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Nel contesto dei servizi sanitari, le politiche condotte a livello sia internazionale sia nazionale hanno portato alla ribalta il concetto di decentramento dei sistemi di governance. In Italia, in particolare, con l’approvazione del D.Lgs. n. 56 del 2000 sul federalismo fiscale e la modifica del Titolo V della Costituzione (Legge Costituzionale n. 3 del 2001), le regioni hanno ottenuto maggiori competenze politicoamministrative, organizzative e gestionali anche in ambito sanitario. A livello internazionale diversi sono gli studi che hanno approfondito la tematica dell’equita all’interno di un sistema sanitario decentrato che, nel contesto italiano, si sostanzia nella garanzia di un’equa erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) tra le diverse regioni. L’equita rappresenta un principio costituzionale, perseguito dal livello centrale che ne valuta e monitora il rispetto, tra l’altro, attraverso il set di indicatori della Griglia LEA. A partire dagli indicatori della Griglia LEA, attraverso un’analisi multidimensionale per componenti principali, lo studio analizza l’evoluzione della differenziazione interregionale nell’assistenza sanitaria (prevenzione, assistenza ospedaliera, assistenza territoriale) tra il 2001 e il 2012, quando si e maggiormente sviluppato il processo di decentramento sanitario. In linea con la letteratura internazionale, questa analisi coglie l’esistenza di situazioni di differenziazione interregionale. Si osserva in particolare: 1) una differenziazione interregionale sulle componenti delle coperture vaccinali, della performance nell’assistenza ospedaliera e dell’assistenza distrettuale per disabili; 2) una persistente differenziazione nell’assistenza ospedaliera tra centro-nord e sud; 3) un trend in peggioramento per le regioni a statuto speciale e province autonome sia nell’erogazione di assistenza ospedaliera sia sulle coperture vaccinali. I risultati dello studio, innovativo per dimensioni dell’equita esplorate e dati a disposizione, giustificano l’intervento del livello centrale nel suo ruolo di garante dell’e- quità territoriale rispetto all’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.

L’autrice illustra come il processo di soggettivazione della paziente sottoposta, a un trattamento psicoanalitico a 3 sedute alla settimana, sia ostacolato da una coazione a ripetere una scelta d’oggetto fondata sulla similarità che sulla differenza. L’organizzazione del Falso Sé sostiene il comportamento compiacente e quello sintomatico omosessuale e l’angoscia precoce e intensa all’estraneo risulta la matrice di comportamenti evitanti la patologica ansia di separazione e di quelli fobici nei confronti dell’Altro da sé, come il Maschile e il Paterno. È anche presente la questione del lutto patologico, della sofferenza e del dolore della paziente per il padre da poco ritrovato e perso a seguito del suo decesso.

a cura di Carmen Tagliaferri

Processo diagnostico: elaborazione in gruppo degli Specializzandi della Scuola COIRAG

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2022

Il vertice osservativo comune ai vari elaborati ha inquadrato il processo diagnostico individuando le variabili di accostamento tra la ricerca clinica della gruppoanalisi e quella clinico-empirica di McWilliams e Lingiardi. Nella prospettiva analitico-gruppale la diagnosi è concettualizzabile come incontro tra più territorialità, quelle del clinico e del paziente, e tra le rispettive gruppalità interne ed esterne. La complessità ha un carattere multidimensionale, attraversa le varie stratificazioni dello psichico: intrapsichico, intersoggettivo, gruppale. Gli autori sottolineano la centralità, nel comprendere diagnostico, della costruzione del campo co-transferale, del progetto terapeutico e del vissuto soggettivo del terapeuta. La dimensione labirintica di Venezia diventa metafora del procedere diagnostico come co-costruzione insieme al paziente della sua città interiore.

n questo saggio intendo discutere il problema del mutamento all’interno della concezione fenomenologica husserliana della temporalità. Attraverso un ribaltamento del modo usuale, con cui si ci avvicina alle tesi di Husserl, intendo innanzi tutto discutere dei modi, diversi e articolati, con cui Husserl ha progressivamente sviluppato una consapevolezza dell’importanza di tale problematica, per poi evidenziare come tale consapevolezza abbia portato Husserl verso un atteggiamento sempre più esplicitamente ontologico nei confronti della questione. Tale svolta ontologica ha delle ripercussioni importanti sui modi con cui egli ha inteso la nozione di tempo negli scritti più tardi, in quanto termini come transizione, processo, mutamento, evento e simili diventano sempre più centrali per caratterizzare non soltanto ciò che accade, ma lo stesso contesto trascendentale di riferimento. In altre parole, è la struttura trascendentale di manifestazione che viene progressivamente, anche se non sempre senza riserve e ripensamenti, configurata in termini processuali. Il divenire del trascendentale così diventa in definitiva, se non l’approdo certo, quanto meno una meta visibile per la riflessione fenomenologica sulla temporalità, ed è in tal senso che si suggerisce in questo saggio di intendere in modo complessivo e sintetico tale prospettiva in termini di metamorfosi, ossia di mutamento strutturale e processuale.

Adriana S. Sferra

Processo edilizio & sostenibilità ambientale

Comunicare con la didattica

È necessario un sempre maggiore impegno per una competente gestione del processo edilizio che, nel porre a confronto il rispetto della natura con gli obiettivi di una iniziativa immobiliare, costituisce l’unica modalità operativa per garantire la sostenibilità ambientale di un edificio. Per questo bisogna rendere consapevoli i cittadini, privilegiando la didattica che, rivolta a giovani (cittadini di domani) e studenti (delle facoltà nelle quali si insegna a progettare), assume un ruolo determinante.

cod. 445.23

Gianfranco Dioguardi

Processo edilizio e progetto: vecchi attori alla ricerca di nuovi ruoli

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2005

The building contractor’s role in the construction process is investigated with the scope of high-lighting its merits in every contest. These merits are not in competition with the Architect of Design but, on the contrary emphasize the Architect’s innovative and creative role. We are in pursuit of a new alliance between these two realities the Building Contractor and the Architect of Design n order to improve the final result of the construction process and allow a better quality output, true expression of the design intent. At this point a new behavior of the building contractor is required as well as a performance model that has to follow the criterias of the most exemplary construction practices

Un’analisi sociologica del fenomeno migratorio, che prende in esame la relazione dialettica tra la persona e la nuova realtà che ne condiziona l’identità. Proprio per questo gli immigrati cercano appoggio nella solidarietà di loro simili, formando gruppi di minoranza distinti dalla propria identità. In tal modo un percorso individuale si trasforma in un processo sociale di costruzione di una società plurale.

cod. 1520.643