollo del significato che incarna (quello garantista sorto alla fine della Seconda Guerra Mondiale) senza che si siano creati solidi e duraturi significati e progetti alternativi. Il punto di partenza dell’articolo è dunque la constatazione e l’analisi di una situazione di crisi. La conclusione è la necessità che non venga mai interrotto, nelle fasi di transizione fra un modello e un altro, quel flusso storico di pensieri, idee, significati, che impedisce il vuoto di senso esistenziale, culturale, sociale, politico.

Sergio Severino, Giada Cascino

Riflessioni sui servizi socio-sanitari a distanza: comportamenti degli utenti e considerazioni etiche

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 2 / 2015

In considerazione della configurazione tecnologica contemporanea, si assiste alla consonanza speculare tra ciò che accade nella tardo-modernità - disembedding (Giddens, 1990) - e ciò che si sta strutturando all’interno dei livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria, che sono caratterizzati sempre più da interventi e servizi offerti a domicilio agli utenti attraverso l’implementazione della teleassistenza. Ecco che epifanie euristiche di servizi si affermano in risposta alla cronica carenza di welfare che Severino e Ficarra (2013), affetti da "immaginazione sociologica" (Mills, 1959, p. 17), hanno declinato in Assistenza Domiciliare Disaggregata. Il contributo prende in esame i comportamenti degli utenti nei confronti dei servizi di assistenza domiciliare integrata e propone riflessioni di carattere etico.

Maria Davì, Isidora Barbaccia

Measuring agglomeration by spatial effects: a proposal

RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO

Fascicolo: 1 / 2015

In this paper we examine the influence of spatial dependence on the estimation of the effect of standard measures of agglomeration on local growth. The hypothesis is that the forces of agglomeration do not use up their effects inside a single local area but extend to wider geographic areas, particularly on the adjacent territories. To account for these spatial effects, we propose a modification of the traditional agglomeration index, suggested by Maurel and Sédillot (1999), including both agglomeration of economic activity within an area and neighbour effects, that is, the effect of agglomeration that comes from neighbouring areas. In the empirical exercise we compute the a-spatial and the spatial indices for the set of Sicilian local labour systems (LLSs) using 21 manufacturing and services industries from the NACE-CLIO sectorial disaggregation. The results of the exploratory spatial analysis confirm the agglomeration index varies notably when spatial effects across areas are included: both the level of the index and the degree of spatial dependence increase when it is computed accounting for the spillovers across local areas. In addition, results from the estimation of a model of the local employment dynamics reveal the most of the residual spatial dependence - observed in this type of specification - can be accounted by the spa

Michele Sabatino

Gerarchie territoriali, località centrali e aree interne della Sicilia

RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO

Fascicolo: 1 / 2015

La presente ricerca riguarda un’analisi del contesto socio-economico della Sicilia interna prendendo come riferimento i modelli di gerarchia territoriale di economisti e geografi contemporanei. L’autore ipotizza che sia gli eventi congiunturali esogeni e, in parte, quelli endogeni più recenti, hanno accentuato le trasformazioni territoriali della Sicilia, accelerato i processi di concentrazione territoriale, e infine, consolidato una più forte gerarchia territoriale fondata sulla "dominanza" delle aree metropolitane rispetto alle aree interne dell’Isola. Prendendo spunto, quindi, dai principali modelli macroeconomici di geografia urbana l’autore identifica i tratti distintivi di un processo di arretramento delle zone interne della Sicilia e suggerisce una lettura interpretativa che tenga conto sia degli eventi e delle tendenze specifiche del territorio, sia del funzionamento di modelli dinamici che governano e determinano la localizzazione delle attività produttive, le gerarchie dei centri urbani, i processi evolutivi e di trasformazione produttiva. Dalla teoria delle località centrali ai modelli evolutivi più complessi l’autore propone, quindi, un sistema territoriale di tipo reticolare di città e di centri grandi e intermedi attraverso un sentiero di sviluppo alternativo che valorizzi un’organizzazione dello spazio e delle economie basato su un rapporto area internaarea metropolitana non più fondato sulla "dominanza" ma sulla specializzazione e sulla complementarietà.

Simona Argentieri

Recensioni

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2015

Evelyne Sechaud

Il silenzio dello psicoanalista

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2015

In Francia esiste una tradizione di studio sul silenzio degli psicoanalisti. Il silenzio consiste dapprima nella reazione al discorso adattativo. Si muta poi in discorso silenzioso. Il silenzio, che è una sorta di comportamento, copre una gran varietà di attività mentali che si espandono su uno spettro molto ampio: dalla resistenza alla psicoanalisi all’implicazione psichica di comunicazione fusionale, fino a includere l’attenzione sospesa, che, a ben parlare, è la fonte dell’interpretazione. Tali dinamiche sono determinate dal transfert e dal controtransfert.

André Beetschen

Rotture e sessualità infantile: la condizione del fantasma

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2015

Presentato nell’aprile 2014 alla ventisettesima Conferenza Annuale della Federazione Europea di Psicoanalisi dedicata al tema delle “Rotture”, il testo esplora il ruolo della "condizione del fantasma" come terreno delle controversie se non delle rotture, al tempo di Freud e dopo di lui, tra le differenti correnti psicoanalitiche a seconda del ruolo da esse attribuito alla sessualità infantile. A partire della fantasie di rottura di una paziente, l’autore ritorna sulla questione delle origini e dello statuto metapsicologico dell’organizzazione psichica. A proposito dell’autoerotismo e del distacco dall’oggetto che lo condiziona, si interroga sul soddisfacimento nella fantasia, riprendendo le fila di un dibattito che ha avuto luogo tra Jean Laplanche e Daniel Widlöcher su "Sessualità infantile e attaccamento".