Il frammento che diventa forma
Autori:

Tiziana Liccardo

Il frammento che diventa forma

Clinica, arte e neurodiversità in dialogo

Il volume propone una riflessione clinica e teorica sul rapporto tra psicoanalisi, arte e neurodiversità, a partire dall’esperienza di un percorso terapeutico con una persona adulta nello spettro autistico. Al centro del lavoro vi è il tema del frammento, inteso non come mancanza o deficit, ma come condizione originaria dell’esperienza, da cui può emergere progressivamente la forma.

Pagine: 144

ISBN: 9788835187974

Edizione: in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 1240.471

Il volume propone una riflessione clinica e teorica sul rapporto tra psicoanalisi, arte e neurodiversità, a partire dall’esperienza di un percorso terapeutico con una persona adulta nello spettro autistico. Al centro del lavoro vi è il tema del frammento, inteso non come mancanza o deficit, ma come condizione originaria dell’esperienza, da cui può emergere progressivamente la forma.
Attraverso un dispositivo clinico neurodiversity friendly, il testo esplora i processi di trasformazione che rendono pensabile ciò che inizialmente si presenta come eccesso sensoriale ed emotivo.
La scrittura si configura così come un apparato di figurabilità e contenimento, capace di sostenere il passaggio da stati non rappresentati a configurazioni simboliche condivisibili.
In dialogo con il pensiero fenomenologico di Maurice Merleau-Ponty, che riconosce nel corpo il luogo originario del senso, il volume mette in evidenza la dimensione incarnata dell’esperienza e il carattere processuale della forma, intesa come emergenza relazionale e percettiva. In questa prospettiva, la cura non procede per correzione o normalizzazione, ma attraverso la costruzione di condizioni di abitabilità dell’esperienza.
Nel testo, il confronto con la pratica artistica di Paolo Valerio, basata sulla trasformazione di materiali di scarto in ecosculture, offre un’ulteriore chiave interpretativa: ciò che appare residuo o margine può divenire elemento generativo, se incontrato da uno sguardo capace di riconoscimento.
Il volume si colloca nell’ambito di una clinica della neurodiversità non correttiva, attenta alle dimensioni relazionali e sociali della sofferenza e orientata a valorizzare le modalità peculiari di espressione e di esistenza del soggetto.

Tiziana Liccardo, PhD in Pubblica Amministrazione e Innovazione per la Disabilità e l’Inclusione sociale, è psicologa e psicoterapeuta presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Coordina lo sportello di ascolto “Possiamo Parlarne”, promuovendo interventi di supporto psicologico, con particolare attenzione alle situazioni di emergenza. La sua attività clinica e di ricerca si concentra sui temi della neurodiversità e dello stigma, con un impegno costante alla promozione del benessere psicologico.

Prefazione

Introduzione

Due pratiche del margine: clinica e arte

  • Introduzione
  • Clinica e arte come pratiche di riconoscimento
  • La materia grezza, tra natura, corpo e campo analitico

L’esperienza clinica con il paziente neurodiverso

  • Il primo incontro con il paziente
  • Le conversazioni hanno inizio
  • Il sogno
  • Accenni di corporeità… accenni di fisicità
  • Ritorno dalle vacanze, racconto delle emozioni della mia estate
  • Ancora una interruzione, le vacanze di Natale… riprendono gli incontri… il paziente e le emozioni
  • Il paziente parla di sé e del suo mondo interno
  • Considerazioni conclusive

Clinica della neurodiversità

  • L’inconscio come campo affettivo e corporeo nella clinica della neurodiversità
  • Il tempo come dispositivo di cura
  • Il tempo vissuto e il tempo narrativo
  • Lentezza come dispositivo clinico
  • Le interruzioni, quando il tempo lavora in assenza
  • Sospensione e sogno, il tempo dell’emergere
  • Il tempo come etica della cura
  • Considerazioni conclusive

Neurodiversità, stigma e cura

  • Introduzione
  • Il concetto di ingiustizia epistemica
  • Il minority stress applicato alla neurodiversità
  • Il fenomeno del double masking
  • Infantilizzazione e adultizzazione delle persone neurodiverse
  • Considerazioni conclusive

Scrivere per esserci: identità, riconoscimento, progetto

  • Introduzione
  • Scrittura come pratica di cura
  • Scrittura, visione e incarnazione del senso
  • Scrittura e figurabilità, dare forma a ciò che non ha ancora parole
  • Scrittura, corpo e ritmo: una cura incarnata
  • La pagina come pelle psichica: scrittura e contenimento
  • Lapsus, errori, deviazioni: etica della non correzione
  • Considerazioni conclusive

Arte e clinica, forme del sentire e processi di senso

  • Arte e clinica
  • Spazio transizionale, arte e neurodiversità: un’area per abitare la differenza
  • Considerazioni conclusive

La trasformazione del frammento: tra residuo e forma nel processo analitico e nel processo artistico di Paolo Valerio

  • Introduzione
  • Tra residuo e forma
  • La trasformazione artistica
  • Tra processo clinico e processo artistico
  • La possibilità del frammento

Maurice Merleau-Ponty: il corpo che percepisce, esperienza incarnata e processi di trasformazione

  • Introduzione
  • Il corpo vissuto come luogo originario del senso
  • Percezione e campo, la forma che emerge
  • Intersoggettività incarnata e campo condiviso
  • Frammento, ambiguità e possibilità della forma
  • Considerazioni conclusive

In dialogo con Paolo Valerio. Frammento, residuo e forma nella pratica artistica ecosostenibile e queer

  • Intervista all’artista

Postfazione

Bibliografia

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