RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 104907 titoli

Guido Lazzarini, Mariagrazia Santagati

Tra cura degli altri e cura di sé.

Percorsi di inclusione lavorativa e sociale delle assistenti familiari

L’indagine coglie le contraddizioni di un’esperienza lavorativa totalizzante come quella delle assistenti familiari, in cui la cura degli altri non lascia tempo e spazio per la cura di sé, dimensione fondamentale per la persona e premessa per una piena integrazione nella società di accoglienza. La ricerca evidenzia un legame tra esperienza migratoria e discriminazione lavorativa delle assistenti familiari, in cui l’obiettivo della regolarità del soggiorno e del contratto di lavoro costituisce solo un punto di partenza, in vista di un effettivo miglioramento della propria qualità di vita.

cod. 1144.38

Nel corso delle ricerche condotte in questi anni con il Laboratorio di Sociologia Visuale dell’Università di Genova, gli autori hanno esplorato due ambiti che spesso si rivelano possibili tappe nei percorsi migratori: l’istituzione carceraria e i servizi per il trattamento delle tossicodipendenze. Attraverso queste pratiche di ricerca gli autori hanno sperimentato l’uso del video nella formula laboratoriale, intesa a generare una relazione il più possibile orizzontale e dialogica tra tutti i soggetti coinvolti. La differenza rispetto ad altre ricerche visuali consiste nel non intendere il video o il documentario sociologico (solo) come fine, esito creativo di restituzione pubblica della ricerca, ma soprattutto come mezzo: come un nastro di Moebius, il video è un processo circolare e generativo che, da una parte, testimonia la ricerca a mano a mano che questa procede, s’incaglia o si dilata; dall’altra, il video contribuisce progressivamente a costruire e circoscrivere il campo, in un percorso comune tra "ricercatori" e "ricercati".

Nell’ordinamento francese lo spazio per l’esercizio di poteri sostitutivi è estremamente ridotto. Ciò è la conseguenza di una vicenda secolare che ha visto l’affermazione, nell’ambito di una cultura amministrativa tradizionalmente centralizzata, di una politica di riconoscimento delle identità territoriali. Il risultato è stata la definizione dei rapporti tra Stato e Collettività territoriali nei termini di un controllo di tutela che, per le sue caratteristiche, impedisce un ampio riconoscimento di poteri sostitutivi.

La nota analizza il saggio di Piero Craveri, L’arte del non governo. L’inarrestabile declino della Repubblica italiana, ponendo attenzione alla prospettiva liberale dell’autore, e all’impianto interpretativo che affida alla dirigenza dei partiti di massa la responsabilità pressoché esclusiva del declino del capitalismo italiano.

Il lavoro descrive l’esperienza di conduzione, ancora in corso, di un gruppo a finalità terapeutiche istituito all’interno di un Progetto di Osservazione e Trattamento psichiatrico in carcere. La complessità della costruzione del setting all’interno di tale contesto si riscontra nella possibilità di mantenere un assetto mentale in grado di cogliere gli impliciti relativi ai vincoli istituzionali. Il confronto con un setting diverso da quelli solitamente immaginati ed esperiti ha sollecitato vissuti controtransferali facilmente rilevabili nell’esposizione dei frammenti degli incontri.

Andrea Arvalli, Adriana Gentilini

Tra desiderio e paure

La dimensione del profondo nella relazione d'aiuto

cod. 1405.5

This study aims to investigate health inequalities in the city of Milan, making use of two complementary theoretical frameworks, namely the fundamental causes theory and the intersectionality theory. Relying on administrative healthcare data, we examined the social gradient in relation to several health outcomes, comparing the results from the traditional “additive” approach with those from the “multiplicative” approach. We examined the association between socioeconomic status, gender, and citizenship on one side, and health outcomes on the other. The results confirm the presence of a social gradient in health conditions, highlighting distinct health risks according to each pathology and to the combinations between the three socio-demographic indicators. The analysis carried out confirms the methodological usefulness of the joint application of the two theoretical frameworks, providing relevant clues regarding the development of interventions aimed at promoting public health. Keywords: health inequalities; social determinants of health; intersectionality theory; fundamental causes theory; social gradient; social epidemiology.

Tra devozione e politica: le chiese e gli ospedali di Santiago e Montserrat di Roma, secoli XVI-XVIII - Between devotion and politics. The churches and hospitals of Santiago and Montserrat in Rome (16th-18th cent.) At the end of the Middle Ages the city of Rome saw the foundation of the hospitals and churches of Santiago of the Castilians, located on piazza Navona, and of Montserrat of the Aragonese Nation, settled on the homonymous street. Both of them were affluent institutions, developing an intense welfare and religious action in favour of their nationals. Little by little they became the tangible symbol of the Spanish presence in Rome, provoking the intervention of the Spanish royal power. The study takes advantage of a wide range of archival sources, reconstructing in detail income, expenses and the investments of the two institutions throughout the 16th to 18th centuries.

