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Giancarlo Pizza

Dibattiti. L’apertura delle REMS psichiatriche: premesse e conseguenze

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2016

Viene pubblicata una dichiarazione del Presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna sulla apertura delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) e la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), inviata al Ministro della Salute e ai presidenti della XII Commissione della Camera dei Deputati (Affari Sociali), della 12a Commissione Permanente del Senato (Igiene e Sanità), del Comitato Centrale FNOMCeO e degli Ordini dei Medici d’Italia. Vengono discussi i seguenti temi: il "superamento" degli OPG, l’evoluzione della giurisprudenza in tema di "posizione di garanzia" nelle professioni sanitarie, il conseguente rischio che lo psichiatra si debba "fare manicomio" (cioè, con un neologismo, che si crei un "terricomio") e più in generale che il suo ruolo scivoli dalla cura a un tentativo di gestione della pericolosità.

A cura della Redazione

Tracce

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2016

Dopo una premessa di Pier Francesco Galli, viene ripubblicato un documento prodotto dalla Redazione della rivista Psicoterapia e Scienze Umane nel 1973 (precedentemente uscito in tedesco nel n. 1/1974 delle Arbeitspapiere zur Psychoanalyse a cura del "Seminario Psicoanalitico di Zurigo" [PSZ], e in italiano a pp. 20-24 del n. 4/1975 di Psicoterapia e Scienze Umane). In questo documento viene compiuta una analisi del problema degli psicoanalisti come "lavoratori intellettuali" in rapporto al loro ruolo, funzione, ideologia, comportamento, specificità del lavoro, stratificazioni, differenziazioni e condizionamenti che subiscono. È ripubblicato anche un documento di Marianna Bolko letto nel 1969 al "Seminario Psicoanalitico di Zurigo" per il confronto con la relazione di Jean Luc Donnet, rappresentante del gruppo francese, e poi divenuto relazione introduttiva ai lavori del controcongresso dell’International Psychoanalytic Association (IPA) di Roma del 1969.

Antonella Mancini

Più fuori che dentro. Note in margine al film Inside Out

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2016

Stimolare la conoscenza delle emozioni per favorire l’educazione ai sentimenti in un mondo che sta smarrendo la dimensione dell’interiorità è l’intento dichiarato del film Inside Out. Un’analisi più accurata rivela invece come il film finisca per assolvere una funzione opposta, fungendo da supporto mediatico delle psicologie cognitiviste e della cultura farmacologica oggi in voga. La complessità della psiche, con la sua dialettica tra mondo interno e mondo esterno, è sacrificata in funzione didascalica. "Devi essere felice", somma espressione del "pensare positivo", diviene l’obiettivo pedagogico da perseguire. Ciò richiede la negazione della conflittualità (ridotta a trauma o stress), l’adesione al conformismo, l’eliminazione di ogni forma di pensiero critico e la rinuncia alla propria soggettività. Assistiamo al paradosso secondo cui quanto più soggettività e interiorità vengono celebrate nelle parole, tanto più sono azzerate nei fatti.

Francesca Tondi

Una indagine sulle riviste di psicoterapia in Italia

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2016

Vengono presentati i risultati di una indagine sulle riviste di psicoterapia in Italia, ottenuti tramite un questionario inviato alle redazioni. Le domande riguardavano l’anno di fondazione, la periodicità, l’orientamento, la diffusione, il formato (cartacea o telematica), etc. Sono state identificate 59 riviste, 38 delle quali hanno risposto al questionario, e di altre si sono reperite informazioni su Internet. Analizzando le riviste per anno di fondazione, emerge che dopo la Legge 56/1989 il loro numero è enormemente aumentato come conseguenza della comparsa di tante scuole di psicoterapia riconosciute dal Ministero, molte delle quali hanno aperto una loro rivista. Vengono descritti anche alcuni momenti di incontro tra riviste, e analizzato come la diffusione di Internet abbia amplificato e reso più magmatico il mondo dei periodici del settore. Infine vengono elencate tutte le riviste reperite tramite i siti Internet delle scuole di psicoterapia riconosciute.

Viene proposto un breve resoconto di alcune vicissitudini della psicoanalisi negli Stati Uniti dopo l’espulsione dall’Europa continentale causata dall’avvento del nazismo, ed esaminata l’influenza che il quadro storico-sociale nordamericano ha esercitato sulle modificazioni della teoria e della pratica. Vengono discussi diversi fattori, tra cui l’insicurezza degli analisti immigrati, la professionalizzazione e la medicalizzazione della psicoanalisi, non esclusa l’ostilità nei confronti degli analisti politicizzati. Infine, dopo avere descritto sommariamente il quadro storico, si accenna alle ripercussioni esercitate sulla psicoanalisi dai cambiamenti - culturali, economici, politici, sociali - provocati dalla postmodernità neoliberista.

