RISULTATI RICERCA

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Chiara Pattaro, Martina Visentin, Anna Zannoni

Processi di innovazione e territorio. Un progetto di welfare aziendale come laboratorio di sperimentazione

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2019

L’aumento della complessità dei bisogni sociali, l’esigenza di contrastare la diffusione delle disuguaglianze e dei processi di impoverimento hanno contribuito a ridisegnare i welfare territoriali, facendo contemporaneamente emergere la necessità di policy innovative per la protezione sociale e il benessere collettivo. La letteratura più recente mette in luce come il territorio e la pluralità degli attori locali siano sempre più stimolati a creare reti fra pubblico e privato e a pensare interventi basati sulla personalizzazione e sulla co-produzione. Entro questo quadro, l’articolo approfondisce poi la tematica del welfare aziendale nell’ottica di una nuova modalità di promozione del benessere attraverso l’ascolto e l’analisi dei bisogni dei dipendenti. Viene quindi presentato un progetto realizzato in territorio veneto che utilizza gli strumenti del servizio sociale professionale in una prospettiva di dialogo, confronto e collaborazione tra istituzioni di welfare e attori sociali del territorio.

Giovanna Gianturco, Francesca Colella

Processi di innovazione sociale per la parità di genere

Lavoro, reddito, competenze, tempo, potere: le cinque priorità della strategia nazionale del PNRR

Il PNRR rappresenta per l’Italia un’occasione non solo per realizzare una piena transizione ecologica e digitale, ma anche per intervenire finalmente su quelle criticità che penalizzano il Paese e che riguardano, in particolare, le persone con disabilità, i giovani, le donne e il Sud. In tale prospettiva, questo testo offre una riflessione articolata e approfondita rispetto ad alcuni specifici temi interconnessi alla discriminazione verso le donne.

cod. 1439.2

Sotiris Manolopoulos

Processi di internalizzazione e transfert in un paziente traumatizzato

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2019

Il confine tra realtà interna ed esterna diventa clinicamente significativo quando incontria-mo alcune difficoltà nel percorso dei processi di interiorizzazione mentre si dispiegano in una situazione transferale. Se le tracce mobilitate dell’esperienza non sono adeguatamente rappre-sentate e differenziate, l’occasione di transfert non diventa un ritrovamento dell’oggetto. Di-venta invece un impingement, un’intrusione di un pezzo di realtà grezza nella vita psichica. Questo viene esaminato nel transfert di un paziente traumatizzato che ha impiegato rigide dife-se anti-traumatiche per separare nettamente la realtà interna da quella esterna, limitando così l’area dei fenomeni transizionali ed evitando la separazione dall’oggetto primario e l’identificazione dei limiti paterni.

Fabiana Fusco, Davide Zoletto

Processi di invecchiamento in territori ad alta complessità socioculturale e linguistica

Parole, contesti e sfide per l’educazione permanente

Quali prospettive possono orientare il lavoro educativo di chi opera a sostegno di una prospettiva di invecchiamento attivo in contesti e servizi sempre più complessi ed eterogenei? Il volume affronta tale questione in ottica interdisciplinare, attraverso il contributo di ricercatori e professionisti operanti in ambito linguistico, antropologico, pedagogico e dei servizi. Un testo per professionisti, ricercatori, studenti in ambito educativo, linguistico e sociale interessati alla progettazione e realizzazione di percorsi di ricerca e intervento in prospettiva intergenerazionale, plurilingue e interculturale, con particolare riferimento alle fasce più anziane della popolazione.

