Knowledge development

Casi e strumenti concreti

Contributi
Anna Capitanio, Giuseppe Celotto, Marco Coccagna, Attilio di Giovanni, Federico Di Rollo, Fernando Ferri, Massimo Lanzanò, Marco Lucchini, Luigia Mariotti Culla, Riccardo Meloni, Tullio Mulas, Barbara Parmeggiani, Giorgio Pivetta, Franco Porrari, Andrea Riberti, Giancarlo Senatore
Livello
Testi advanced per professional
Dati
pp. 256,   1a ristampa 2004,    1a edizione  2004   (Codice editore 1780.1)

Knowledge development. Casi e strumenti concreti
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 34,50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846456892

In breve

Si parla da quasi dieci anni di knowledge management, ma dopo una iniziale euforia le esperienze concrete sono ancora disorganiche e poco riproducibili. Questa raccolta di casi concreti nasce per offrire a chi opera su questi temi una panoramica di ciò che una concezione integrata di reti e comunità sta facendo maturare

Presentazione del volume

Si parla da quasi dieci anni di knowledge management, ma dopo una iniziale euforia le esperienze concrete sono ancora disorganiche e poco riproducibili.

Questa raccolta di casi concreti nasce per offrire a chi opera su questi temi una panoramica di ciò che una concezione integrata di reti e comunità sta facendo maturare. Tre le linee di lavoro che emergono.

In primo luogo, appare sempre più superata la logica del knowledge management, come creazione di sistemi di raccolta, archiviazione, gestione e diffusione delle conoscenze di una organizzazione. Lo sviluppo dei sistemi di gestione documentale ha consentito di risolvere il problema dell'organizzazione e gestione delle informazioni. Resta però aperto il problema dello sviluppo e dell'impiego effettivo delle conoscenze, che, ancora una volta, richiede l'energia e vitalità delle persone che tali conoscenze utilizzano su processi reali e contemporaneamente integrano e arricchiscono. Se si vogliono usare termini inglesi, potremmo parlare piuttosto di knowledge development.

La seconda linea di lavoro riguarda invece la capacità di scegliere, conoscere, misurare e certificare le competenze. Perché collegare questa linea di lavoro al knowledge development? Si tratta di un nesso molto concreto: infatti i sistemi reali per condividere e gestire informazioni e conoscenze possono essere strutturati solo sulla base di una precisa identificazione delle esigenze informative e conoscitive che persone specifiche hanno nell'operare su processi concreti in funzione delle loro professionalità.

La terza linea di lavoro riguarda il concetto di comunità. Un concetto intrigante, utilizzato anche per riconoscere nelle organizzazioni gruppi con comuni interessi, esigenze informative, orientamenti e bisogni di condivisione. Le organizzazioni per comprendere il processo con cui gruppi professionali e organizzativi stabiliscono meccanismi efficaci ed efficienti di condivisione del sapere, di sviluppo del know-how, di innovazione. In questo senso, la costituzione di comunità attive e vitali è divenuto un punto cardine di molti processi di innovazione nelle organizzazioni: dallo sviluppo dei talenti e dei manager nel futuro, al change management, alla formazione "di mestiere". Agire per costituire comunità attive ha la stessa concretezza che progettare le soluzioni tecnologiche di rete che tali comunità utilizzano: è necessario metodo, rigore, capacità progettuale e trasparenza.

Le tre parti del volume accompagnano lungo le diverse sfaccettature di tali temi attraverso la presentazione di casi concreti.

