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Marco Capovilla, Adriana Faggi

Culture shock?

Studenti statunitensi in Italia: una sfida transculturale

I giovani stranieri che frequentano gli atenei del nostro paese sono in vertiginoso aumento e per i soli studenti statunitensi si parla di circa trentamila soggetti ogni anno. L’offerta formativa delle università italiane si basa spesso su corsi che utilizzano l’inglese come lingua principale di comunicazione tra docenti e studenti. Ma la scommessa odierna della globalizzazione del sapere richiede molto più delle indispensabili competenze linguistiche...

cod. 292.3.37

Martina De Castro

Culture, intersezioni, reti

Riflessioni pedagogiche e esperienze di formazione per una didattica inclusiva

Le società che abitiamo si sono costituite su rapporti di potere asimmetrici che hanno prodotto una cultura dominante bianca, maschile, eterosessuale e abilista. Questo modello culturale egemonico molto spesso viene riproposto anche nei contesti educativi formali e raccontato ai/alle ragazzi/e come l’esito inevitabile della supremazia della cultura e dei valori occidentali. Il volume si rivolge a studiose/i, docenti, dirigenti, formatori/trici, studenti/esse e a tutte/i coloro che sono interessati all’ottica intersezionale come dispositivo – anche didattico – che consente di portare in emersione l’intreccio delle variabili identitarie e la parallela strutturazione delle relative forme di oppressione e marginalizzazione.

cod. 1750.49

Stephen R. Barley, Gordon W. Meyer, Debra C. Gash

Cultures of culture: Academics, practitioners and the pragmatics of normative control

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2008

Culture of cultures: Academics, practioners and the prgmatics of normative control - This paper presents a method for assessing whether members of two subcultures, in this case academics and practitioners, have influenced each other’s interpretations. Conceptual and symbolic influence are seen as special instances of acculturation, and their occurrence can be studied by specifying changes in the language that members of different subcultures use to frame a topic or issue. Models of academic- and practitioner-oriented discourse on organizational culture were derived from early papers on the topic. The texts of 192 articles on organizational culture written between June 1975 and December 1984 were then examined for evidence of acculturation. The data strongly suggest that those who wrote for practitionere and academics initially conceptualized organizational culture differently. Over time, however, academics appear to have moved toward the practitioners’ point of view, while the latter appear to have been little influenced by the former. Besides showing that it is possible to study acculturation by investigating language use, the analysis raises important questions about the links between theory and practice m organizational behavior.

Egeria Di Nallo, Roberta Paltrinieri

Cum sumo.

Prospettive di analisi del consumo nella società globale

cod. 266.1.16

Fulvia De Benedittis

Cum-siderare l’Altro. Il Sublime nell’incontro analitico

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 32 / 2010

L’Autrice evidenza, tramite il concetto di "conflitto estetico" (Meltzer), come analista e analizzando, similmente alla coppia madre e bambino, formino una relazione dove il riconoscimento reciproco della bellezza, si conferma come una tappa essenziale della vita psichica. Il sentimento della bellezza emerge nel campo analitico, non nella sua forma apollinea del bello, ma nella forma del sublime. L’ascolto del Sublime non avviene mediante la mera percezione dei sensi, ma richiede un’ascesi interiore, un’aisthesis spirituale. Nell’incontro analitico, le verità più profonde dell’altro si rivelano alla luce di un atto simbolico capace di tras-figurare l’altro nella sua realtà più intima. Ogni incontro autentico, che cerchi cioè la verità psichica come accade nella coppia analitica, può costituirsi come "simbolo vivo" (Jung) solo se illuminato da un reciproco sguardo immaginante. L’Autrice si ispira, con particolare riferimento, al pensiero psicoanalitico di Meltzer, Bion e Jung, ma anche a fonti di carattere religioso, estetico e più in generale filosofico.

Il Ciam 8 del 1951, riguardate il Cuore della Città, e la prima Conferenza di Urban Design ad Harvard nel 1956, sono stati due momenti importanti per la discussione e definizione del progetto urbano nel Dopoguerra. Tuttavia, una cornice generale di interpretazione del tema del Cuore e un approfondimento riguardante le ibridazioni tra i due temi risulta ancora mancante. L’articolo ha un duplice scopo. Vuole in primo luogo analizzare e approfondire la complessità del tema del Cuore della città come definito durante il Ciam 8, analizzando le contraddizioni progettuali e teoriche che rendono l’interpretazione e l’attuazione del tema ancora di notevole interesse. In secondo luogo l’articolo considera la relazione transatlantica tra i progetti e le teorie presentati nei due discorsi urbani, nel 1951 e nel 1956, riguardanti il Cuore della Città come «precursore dell’Urban Design» (Mumford, 2009, p. 80)

Laura Boella

Cuori indistruttibili. L'idea di umanità in Hannah Arendt

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 13 / 2002

Since Eichmann in Jerusalem (1963), Hannah Arendt changes her previous idea of "radical evil" into that of the "banality of evil". This view, however, wouldn't have been possible if she hadn't developed an original idea of humanitas since the fourties/fifties. This idea embodies a theory of feelings and passions which is likely to appear striking in the thinker of the vita activa. It is in the humanization of emotional life that Arendt sees the only viable way to oppose the breakdown of morality that affected the whole european society during the nazi years.

Riccarda Zezza

Cura

Che cosa vuol dire cura in ambito lavorativo? Che differenza fa se ci prendiamo cura gli uni degli altri sul lavoro? E soprattutto: i manager sanno prendersi cura? Quali sono i risultati della cura sul lavoro? Quali sono le conseguenze della sua assenza?

cod. 77.8

Finzi Silvia Vegetti

Cura degli altri e cura di sé nelle relazioni familiari

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 37 / 2010

Il rapporto individuo-solidarietà viene qui affrontato nell’ambito delle relazioni familiari. In questo contesto l’‘individuo’ si rivela un’ astrazione. A lungo ogni nuovo nato è assolutamente dipendente dagli altri. La consapevolezza stessa di essere unici e irripetibili deriva dalla madre, dalla sua donazione di soggettività e di senso. Tuttavia nella nostra società, egoista e competitiva, la dipendenza e la gratitudine sono negate a favore dell’autonomia. La presunzione di bastare a se stessi impedisce di provare compassione, un’attitudine pre-morale che trova un paradigma efficace nella responsabilità materna, espressione di un sentimento di giustizia che vale la pena d’interrogare.

Il XXXIII congresso dei magistrati minorili svoltosi a Torino è stato l’occasione per trattare il tema dei legami sotto diverse angolazioni. Questo volume raccoglie il pensiero di giuristi, psicologi, sociologi, operatori dei Servizi che hanno esaminato il significato dei legami nella vita dei bambini e degli adolescenti.

cod. 98.20

Antonia Cinquegrana, Tiziana Bussola

Cura della dipendenza da cocaina.

Indicazioni cliniche e organizzative per il trattamento dei pazienti integrati socialmente

Frutto dell’esperienza degli autori, acquisita nel curare oltre 500 pazienti, il volume individua un modello organizzativo e clinico adatto a quanti, pur patologicamente dipendenti da cocaina, hanno conservato un’adeguata rete di sostegno psicosociale.

cod. 231.1.57