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Lucia D'Ambrosi, Laura Massoli

Dai social media ai media civici: movimenti ambientali e reti partecipative

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 49 / 2015

Il saggio analizza il ruolo dei media nella formazione e sviluppo dei movimenti partecipativi ambientali, sia rispetto alle dinamiche di socializzazione interna che a quelle di interazione e creazione di civicness sul territorio. Le autrici evidenziano 4 profili di movimenti "movimenti di prossimità", "movimenti di contatto/ educazione ambientale£, "movimenti di sviluppo civico", "movimenti di setting dell’agenda ambientale" con diversi livelli di variabilità rispetto al livello di partecipazione mediale e al radicamento sul territorio. Si passa, infatti, dall’elaborazione di processi e-democracy in cui gli aderenti alla rete attivano scambi di relazione al livello locale/regionale con le istituzioni e i principali stakeholders, a esperienze di networking cooperativo più complesse e elaborate sul piano internazionale.

Il libro approfondisce l’analisi dei singoli diritti che spettano al cittadino europeo, all’alba del cinquantenario dei Trattati di Roma. In particolare il testo propone un quadro delle prospettive che la cittadinanza offre agli individui, in modo strettamente correlato alle strategie del lifelong learning. Il volume analizza le tappe della costruzione europea non limitandosi alle specificità dei Trattati, ma ampliando il panorama al ruolo svolto dal Consiglio d’Europa in materia di formazione e tutela delle libertà fondamentali.

cod. 1137.54

Two campuses for diabetic children and adolescents are compared in order to present different styles of learning and building competences: the former embodies the possibilities of a co-participated learning; the latter is dominated by the knowledge, expertise and practice of healthcare experts and drives to less competence-oriented learning.

From "between" to "in-between". An archetype "between" mystic and architectural space - The simple preposition "between" has always fuelled the mystic and ontological imagination. In the book Tree of Life compiled by the cabalist Hayyim Vital, a prototype of this tradition is the idea of divine "contraction", the first act of God that left space for the creation of the worlds. Similar concepts can be found in the ontology of Heidegger, where one of the closest words to "being" is "between", the median line marking the difference between "entity" and "being", between "world" and "thing". For Norberg-Schulz, "between" is also the point where Heidegger and Kahn meet. It will be remembered that the latter saw the origin of all inspiration in the "hreshold between silence and ligh"’. However, even the material poetic of Kahn was informed by this archetype, as can be seen from his buildings and from the many "failed masterpieces" from which a paradigm of architectural space emerges. In the Meeting House of the Salk Institute or in the Hurva Synagogue, the space in-between becomes the primary core of meaning. Another theoretician of the in-between hypothesis is Kurokawa, whose "philosophy of symbiosis" unravels in an essentially intermediate cultural and architectural space.

Vengono avanzate alcune considerazioni a partire dall’articolo di Godley (2001) sulla sua disastrosa analisi condotta da Masud Khan, connotata da ripetute violazioni e abusi da parte dell’analista. Oltre a una disamina di alcuni aspetti del rapporto tra transfert/controtransfert, relazione analitica e violazioni del setting, il caso di Godley viene letto alla luce dei problemi insiti nella formazione analitica e nella trasmissione del sapere, con particolare riferimento alle teorie dell’analista che sottendono scelte tecniche e pratica clinica. Nel caso di violazioni, viene particolarmente sottolineata l’importanza di fraintendimenti e convincimenti erronei dell’analista derivanti da deviazioni o revisioni teoriche e difficoltà specifiche nella conduzione della cura, che rischiano di compromettere la natura e gli scopi del lavoro analitico.

Questo saggio analizza le principali interpretazioni storiografiche dei sistemi monetari africani. Esaminando alcuni casi studio specifici esso si propone di decostruire i principali pregiudizi che hanno caratterizzato queste interpretazioni. La prima parte analizza il concetto di «baratto» e la sua applicabilità al contesto africano. La seconda si concentra sulle valute precoloniali, in gran parte valute-merce, e decostruisce il cosiddetto «mito della paccottiglia». La terza parte esamina il processo di transizione dalle valute precoloniali a quelle europee durante il periodo coloniale. L’ultima parte, infine, evidenzia alcuni aspetti del forte valore simbolico attribuito alle valute del periodo post-indipendenza e conclude con una breve disamina del mobile money che negli ultimi anni si è sviluppato in maniera esponenziale in diverse aree del continente. L’approccio di lunga durata impiegato dal saggio permette di dimostrare la dinamicità delle pratiche monetarie delle società africane e la loro capacità di adattamento e innovazione.

