SEARCH RESULTS

The search has found 104906 titles

Camillo Galluccio, Amir Zuccalà

Pensare la sordità

Tra dimensione scientifica e promozione sociale. Contributi dalla 3a Conferenza Nazionale sulla Sordità

Questo libro raccoglie una selezione di contributi presentati nell’ambito della 3a Conferenza Nazionale sulla Sordità, organizzata con il patrocino e supporto della Regione Campania e di Sviluppo Campania. Ci auguriamo che i contributi qui presentati possano aiutare a pensare la sordità, a comprenderne la complessità e non riconducibilità a una sola visione; a far emergere temi poco conosciuti come quelli della pluri-disabilità; a far riflettere sulla necessità di adottare strategie per l’accessibilità adattate su esigenze, aspettative, progetti di vita delle persone sorde.

cod. 12000.23

Nella prima parte dell’articolo l’autrice mostra alcune ambiguità relative alle trasformazioni storiche delle relazioni tra valore, lavoro, genere e domesticità a partire da alcuni volumi recenti e senza pretesa di esaustività a fronte della vasta letteratura esistente. Nella seconda parte dell’articolo, l’autrice riflette sulle principali trasformazioni che hanno riguardato gli studi di storia del lavoro domestico retribuito e di storia del lavoro. In conclusione, si sofferma sul recente intreccio tra questi due filoni e suggerisce alcune direzioni per future prospettive di ricerca.

Olimpia Capitano

Pensare la storia del lavoro. A che punto siamo?

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 175 / 2022

L’autrice cerca di affrontare la questione del declino degli studi in materia di storia del lavoro a partire dagli anni settanta, fornendo una panoramica di alcuni passaggi fondamentali interni al dibattito intellettuale e adottando una prospettiva teorizzante. Emerge nel testo il carattere nodale del rapporto tra condizioni materiali e culturali, tra modo di praticare, pensare e parlare di lavoro. Per quanto riguarda l’evoluzione del dibattito contemporaneo è volutamente sottolineato il contributo fornito dall’area di interessi che definisce la global labour history che, attraverso un significativo ampliamento geografico, tematico e temporale dell’analisi, pone interessanti stimoli per allargare i parametri della ricerca senza assumere categorie analitiche tradizionali in chiave aprioristica. In questo senso è rilevata la nuova attenzione rivolta alla precarietà come oggetto-simbolo di una storiografia emancipata dalla centralità del lavoro salariato. Viene altresì sottolineata la centralità del binomio controllo/autonomia come chiave di lettura delle dinamiche di coercizione che attraversano molteplici relazioni lavoro libero e non libero.

Aurelio Musi

Pensare la storia tra le parole e le cose

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 144 / 2014

Francesco Benigno in Le parole nel tempo. Un lessico per pensare la storia, adotta uno schema logico ricorrente in tre tempi: 1) rilettura della letteratura sul lessico storico; 2) critica a fondo delle fonti lessicali; 3) fondazione di una nuova "doxa". Due rilievi critici all’impostazione del volume: difetto di storicizzazione; fragile e deludente impianto della nuova "doxa".

In questo articolo mi propongo di esaminare in modo sintetico la questione della collaborazione tra antropologia e forme di terapia dei disagi psichici dei migranti, focalizzandomi sull'analisi antropologica del caso di un ragazzo filippino in stato di seria frammentazione identitaria. La mia analisi si è focalizzata in particolare sulla questione delle identità di genere maschile e femminile eterosessuali nelle Filippine, e delle forme di agency e di conflitto di genere che si possono verificare tra le donne in situazione di migrazione, con eventuali risvolti conflittuali all'interno della coppia e anche in parte psicopatologici, come parrebbe evincersi dal caso della madre di JD, il giovane paziente filippino. Dall'analisi del caso scaturiscono alcune considerazioni e ipotesi relative all'esercizio di un'antropologia clinica che coadiuvi le forme di cura dei disagi psichici dei migranti, in direzione dell'evoluzione di quel metodo complementarista indicato da Devereux, che contempli il decentramento delle categorie da parte delle discipline in campo e l'ampliamento della dimensione operativa e preventiva al di là dello spazio del setting, in un'ottica di rete.

