Le riviste di economia in Italia (1700-1900)

Dai giornali scientifico-letterari ai periodici specialistici

Contributi
Vieri Becagli, Piero Bini, Antonio Cardini, Paola Carlucci, Denis Giva, Maria Grillo, Silvia Lolli, Terenzio Maccabelli, Romano Molesti, Erica Morato, Fiorenzo Mornati, Manuela Mosca, Daniela Fernanda Parisi, Monica Righelli, Roberto Salvo, Pina Travagliante, Sonia Vercesi
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 544,      1a edizione  1996   (Codice editore 363.18)

Le riviste di economia in Italia (1700-1900). Dai giornali scientifico-letterari ai periodici specialistici
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 42,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788820495794

Presentazione del volume

Le riviste specialistiche di economia politica, com'è noto, nascono solo alla fine dell'Ottocento. Ben prima di questa data, tuttavia, e cioè a partire almeno dalla metà del XVIII secolo, ai dibattiti sulla scienza economica danno largo spazio importanti periodici di carattere miscellaneo, indirizzati alle élites colte e ai ceti medi istruiti: le riviste scientifico-letterarie e i fogli di opinione del Settecento (tra i quali il celebre Caffè); i magazzini specialistici dedicati all'agricoltura, all'industria e al commercio; i repertori di giurisprudenza e di statistica; le riviste antologiche e enciclopediche del primo Ottocento (come il Conciliatore, l'Antologia, la Rivista contemporanea), nelle quali, pur tra le molte difficoltà dovute alla censura, si forma e si esercita l'intellettualità liberale protagonista del Risorgimento.

A partire poi dalla metà del secolo, nascono riviste culturali e scientifiche di carattere nazionale: la Civiltà Cattolica, la Nuova Antologia, gli organi delle due associazioni economiche (L'Economista, liberista, e la prima serie del Giornale degli economisti, di opposta tendenza "vincolista"), la Rassegna di scienze sociali e politiche che poi si trasformerà nella Riforma sociale, la cattolica Rivista internazionale di scienze sociali.

A questo complesso panorama un gruppo di storici del pensiero economico - che animano le attività del Seminario permanente sulla storia del pensiero economico italiano del '700 e '800, e in gran parte già coinvolti nel volume Le cattedre di economia politica in Italia (Angeli, 1988) - ha dedicato una ricerca pluriennale. Ne emerge un panorama ricco di dibattiti, aperto alle grandi questioni della scienza economica europea, i cui apporti vengono tuttavia quasi sempre piegati a esigenze di natura contingente, in un intreccio stretto tra economia e politica. Sullo sfondo di questo intreccio, così come nel persistente legame tra il discorso economico e una morale sociale di origine aristocratico-proprietaria, si delinea quello che si può chiamare uno "stile nazionale" dell'economia politica italiana.




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