cod. 1115.42

L’articolo prenderà in esame l’esperienza dell’Italia all’interno dell’Organizzazione per la cooperazione economica europea (Oece) negli anni della prima legislatura repubblicana.A partire da una riflessione sulle motivazioni tanto economiche quanto politico-diplomatiche che si posero alla base dell’adesione italiana all’Oece, questo contributo analizzerà le misure di liberalizzazione commerciale perseguite dal paese all’interno degli organi decisionali dell’organizzazione. Si darà risalto alla dimensione europea delle iniziative che l’Italia elaborò nell’ambito della progressiva riduzione di dazi, tariffe e contingentamenti alle importazioni di beni provenienti dai mercati internazionali. Si passeranno in rassegna le principali iniziative presentate in sede Oece dalla delegazione italiana e verranno presi in considerazione i provvedimenti promossi a livello europeo da parte dei maggiori partner della Penisola: i piani Stikker e Pella (1950); la nascita dell’Unione europea dei pagamenti (Uep, 1950); il pacchetto di liberalizzazioni introdotto da La Malfa (1951); la reintroduzione delle restrizioni quantitative da parte di Regno Unito e Francia (1951-1952).Questo contributo intende perciò sondare la natura, i presupposti e gli esiti della "filosofia liberalizzatrice" sviluppata dalle classi dirigenti dello stato italiano nel più ampio contesto del processo di integrazione economica del Vecchio continente e della genesi di quello che sarebbe poi divenuto il mercato comune europeo.

Daria Forlenza, Folco Cimagalli

Processi di marginalizzazione: il caso delle temporeras in Andalusia

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2024

L’articolo analizza il processo di marginalizzazione e doppia stigmatizzazione delle temporeras, le lavoratrici stagionali del settore agricolo in Andalusia. Migranti temporanee, se allo scadere del contratto decidono di restare nel territorio spagnolo, si trattengono negli asentamientos, baraccopoli situate in luoghi isolati posti tra città e campagna. La vulnerabilità delle migranti è molteplice a causa dello stigma che affligge questi spazi.

Alessandra Salerno, Monica Tosto

Processi di parenting e di adattamento al ruolo genitoriale in adolescenza

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 99 / 2012

La letteratura mette in risalto come le madri adolescenti incontrino molte difficoltà evolutive e di adattamento. La maternità precoce, infatti, si configura come un’interruzione del corso evolutivo normativo delle giovani madri, che affrontano sfide evolutive contemporanee ed incoerenti. Una transizione precoce alla genitorialità, inoltre, comporta, frequentemente, difficoltà di adattamento al ruolo parentale, che si manifestano in un incremento consistente dello stress sperimentato durante l’esercizio della funzione genitoriale ed in una compromissione significativa delle competenze parentali. I processi in questione, tuttavia, possono essere compresi adeguatamente soltanto qualora si faccia riferimento alle dinamiche relazionali, ecologiche e contestuali in cui si declinano e dalle quali sono modellati. Il lavoro qui presentato analizza alcuni di questi processi, focalizzando l’attenzione sull’effetto delle variabili relative al legame con il padre del bambino e al sostegno offerto dalla famiglia d’origine. Dalla letteratura sul tema emerge come, per le giovani madri, l’adattamento al parenting ed il suo esercizio, per quanto possano caratterizzarsi per consistenti aspetti di rischiosità, non sempre e non necessariamente esitano in percorsi evolutivi sfavorevoli. La resilienza materna, le risorse familiari e contestuali, infatti, intrecciano le rispettive influenze per attivare possibili processi protettivi. Uno dei principali compiti della ricerca scientifica è, pertanto, quello di studiare più approfonditamente le dinamiche di questa particolare transizione, per meglio sviluppare interventi preventivi e clinici.

Privatizations in care services and inequalities in the workplace. The experience of public-private partnerships In Italy, as in other European countries, there is a trend to transform public health and social services into privately run organizations known as public-private partnerships, which involve direct cooperation between private and public bodies in the ownership and governance of such organizations. One of the fundamental aims of these partnerships is the opportunity to shift to more flexible and economical work regulations, by applying private sector employment contracts and replace public sector contracts. This article examines examples of health and social service sectors in Emilia-Romagna and Lombardy, in order to investigate the effects of the transition to the new contractual regimes and the potential creation of inequality among different kinds of workers. Apart from some general similarities, relevant differences tend to be created between health services and social services in the application of private sector contracts. Within health services, changes in work regulations are limited, ambiguous and not necessarily detrimental for employees. In social services, changes are apparently negligible but could actually quickly become more significant and unfavourable. The conclusion briefly analyses these differences and some explanations are advanced.