Giancarlo Santoni

Pensare l'arteterapia

Riflessioni, contributi ed esperienze applicative

Protagonista di questo volume è l’arteterapia ossia l’uso dei codici del medium artistico, della psicologia e di molte altre discipline all’interno della riabilitazione e della psicoterapia, in ambito educativo, formativo e in altri settori ancora.

cod. 1250.330

L’articolo si pone l’obiettivo di tracciare una panoramica circa lo sviluppo del sistema difensivo bastionato, conosciuto anche come fortificazione alla moderna. Una parte ampia dell’indagine si concentra quindi sulle attenzioni che nel corso del Cinquecento sono state riservate allo studio della difesa per fiancheggiamento, grazie all’uso del fronte bastionato e a un ripensamento delle modalità difensive della città basato su un impianto urbano razionale e geometrico. Procedendo in ordine diacronico, la ricerca evidenzia quindi la necessità di porre l’attenzione su due fattori determinanti per capire gli interessi che nel corso del Seicento si sono concentrati sul fronte bastionato: lo sviluppo dei sistemi di calcolo e lo scoppio della Guerra dei Trent’anni. Le ricerche hanno inoltre interessato l’inquadramento dei progetti e dei trattati di Sébastien Le Prestre de Vauban nel sistema difensivo settecentesco, dimostrando quanto fossero importanti i cambiamenti introdotti nella Francia di Luigi XIV. La parte finale del lavoro è quindi incentrata sulla tradizione di studi italiani dell’Ottocento, che innanzitutto ha il grande merito di aver riscoperto il ruolo primario di Francesco di Giorgio Martini nello sviluppo della fortificazione alla moderna e quindi ha dato sistematicità storica alle ricerche dei secoli precedenti. In particolare sono oggetto di attenzione i lavori di Carlo Promis, Mariano d’Ayala, Alberto Guglielmotti ed Enrico Rocchi.

Attilio Belli

Pensare lo spazio urbano

Intrecci tra Italia e Francia nel Novecento

Un’interessante esplorazione su intrecci e contaminazioni che hanno riguardato nel Novecento Italia e Francia nell’ambito dei saperi diversamente costruiti intorno all’esplorazione delle città e dei territori. Il volume indaga esperienze e autori particolarmente significativi e propone alcuni sondaggi sulla fertilizzazione incrociata che si è andata dispiegando su processi di trasformazione urbana, su ricerche e strutture di diffusione degli studi.

cod. 1862.216

Julian Nida-Rümelin, Giovanni Battista Demarta

Pensare oltre i confini.

Un'etica della migrazione

Nida-Rümelin mostra le ragioni per cui, anche in una prospettiva cosmopolita e universalista, i confini debbano essere difesi e le politiche sulle migrazioni richiedano una maggiore giustizia globale insieme a un’appropriata regolazione dei flussi migratori. Né il nazionalismo né l’apertura indiscriminata delle frontiere sono politiche sociali ragionevoli per orientarci verso un mondo meno ingiusto. Le argomentazioni di Nida-Rümelin costringono a uscire dagli schemi e a riflettere su una visione più concreta della giustizia globale. Con la prosa asciutta e tagliente di un efficace resoconto giornalistico, Julian Nida-Rümelin accompagna il lettore al di fuori della crisi di orientamento alimentata dalle narrazioni dominanti, fornendo con semplicità espositiva gli strumenti minimi per costruire un proprio giudizio etico e politico sulla questione migratoria.

cod. 1802.9

Maria Chiara Michelini

Pensare per educare il pensiero

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2014

The contribution "Thinking to educate the thought" intends to raise the question of the correlation between teachers' reflective thinking and students’ thinking. Considering the education the best form of thinking the heart of school education, the article particularly explores two possible lines of this relationship. The first involves the definition of intentional didactic setting, the land on which teachers exert the specificity of their professional competences; the second direction concerns the analogy that is created in an intuitive and fast way, between the student’s mental structure and the teacher’s one. The underlying pedagogical hypothesis is that learners’ education of the thought has a lot to do with teachers’ reflective inquiry in both directions, combining the theoretical and practical as well

