La macchina delle regole, la verità della vita

Autori e curatori
Contributi
Antonella Argenio, Roberta Catalano, Vincenzo De Falco, Carmen Di Carluccio, Francesco Frezza, Juan Carlos García Quiñones, Enrico Minervini, Valeria Nuzzo, Adele Pastena, Marianna Pignata, Donatello Puliatti, Maria Grazia Recupero, Osvaldo Sacchi, Carmen Saggiomo, Maria Felicia Schepis, Francesco Serpico, Massimo Tita, Luigi Valentino, Arturo Veccia, Luciana Verde, Alberto Virgilio
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 524,      1a edizione  2015   (Codice editore 486.8)

La macchina delle regole, la verità della vita
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In breve

La "macchina" delle regole giuridiche tende ad autonomizzarsi rispetto al mondo della vita, praticando come sua nobiltà scientifica quella di interrompere ogni rapporto con quel mondo. Sono possibili quindi solo due strade: o la macchina delle regole mantiene un minimo rapporto col mondo della vita attraverso la ratio e i principi, oppure la stessa macchina delle regole segna un’interruzione netta col mondo della vita.

Presentazione del volume

La macchina è una struttura esteriore, fatta di regole intellettualmente costruite e di movimenti frazionati e coordinati. Essa opera indipendentemente da intenzioni dichiarate, da considerazioni sul qui e ora e da fini volta per volta voluti. In quanto tale, si dice che funziona. Questa catena di movimenti e di regole rigorosamente precostituite è macchina. Solo un Logos può produrre questa macchina, cristallizzandosi nella sua struttura e risparmiando, così, tempi e sforzi di ripensamento. Nella macchina il Logos si depone. Più precisamente, diremo che questo Logos tende a farsi techne, cioè tecnica, e che questa tecnica diventa – nella sua fase più elaborata e consapevole – macchina. Questa macchina non è necessariamente fatta di pezzi meccanici. Può essere fatta di proposizioni logiche, di norme giuridiche, di atti umani organizzati, di comportamenti sociali. Questa macchina, con l’avvento della specializzazione scientifica moderna, può appartenere a qualsiasi settore disciplinare e a qualsiasi struttura istituzionale. Ma la macchina delle regole giuridiche così come ogni altra macchina tende ad autonomizzarsi rispetto al mondo della vita, praticando come sua nobiltà scientifica quella di interrompere ogni rapporto con quel mondo.
Ciò al fine di realizzare una auto-referenzialità epistemologica, che costituisce la sua speciale dignità. A questo punto sono possibili solo due strade: o la macchina delle regole mantiene un minimo di rapporto col mondo della vita attraverso la ratio e i principi, oppure la stessa macchina delle regole segna un’interruzione netta col mondo della vita.

Scritti di: Giuseppe Limone, Antonella Argenio, Osvaldo Sacchi, Donatello Puliatti, Enrico Minervini, Valeria Nuzzo, Roberta Catalano, Luigi Valentino, Vincenzo De Falco, Alberto Virgilio, Carmen Di Carluccio, Adele Pastena, Juan Carlos García Quiñones, Luciana Verde, Francesco Frezza, Massimo Tita, Maria Felicia Schepis, Maria Grazia Recupero, Marianna Pignata, Arturo Veccia, Francesco Serpico, Carmen Saggiomo.

Giuseppe Limone è professore ordinario di Filosofia del Diritto e della Politica presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. È stato direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della stessa Università. Fra i suoi numerosi lavori si ricordano: Tempo della persona e sapienza del possibile (2 tomi), Napoli 1988-1991; Dimensioni del simbolo, Napoli 1997; Il sacro come la contraddizione rubata. Prolegòmeni a un pensiero metapolitico dei diritti fondamentali, Napoli 2001; Il simbolico come cifra di gravitazione nello spazio noetico, Napoli 2003; Dal giusnaturalismo al giuspersonalismo. Alla frontiera geoculturale della persona come bene comune, Napoli 2005; La catastrofe come orizzonte del valore, Milano 2014; Che cosa è il giuspersonalismo. Il diritto di esistere come fondamento dell’esistere del diritto, Milano 2015. È fondatore, direttore e curatore de L’era di Antigone 1, 2, 3, 4.1, 4.2, 5, 6, 7 e della rivista Persona. Periodico di studi e dibattito.

Indice

Parte I. Questioni teoriche
Giuseppe Limone, La macchina delle regole, la verità della vita. Appunti sul fondamentalismo macchinico nell’era contemporanea
Antonella Argenio, Maximilien Robespierre: il problema della fondazione tra necessità, istanze morali e ragioni giuridiche
Osvaldo Sacchi, Il ius naturae dei giuristi romani e il fondamento dell’ethos nella cultura greco-romana: interpretazioni moderne e prospettive contemporanee
Donatello Puliatti, Prolegomeni ad uno studio sistematico della gradualità come tecnica normativa
Parte II. La macchina del diritto
Enrico Minervini, Le categorie del diritto civile. A proposito di un libro recente
Valeria Nuzzo, La Riforma Fornero, le regole procedimentali nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo e i paradossi applicativi
Roberta Catalano, La diseredazione: profili storici e questioni attuali
Luigi Valentino, L’Unione europea tra regole degli Stati e diritti dei singoli
Vincenzo De Falco, La concezione pluralista del patrimonio culturale e l’articolazione differenziata del potere
Alberto Virgilio, Il controllo del gip sui termini per la richiesta di giudizio immediato “ordinario” e “custodiale”
Carmen Di Carluccio, La capacidad en materia de trabajo en el derecho laboral italiano
Adele Pastena, Regulation of advance directives in Mexico
Juan Carlos García Quiñones, El ejercicio del derecho de huelga dentro de los grupos de empresa: silencio legal en el ordenamiento jurídico español
Luciana Verde, Corruzione tra privati
Francesco Frezza, Brevi note sull’esperibilità della azione di reintegrazione nelle convivenze more uxorio
Parte III. La macchina della politica
Massimo Tita, Le troppe regole del gioco. Appunti sulla massificazione della legge negli anni settanta del Novecento
Maria Felicia Schepis, Giustizia etica e politica istituzionale. Verso i fondamenti d’Europa nella provocazione di Emmanuel Lévinas
Maria Grazia Recupero, Pensare il decisivo. Una lettura simbolico-politica della contemporaneità
Marianna Pignata, Arturo Veccia, Tra le infinite maschere della realtà e l’arido vero. Il “libero” esercizio della professione giornalistica dalle logiche di Regime ai principi dell’ordine democratico
Francesco Serpico, Politica e giurisdizione in due riviste giuridiche di Terra di Lavoro in età liberale
Carmen Saggiomo, La politica linguistica nelle colonie francesi: tra strumento di governo ed effetto post-coloniale
Parte IV. Nota critica
Osvaldo Sacchi, Giambattista Vico giureconsulto e il diritto romano nella Napoli cosmopolita della prima metà del XVIII secolo
Gli autori.