Quando la scuola viene ferita. Interventi dopo il suicidio di uno studente
Contributi
Debora Catalfamo, Francesca Filardi, Glenda Foiani, Alessandra Pozzi, Clara Sabatini, Giulia Spada
Livello
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati
pp. 148,      1a edizione  2017   (Codice editore 8.50)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 19,00
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In breve
Questo libro prende in analisi ciò che è accaduto in alcune scuole dopo la morte per suicidio di un ragazzo, con l’intento di comprendere le reazioni più comuni che una ferita così lacerante produce. Il volume si rivolge a quanti – presidi, insegnanti, psicologi scolastici, educatori – potrebbero doversi misurare con l’evento della morte volontaria e con le sue dolorose conseguenze con l’obiettivo di fornire una chiave di lettura che aiuti a comprendere i comportamenti più corretti da attuare e gli errori da evitare.
Presentazione del volume

Il suicidio di uno studente è uno dei fatti più dolorosi che le scuole possono trovarsi a dover affrontare. Questo evento porta con sé dolore, angoscia e confusione, emozioni che rischiano di paralizzare il funzionamento dell'istituzione scolastica. Per evitare che ciò accada, in diversi paesi del mondo sono state messe a punto delle linee guida d'intervento che le scuole conoscono e seguono tempestivamente. Purtroppo in Italia questi protocolli non esistono e la reazione all'evento tragico dipende da fattori contingenti senza che vi sia una preparazione opportuna.
Questo libro prende in analisi ciò che è accaduto in alcune scuole dopo la morte per suicidio di uno studente, con l'intento di comprendere quali siano le reazioni più comuni che una ferita così lacerante produce. Inoltre, intende suggerire una serie di procedure e di avvertenze su come le istituzioni scolastiche possano reagire all'evento suicidale, sia da un punto di vista concreto, sottolineando quali condotte sarebbe meglio cercare di evitare o perseguire, sia approfondendo le emozioni che vengono più frequentemente attivate e le difficoltà nel gestirle. La finalità è favorire una buona elaborazione dell'evento così da evitare che si possa sviluppare all'interno della comunità che ruota intorno alla scuola ferita un effetto emulativo che rischi di portare ad altri fenomeni suicidali.
Il volume si rivolge a quanti - presidi, insegnanti, psicologi scolastici, educatori - potrebbero doversi misurare con l'evento della morte volontaria e con le sue dolorose conseguenze, con l'obiettivo di fornire una chiave di lettura che aiuti a comprendere i comportamenti più corretti da attuare e gli errori da evitare.

Antonio Piotti, filosofo, psicoterapeuta, è socio della Fondazione Minotauro, dove esercita attività clinica. Insegna Prevenzione e trattamento delle condotte autolesive e del tentato suicidio adolescenziale presso l'Alta Scuola di Psicoterapia del Minotauro. Ha pubblicato: con G. Pietropolli Charmet, Uccidersi. Il tentativo di suicidio in adolescenza (Cortina, 2009); Il banco vuoto. Diario di un adolescente in estrema reclusione (Angeli, 2012); con R. Spiniello e D. Comazzi (a cura di), Il corpo in una stanza. Adolescenti ritirati che vivono di computer (Angeli, 2015); con Roberta Invernizzi, Riscrivere la speranza. Storia di un'adolescente che voleva morire e ha imparato a volare (Edizioni San Paolo, 2017).

Giulia De Monte, psicoterapeuta e socia della Cooperativa Minotauro di Milano, svolge attività clinica con adolescenti giovani e adulti, Si occupa di prevenzione del disagio adolescenziale e gestisce spazi di ascolto all'interno delle scuole. È impegnata in attività di ricerca-intervento sul disagio evolutivo, sui comportamenti a rischio e sugli eventi suicidali in adolescenza.

Indice
Gli autori
Antonio Piotti, Introduzione
Parte I, Intervenire dopo un suicidio
Clara Sabatini, Prospettive di intervento dopo un suicidio
Alessandra Pozzi,
Gli strumenti di comunicazione e il suicidio
Parte II. La ricerca. Quando è la scuola ad attivare interventi di postvention
Giulia De Monte, La ricerca
Maria Chiara Fiorin,
Debora Catalfamo, Le prime 48 ore dopo il suicidio
Giulia De Monte,
L'intervento di postvention: dopo tre-quattro settimane
Glenda Foiani,
Sei mesi-un anno dopo
Conclusioni
Antonio Piotti, Un modello di postvention per le scuole italiane
Appendice
Giulia Spada, Agiti autolesivi e tentato suicidio: un legame possibile o due fenomeni distinti?
Francesca Filardi,
Il cyberbullismo
Bibliografia.




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