L’Autrice indaga il fenomeno della co-creazione di immagini mentali e dei suoi effetti all'interno del processo terapeutico, attingendo dalle scoperte neuroscientifiche di Allan Shore e dagli studi dell’Infant Research, mostrando fertili contaminazioni di metodo con il lavoro di un noto artista italiano, Paolo Galetto. Viene evidenziato quanto il pensare per immagini, come tappa intermedia verso la simbolizzazione, consenta un contatto profondo tra paziente e analista (tra emisferi destri) con eviden-ti progressi nella relazione di cura.

Laura Boella

Pensare per tracce

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 31 / 2019

Il tema delle tracce ha nella filosofia della speranza di Ernst Bloch un ruolo centrale in quanto rappresenta una delle molteplici figure di ciò che è in cammino e unisce in sé il tema del viaggio in una terra incognita e della scoperta delle pre-apparizioni di ciò che non è ancora mai stato. Nella sua forma verbale "andare per tracce, andare a tentoni", indica una capacità percettiva in cui tutti i cinque sensi vengono attivati, una sorta di sinergia tra il corpo e la mente, tra sensazione, osservazione, immaginazione, ragionamento, che permette di andare oltre i meri dati sensibili, di "vedere" e "sentire" di più e quindi anche di "pre-vedere" e "pre-sentire". Le "tracce" sono in definitiva la realtà che si dà al pensiero in forma di scarto, frammento, minutaglia, avvenimenti sparpagliati e ambigui, ma ad alta intensità esistenziale e utopica, perché colta nel suo momento palpitante e indeciso, sospeso tra passato e futuro, tra non-più e non-ancora.

Avgi Saketopoulou

Pensare psicoanaliticamente, pensare meglio: riflessioni sul transgender

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

Viene sfatato il mito secondo cui il genere (gender) sarebbe un concetto non psicoanalitico imposto agli psicoanalisti da altre discipline (ad esempio dalla sociologia) e/o da attivisti, e sostenuto che vada sdrammatizzato il discorso sul transgender in modo che possiamo lavorare e pensare collettivamente sui gender complessi e sulle loro varie incarnazioni. Ciò implica che si riesca a identificare il motivo per cui la categoria della incarnazione transgender ha prodotto una tale crisi nel nostro campo - cercare cioè le fonti di questa crisi internamente piuttosto che esternamente. Questa crisi è sorta in parte perché il tema del trans ha confrontato gli analisti con i limiti delle teorie consolidate sul corpo, sulla categoria dell’azione e, in alcune scuole psicoanalitiche, sul duraturo primato della fantasia filogenetica. Gli psicoanalisti vengono esortati a impegnarsi in questa crisi in modo produttivo ripensando, cioè pensando meglio, il tema del transgender.

Salvatore Adorno, Luigi Ambrosi

Pensare storicamente

Didattica, laboratori, manuali

Frutto del confronto tra studiosi e insegnanti promosso dalla Sissco (Società italiana per lo studio della storia contemporanea) su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con università, enti di ricerca e società storiche, il volume affronta le pratiche attive d’insegnamento della storia attraverso una riflessione a più voci che assegna un valore strategico alla disciplina nel processo educativo scolastico.

cod. 1792.269

Maria Elvira De Caroli

Pensare, essere, fare.. Creativamente

Riflessioni teoriche ed indagini empiriche in età evolutiva

Alcune riflessioni sulla creatività attraverso l’analisi del pensiero e della ricerca sul campo. Il volume presenta i principali modelli teorici centrati sulla definizione, comprensione e valutazione del pensiero creativo, di cui si coglie la forte “divergenza”, responsabile della disomogeneità semantica ma anche segno della immensa ricchezza e carica poietica propria della processualità creativa.

cod. 1240.335