Nathan Thoma, Brian Pilecki, Dean McKay

La terapia cognitivo-comportamentale contemporanea: teoria, storia ed evidenze empiriche

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2016

La terapia cognitivo-comportamentale (cognitive-behavior therapy [CBT]) è molto diffusa. Vengono prese in rassegna le teorie, la storia e le evidenze empiriche della CBT allo scopo di fornire un panorama complessivo per coloro che ancora non conoscono questo settore della psicoterapia. Tra le altre cose, vengono presentate la terapia comportamentale, la terapia cognitiva e la cosiddetta "terza onda" della CBT che include ad esempio la dialectical-behavior therapy (DBT) di Marsha Linehan e l’acceptance and commitment therapy (ACT) di Hayes. Vengono inoltre prese in rassegna le prove di efficacia della CBT per vari disturbi tra cui depressione, ansia, disturbi di personalità, disturbi alimentari, abuso di sostanze, schizofrenia, dolore cronico, insonnia e disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza, includendo anche una discussione sulla combinazione di CBT e farmaci. Infine vengono fatti alcuni suggerimenti per il futuro della ricerca e della terapia.

Antonino Callea, Flavio Urbini, Alessandro Lo Presti

Valutare la salute dei lavoratori a tempo determinato: validazione del Precariousness of Life Inventory (PLI-9) - versione breve

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2016

Negli ultimi anni, l’attenzione dell’opinione pubblica e degli studiosi verso il concetto di precarietà è cresciuta considerevolmente di pari passo all’instabilità e alle turbolenze del mercato del lavoro. Diviene quindi necessario comprendere tale fenomeno data la sua pervasività per una quota crescente e significativa della forza lavoro, da cui l’obiettivo del presente studio: validare una scala breve sulla precarietà di vita a 9 item (Precariousness of Life Inventory, PLI-9). A tale scopo hanno partecipato allo studio 721 lavoratori a tempo determinato, che hanno compilato una batteria self-report contenente il PLI-9 e altre scale riguardanti costrutti convergenti. I risultati dell’analisi fattoriale esplorativa, condotta su 341 partecipanti, e confermativa, condotta su 380 partecipanti, hanno confermato la struttura tridimensionale dello strumento (i.e., disinteresse verso il lavoro attuale, sfiducia verso il futuro professionale, conseguenze emotive nella vita quotidiana). L’analisi della validità convergente delle tre dimensioni, le quali presentano altresì adeguati indici di coerenza interna, ha mostrato correlazioni significative con costrutti inerenti la salute ed il lavoro. Infine, il calcolo dei criteri interpretativi consente di individuare i lavoratori con alta precarietà di vita. Il PLI-9 ha esibito qualità psicometriche che ne fanno al contempo uno strumento completo e snello per valutare un fenomeno, quale quello della precarietà di vita, che interessa (e plausibilmente continuerà ad interessare), in termini negativi, una quota importante della popolazione attiva.

La crisi socio-economica che ha investito l’Europa e le trasformazioni intervenute nel mondo del lavoro sembrano avere prodotto, oltre che effetti diretti sulla precarietà e sulla inoccupazione/disoccupazione giovanile, anche effetti indiretti sulla capacità dei giovani di progettare il proprio futuro e di pervenire ad una definizione coerente e stabile della propria identità personale e professionale. Il presente studio ha come oggetto i fattori di rischio e di protezione per il benessere e lo sviluppo correlati alle difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro da parte dei giovani contemporanei. Mediante approccio narrativo all’identità, sono stati focalizzati i processi di ridefinizione identitaria di giovani adulti italiani che hanno incontrato specifiche difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. A tal fine, sono state analizzate le narrazioni di carriera prodotte da 80 giovani italiani inoccupati o precari, inerenti le loro deludenti esperienze di ricerca del lavoro. L’analisi lessicale delle produzioni narrative ha consentito di evidenziare cinque cluster lessicali, inerenti i temi della loro career identity e le strategie, adattive e/o disadattive, di fronteggiamento delle difficoltà incontrate. Tali cluster sono risultati differenziati in base alla variabile della provenienza geografica dei partecipanti. Sono discusse le implicazioni della definizione dell’identità in termini di agency e distress identitario.

Agnese Giacchetta, Andrea Caputo, Viviana Langher

La "peste del secolo" nella stampa italiana: le rappesentazioni dell’AIDS negli anni ’80 e 2000 a confronto

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2016

Lo studio delle rappresentazioni sociali ha avuto notevole importanza per la comprensione dell’AIDS e degli atteggiamenti verso la malattia. In particolare, la ricerca sulle rappresentazioni veicolate dai media ha individuato un’evoluzione storica dagli anni ’80 ad oggi nella costruzione sociale del fenomeno. Il presente lavoro intende contribuire a tale dibattito attraverso l’esplorazione dell’evoluzione del discorso giornalistico sull’AIDS a partire dal confronto tra due diversi periodi (1985-1990 e 2005-2010), al fine di individuare se e come le rappresentazioni dell’AIDS siano cambiate nel corso di oltre venti anni. Un campione di 446 articoli tratti dalle testate italiane La Repubblica e il Corriere della Sera costituisce la base testuale della presente ricerca. L’analisi di specificità ha permesso di confrontare i due sub-corpora riferiti rispettivamente ai testi degli articoli prodotti tra il 1985 e il 1990 e il 2005 e 2010, al fine di individuare le parole tipiche che caratterizzano i due sottoinsiemi di articoli. In sintesi, i risultati rilevano alcune differenze che vanno verso una generale normalizzazione della malattia: il discorso sull’AIDS passa da una visione per lo più allarmistica che sembra caratterizzare gli anni ’80 a una maggiore centratura sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica negli anni 2000. Da temi quali la devianza di specifici gruppi sociali a rischio, il focus sulla diagnosi, i problemi di ordine pubblico e l’emarginazione del malato si passa nella stampa più recente a temi quali la salute globale, le soluzioni terapeutiche, l’epidemiologia, la cronicità della malattia e l’impatto sulla qualità della vita.

