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Lo studio scientifico del pensiero si è incentrato soprattutto sull’aspetto procedurale, piuttosto che sull’aspetto attuale. L’atto di pensiero è stato interpretato come intuizione, la quale, in ambito psicologico, viene descritta come insight. Il presente lavoro si propone di mostrare che l’atto di pensiero può venire inteso come atto noetico, come visione del noema che emerge oltre il noema stesso. In tal modo, è possibile fornire una descrizione scientifica del pensiero riflessivo, che evidenzi la capacità del pensiero di pensare sé stesso e il suo valere come l’implicazione reciproca di atto noetico, che è oggettivante, e di procedura dianoetica, che rappresenta le forme oggettivate di pensiero (il linguaggio). Se le procedure dianoetiche, evocate e orientate dall’atto noetico, sono intenzionali e, pertanto, critiche, di contro le procedure implicite o automatiche si caratterizzano per l’assenza di intenzionalità nonché per un’accettazione acritica di assunti e regole.
Questo libro vuole essere una ricognizione sulla vera essenza della responsabilità sociale delle imprese, cogliendo i punti fondamentali del dibattito in corso, con l’ottica di chi vuole capire e proporre soluzioni praticabili.
cod. 1289.8
Architettura e umanesimo integrale
L’adeguamento del borgo di Corsignano a un più alto rango urbano non è riducibile agli stereotipi dell’utopia, della città ideale e di una concezione meccanica della cultura umanistica. Le ‘premesse’ a Pienza costituiscono quell’insieme di criteri che il papa Pio II propose a costruttori e artisti, lasciando poi loro libertà di elaborazione, in modo di certo più ampio e complesso rispetto alle consuetudini, soprattutto perché vivamente partecipato nella dialettica integrazione di tutti i valori da raggiungere.
cod. 1579.3.10
L’Iran viene spesso presentato in Occidente attraverso stereotipi che ne semplificano la storia, la politica, la cultura, ignorando la complessità che ne è, invece, la cifra caratterizzante. L’Iran vive appieno le contraddizioni che derivano dall’essere una nazione ricca di risorse, forte dal punto di vista identitario (nel senso del "moderno statonazione", la cui origine, nel caso iraniano, viene fatta risalire al 1500), con aspirazioni egemoniche dal punto di vista geopolitico, grazie alla sua cruciale posizione geografica, ma isolata dal punto di vista religioso, linguistico ed etnico nelle regioni mediorientale e centro-asiatica. La natura religiosa dello stato iraniano, risultato della rivoluzione del 1979, contribuisce inoltre all’isolamento diplomatico del paese, alimentando un continuo sospetto da parte dei governi vicini. Questi sono gli assi tematici - scoperta dell’"Altro", solitudine strategica e peculiarità culturale - su cui si sviluppano i contributi del presente volume di «Storia Urbana», tessere di un mosaico difficile da percepire - per noi occidentali - nella sua interezza e sofisticata complessità.