La rilevanza della cultura nelle relazioni internazionali durante la Guerra Fredda fu riconosciuta, ma politicamente ben presto accantonata, dai 35 paesi che il 1° agosto del 1975 firmarono l’Atto Finale di Helsinki, documento istitutivo della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE) e acme multilaterale della Détente. Il presente saggio - basato principalmente su fonti documentarie degli archivi CSCE, Nato e dei National Archives del Regno Unito - intende far luce su una delle dimensioni meno studiate del "cesto umanitari" della Conferenza per comprendere se gli aspetti culturali furono elementi facilitatori oppure ostativi nelle discussioni tra i paesi membri, dei quali si ripercorrerà la condotta. Una particolare sottolineatura sarà dedicata al ruolo avuto dalle «cultural personalities» dei due blocchi che, al seguito dei diplomatici, presero parte agli specifici appuntamenti destinati alla cooperazione culturale. Un’analisi dunque volta al passato, ma utile anche per interpretare attuali dinamiche della diplomazia culturale e riflettere su quale può essere oggi, dinnanzi al risorgere degli egoismi nazionali, il ruolo della cultura nelle relazioni internazionali.

Umberto Tulli

Tra diritti umani e distensione.

L'amministrazione Carter e il dissenso in Urss

Convinto che la campagna per i diritti umani e il dialogo bipolare non fossero in antitesi, bensì complementari e interdipendenti, il presidente Carter sembrò seguire una strategia all’insegna della fermezza e dell’open diplomacy nei confronti delle violazioni sovietiche, ma trovò ben presto la condanna dell’Urss, che lo spinse a rivedere la propria politica e a fronteggiare nuove critiche in patria.

cod. 1581.14

L’articolo si propone di analizzare, a partire da una analisi socio-giuridica, il tema della gestione delle malattie croniche in ambito scolastico, evidenziando le principali sfide e diseguaglianze territoriali insite nell’attuale quadro normativo. Attraverso un’analisi documentale dei principali strumenti legislativi e delle linee guida operative, il contributo esamina l’evoluzione storica e il contesto normativo che ha portato all’adozione di politiche volte a garantire il diritto all’istruzione e la tutela della salute degli alunni affetti da patologie croniche. In particolare, lo studio mette in luce come in assenza di un atto avente cogenza normativa per la gestione delle malattie croniche a scuola, il quadro nazionale si articoli attraverso una molteplicità di protocolli e di documenti di indirizzo a livello regionale e locale che mirano a garantire sia il diritto alla salute che quello all’istruzione. Vengono evidenziate le tensioni derivanti dalla scarsa integrazione tra politiche educative e sanitarie e le conseguenze che tale disallineamento comporta per l’inclusione e il benessere degli studenti. Le riflessioni critiche proposte suggeriscono la necessità di un ripensamento dei meccanismi normativi, finalizzato a promuovere una maggiore coerenza tra diritto e prassi educativa in grado di favorire una gestione più integrata e inclusiva delle malattie croniche a scuola.

La pubblicazione delle intercettazioni telefoniche presenta un potenziale conflitto tra diritto di cronaca e privacy, poiché se generalmente essa soddisfa il bisogno di una informazione precisa e veritiera, nello stesso tempo, materializza il rischio di violare la riservatezza. Questo articolo vaglia la possibilità di individuare un trattamento differenziato a seconda del soggetto sottoposto ad intercettazione, distinguendo tra comuni cittadini e uomini politici. Si affronta, inoltre, il tema della libertà d’informazione tramite i blog su Internet, considerando se e in che misura un blog possa essere una moderna forma di democrazia.

Renata Leardi

Tra diritto e castigo: note da una ricerca qualitativa sui Poli Universitari Penitenziari

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2024

La detenzione si configura come basata sulla retorica della rieducazione, men-tre cela i processi di disculturazione e le logiche di controllo dell’istituzione totale. In questo senso, l’esperienza dei Poli universitari Penitenziari consente una lettura particolare delle dinamiche relazionali tra dentro e fuori. Il presente lavoro riporta i primi risultati di uno studio qualitativo condotto nel 2023 sui Poli Universitari Peni-tenziari in Toscana.

Bruno Cattero

Tra diritto e identità. La partecipazione dei lavoratori nel modello sociale europeo

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 123 / 2011

L’importanza della direttiva sulla Società per Azioni Europea (Se) risiede nell’affermazione della partecipazione come diritto dei lavoratori di aver voce in capitolo negli organi di governo dell’impresa. I limiti definitori che la caratterizzano e la sua natura di soft law non dipendono tanto, in questo caso, dall’egemonia neoliberale nel processo di integrazione europea quanto da fattori più profondi e complessi che si frappongono all’integrazione nella sfera del sociale. Su questo sfondo si prendono in esame "l’europeizzazione negoziata" come only possible way, i meccanismi che la contraddistinguono (l’indeterminatezza concettuale - necessaria non solo a connettere e trascendere le diverse tradizioni nazionali, ma anche come veicolo discorsivo della costruzione sociale di una "identità europea" - e l’attivazione di miti istituzionali) e si sottolinea infine la rilevanza delle connessioni lasche, sia istituzionali che organizzative, tra i sistemi e gli attori nazionali e il livello europeo.