Luca Milani, Serena Grumi, Giulia Gagliardi, Paola Di Blasio

Famiglie italiane e immigrate: identificare fattori di rischio e di protezione nella valutazione delle competenze genitoriali

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2016

Il maltrattamento verso i minori costituisce un importante problema di salute pubblica, minacciando l’integrità psicofisica di circa 100.000 minori in Italia. Al fine di meglio tutelare i diritti di crescita di tali minori e favorirne il buon adattamento, è importante individuare precocemente quelli che presentano un elevato rischio di subire condotte maltrattanti. La valutazione del potenziale rischio di maltrattamento è particolarmente complessa se si prendono in esame le famiglie di immigrati, spesso esposte a una condizione di maggiore vulnerabilità. L’obiettivo della presente ricerca è quello di: a) valutare l’efficacia del Protocollo sui fattori di rischio e protezione (Di Blasio, 2005) nel rilevare i minori maggiormente a rischio nelle situazioni di disagio familiare segnalate ai Servizi; e b) individuare specifici profili di rischio e protezione per famiglie italiane ed immigrate. A questo scopo sono state analizzate le cartelle psicosociali di 58 minori di origine italiana e 69 minori di origine straniera segnalati ai servizi di tutela. I risultati mostrano che il protocollo permette di discriminare famiglie a basso e ad alto rischio, indipendentemente dalla provenienza dei nuclei. L’indagine della prevalenza dei fattori del protocollo mostra inoltre come famiglie italiane e straniere si differenzino rispetto a specifici fattori di rischio e di protezione. Le conseguenze in termini di salute pubblica vengono discusse alla luce della letteratura di riferimento.

Emanuela Calandri, Federica Graziano, Martina Borghi, Silvia Bonino

Depressione e benessere psicologico in persone con sclerosi multipla: il ruolo dell’identità, del senso di coerenza e dell’autoefficacia

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2016

Lo studio si pone l’obiettivo di indagare il ruolo dell’identità, del senso di coerenza e dell’autoefficacia nella gestione della sclerosi multipla (SM) rispetto alla depressione e al benessere psicologico, in un gruppo di pazienti italiani affetti da SM, con disabilità lieve o moderata, tenendo conto delle differenze legate al genere, all’età, agli anni dalla diagnosi, alla composizione del nucleo familiare e alla condizione lavorativa. Lo studio ha coinvolto un gruppo di 182 pazienti (64% donne; età media = 40 anni, ds = 10.7; anni in media dalla diagnosi = 6, ds = 6) e le variabili oggetto dello studio sono state rilevate attraverso un questionario anonimo self-report. Le analisi di regressione evidenziano come i predittori significativi della depressione siano la diagnosi recente e punteggi bassi alle scale dell’identità e del senso di coerenza. Predittori significativi del benessere psicologico sono risultati punteggi elevati alle scale dell’identità, del senso di coerenza e dell’autoefficacia nella gestione della SM. I risultati dello studio suggeriscono l’utilità di interventi di sostegno psicologico per i pazienti affetti da SM per supportarli nel processo di ridefinizione dell’identità, costruzione di senso di coerenza e ridefinizione di obiettivi e strategie di azione, con il fine ultimo di promuovere un migliore adattamento alla malattia, in termini non solo di riduzione della depressione, ma anche di aumentato benessere.

Carol D. Ryff

Articolo Target. Psychological well-being and health: Past, present and future

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2016

Research on psychological well-being and its links to health has flourished in recent decades, signaling an important shift toward studying human strengths and resources. This article briefly details a eudaimonic model of well-being (Ryff, 1989) and examines the proliferation of research growing up around it. Evidence is summarized on the protective benefits of well-being for health, measured in terms of lower profiles of biological risk (e.g., inflammatory markers, cardiovascular risk factors) as well as reduced risk of disease (e.g., Alzheimer’s, stroke, myocardial infarction) and longer length of life. Eudaimonic well-being has also been linked with salubrious gene expression profiles. Given these health benefits, interventions to promote well-being (both in clinical and community contexts) are briefly noted. Future directions include the need for more rigorous longitudinal inquiries, including in diverse cultural contexts. The arts and humanities offer promising new directions for studies of well-being and health, while, paradoxically, negative experiences also need further inquiry. Encounters with life adversity are relevant for deepened understanding of human resilience. Alternatively, focusing on prominent forms of contemporary malevolence (greed, corruption) offers a route for illuminating how the well-being of many can be undermined by self-interests of the few in positions of power and privilege.