A cura della Redazione

Dal 1949 a oggi: "Italia contemporanea" nel dibattito storiografico

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 300 / 2022

Questo numero propone una riflessione su 300 numeri di "Italia contemporanea": una storia lunga, frutto del lavoro di diverse generazioni di studiose e studiosi. La rivista nacque nel 1949 con il nome di "Il Movimento di liberazione in Italia. Rassegna bimestrale di studi e documenti". A promuoverne attivamente l’iniziativa fu il gruppo di politici e intellettuali, aggregati intorno alla figura di Ferruccio Parri, che, pochi mesi prima, aveva costituito a Milano l’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia. Negli anni Sessanta la "Rassegna" divenne una vera e propria rivista scientifica di storia contemporanea, la prima in Italia interamente dedicata allo studio del XX secolo. Nel 1974 essa prese il nome di "Italia contemporanea". Il numero 300 ripercorre questa storia, con una selezione di alcuni articoli tra le migliaia pubblicati in questi decenni. Senza intenzioni celebrative, l’obiettivo è di individuare e analizzare quali siano state le linee interpretative emerse negli anni. Interrogandosi poi se e quanto innovative - rispetto alla storiografia coeva - furono quelle pagine, e in quale misura siano oggi superate (o meno). La scelta degli argomenti ha seguito la storia di "Italia Contemporanea", che nei primi anni ha indagato i temi del fascismo, della Seconda guerra mondiale e della Resistenza, per poi allargare sempre di più lo spettro degli interessi, sino a comprendere le vicende più recenti dell’Italia repubblicana. Gli autori e le autrici che hanno commentato gli articoli scelti dalla redazione hanno attraverso gli anni collaborato con, o sono stati attenti lettori/lettrici della rivista.

Grazia Romanazzi

Dal bambino libero all’uomo autonomo: educare alla scelta attraverso il metodo Montessori

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2019

Freedom, autonomy and responsibility are the ends of every educational process, especially in the modern society: globalized, rapid, in transformation; society in which each one of us is called to make numerous choices. Therefore, it is urgent to educate to choose and educate to the choice, so that young people can emancipate themselves from possible conditionings. To this end, the Montessori method represents a privileged way: child is free to choose his own activity and learns "to do by himself" soon; the teacher prepares the environment and the materials that allow the student to satisfy the educational needs of each period of inner development. Then, Montessori gives importance to adolescence because it is during this period that grows the social man. Consequently, it is important to reform the secondary school in order to acquire the autonomy that each student will apply to the subsequent school grades and to all areas of life

I fattori di rischio legati all’ambiente familiare e il disagio psichico sono da tempo identificati come fattori di rischio per i comportamenti devianti e la delinquenza durante l’adolescenza. Questo studio, in particolare, vuole mettere in evidenza la specificità delle esperienze sfavorevoli infantili vissute in un campione di giovani detenuti presso l’Istituto Penale Minorile di Palermo. Oltre alla presenza elevata di esperienze di trascuratezza emotiva e abuso fisico e psicologico si rilevano, in questo campione, percentuali elevate di sintomi psicopatologici, significativamente correlati ad un aumentato rischio di recidiva. I dati rilevati, oltre a consentire un avanzamento degli studi sul tema, offrono spunti di riflessione interessanti per la prevenzione e la presa in carico della devianza giovanile in ambito psicoeducativo, sociale e giuridico.

Francesco Montecchi

Dal bambino minaccioso al bambino minacciato

Gli abusi e la violenza in famiglia: prevenzione, rilevamento e trattamento

Un libro, completo e aggiornato, rivolto a chi vuole comprendere la complessa realtà degli abusi all’infanzia e ai professionisti per indicare le strategie di intervento clinico efficace, per prevenire che i bambini abusati diventino adulti psicopatologici, perversi e abusanti.

cod. 1250.73