Indice


Introduzione
Parte I. Knowledge development: tecnologie e comunità in pratica
Andrea Riberti, Creazione di valore in azienda: il sistema di knowledge management in Enel
(Un sistema di rete a supporto dei processi lavorativi; Il contesto: obiettivi e logiche di gestione del knowledge; Dal modello alla profilazione; I portali verticali delle comunità; Commitment del vertice e coinvolgimento delle persone)
Giorgio Pivetta, Il portale intranet del gruppo M&G come strumento globale di comunicazione e knowledge
(Introduzione e contesto; Il knowledge management come primo elemento di integrazione; Il progetto; L'architettura del portale intranet M&G; I servizi disponibili e il modello di gestione; La "contaminazione imitativa")
Attilio di Giovanni, Riccardo Meloni, Il progetto MindSh@re Finmeccanica
(Introduzione e contesto; Il knowledge management come leva d'innovazione; Strutture di progetto e community focus group; La road map dei community focus group; Il sistema a supporto delle community: MindLink; Linee di sviluppo)
Massimo Genova, Il sistema integrato di gestione della formazione della rete in Finanza & Futuro
(Reti commerciali e rischi di scollamento; Il contesto e l'esigenza di comunicazione tra centro e rete; Un portale per servire la rete; Un canale permanente di dialogo)
Federico Di Rollo, La rete unitaria pubblica come leva per integrare le competenze: il caso della Regione Sardegna
(Una pubblica amministrazione digitale; Una soluzione satellitare per un grande impatto; Una formazione di qualità omogenea sul territorio; La varietà dei servizi offerti: "blended" vuol dire ricco; Il marketing e il modello di diffusione; La gestione del servizio; Governare una "macchina" organizzativa a più livelli; L'efficacia di un intervento in rete multiazione)
Parte II. Dalle competenze allo sviluppo del patrimonio intellettuale
Marco Coccagna, Tullio Mulas, La tutela del patrimonio intellettuale a supporto dello sviluppo dei business dell'Eni
((Le risorse umane in Eni: dalle sfide di business al nuovo sistema integrato di gestione e sviluppo; Vocazione internazionale, corporate identity unitaria e strategie HR; Portale MyEni ed Eni Corporate University; Knowledge officier e knowledge coordinator; La metodologia di gestione e sviluppo delle professionalità; Lo sviluppo dinamico delle conoscenze dell'Eni)
Franco Porrari, Le strategie innovative della formazione per cambiare le competenze in Inps
(Uno scenario in continua evoluzione; La riorganizzazione per processi; L'organizzazione della formazione; La formazione come leva strategica per lo sviluppo; Lo sviluppo delle capacità di ruolo; Considerazioni e prospettive)
Massimo Lanzanò, Percorsi e "campus" di sviluppo per le comunità professionali in Boehringer Ingelheim
(Segmentazione, partnership con la linea e sviluppo del patrimonio di competenze; Riconoscere le competenze; People development, percorsi e Academy; Il processo di sviluppo manageriale; Le competenze come leva di performance improvement; Un bilancio provvisorio)
Giuseppe Celotto, Giancarlo Senatore, Il sistema di valutazione dei dirigenti: il caso del Ministero della Salute
(Contesto e obiettivi; Un sistema su misura; La normativa; Descrizione della metodologia; I ruoli coinvolti; Il processo a regime; Conclusioni e ulteriori sviluppi)
Parte III. Sviluppare comunità nelle organizzazioni
Fernando Ferri, Blended HR delivery in Zambon
(Un contesto imprenditoriale italiano internazionale; Un nuovo modo di guardare ai servizi alle persone; Il Portale eZ web per lo sviluppo dinamico delle community; Un nuovo approccio ai servizi tradizionali "human enabled"; Gestire le informazioni sul personale come patrimonio aziendale)
Anna Capitanio, Vodafone Italia: dal business alla gestione delle community
(La necessità di un nuovo approccio alle risorse umane; HR strategy: un approccio integrato al cambiamento; La segmentazione delle risorse e la creazione di servizi personalizzati sulle esigenze delle community professionali; Il ruolo dei sistemi informativi HR; Le azioni sulla community manageriale)
Marco Lucchini, Restituire l'organizzazione alla responsabilità dei dirigenti: il caso dei cantieri per la riorganizzazione della Regione Campania
(Premessa e linee guida; Strategia di cambiamento e cantieri settoriali; Analisi rapide e diagnosi mirate; Il nuovo modello organizzativo regionale e il disegno organizzativo delle direzioni generali; Strategia di coinvolgimento del management e processo di sviluppo della "funzione organizzazione"
Luigia Mariotti Culla, Formare professionalità trasversali. Il caso del Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
(La formazione all'interno del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria; Il sistema di formazione; La formazione manageriale; La formazione per comunità professionali; Una rete di scambi per rafforzare le professionalità)
Barbara Parmeggiani, Talent development: D-lab ed e-community
(Riconoscere il talento; Il development center come laboratorio di sviluppo, autosviluppo e orientamento; L'esperienza Finmeccanica; Il development lab "FIND"; E-community come fattore di evoluzione e ruolo della tecnologia)
Conclusioni




Management

Finanza. Amministrazione. Controllo

Marketing. Pubblicità. Comunicazione. Vendite

Produzione. Logistica. Qualità.

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Banca, credito e assicurazioni

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