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Eugenio Turco

Obiettivo: I progetti europei di gemellaggio (twinning) e l'esperienza albanese

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2009

Obiettivo: I progetti europei di gemellaggio (twinning) e l'esperienza albanese - I twinning projects sono strumenti di cooperazione internazionale, elaborati dalla Commissione europea, che prevedono la diretta assistenza di uno Stato membro in favore di uno Stato beneficiario per il raggiungimento di specifici obiettivi nel rispetto delle politiche di allargamento della Unione. Il twinning di supporto all’Alto Consiglio della giustizia in Albania è stato il primo progetto al quale ha partecipato il Consiglio superiore della magistratura italiano: iniziato nel febbraio del 2007, e realizzato unitamente al Consiglio superiore dei giudici di Spagna, esso si è concluso nel dicembre del 2008. I positivi risultati ottenuti rendono auspicabile un maggior impegno del CSM in tali forme di cooperazione.

Franco Ippolito

Obiettivo: Associazionismo giudiziario, diritti umani e dimensione intrnazionale

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2009

Obiettivo: Associazionismo giudiziario, diritti umani e dimensione intrnazionale 1. L’attenzione di Magistratura democratica alla dimensione internazionale
2. Associazionismo giudiziario e horizontalismo judicial italiano come punti di riferimento internazionale
3. Giurisdizione e politica: un rapporto conflittuale non solo italiano
4. Globalizzazione dei diritti versus globalizzazione economica.

L’espressione «responsabilità di proteggere» (responsibility to protect) fa la sua comparsa nel rapporto 30 settembre 2001 dell’International Commission on Intervention and State Sovereignty. Da allora essa costituisce la cornice politica entro cui si collocano le varie forme di ingerenza della Comunità internazionale o di singoli Stati nelle questioni interne di altri Paesi. Di più essa si trasforma gradualmente in una sorta di istituto giuridico diretto a inserire un vero e proprio «diritto di ingerenza» nel diritto internazionale. La teoria della «responsabilità di proteggere», come i più efficaci strumenti ideologici, è connessa da un lato alla presenza di problemi veri, dall’altro alla facile propaganda di soluzioni immaginarie. Per questo è compito del giurista analizzarne le sfaccettature e non perdere di vista la realtà.

Obiettivo. Presenza e attività dei magistrati italiani in sedi internazionali. Introduzione. Una presenza necessaria, una potenzialità non ancora sfruttata - Cosa ci fanno tanti magistrati italiani impegnati in faccende internazionali? Come mai la magistratura italiana non fa abbastanza nel panorama internazionale? Sono, queste, due domande apparentemente in contrasto tra loro, ma assolutamente legittime. La magistratura del nostro Paese, infatti, ha certamente un peso nelle iniziative internazionali, soprattutto europee, ma capitalizza assai poco rispetto alla qualità dell’impegno profuso. Ciò che dobbiamo chiederci non è se siano troppi i magistrati distratti dal lavoro negli uffici giudiziari per occuparsi di cose estere, ma quali sono i parametri cui ancorare la risposta a questa domanda.

1. La legge n. 321 del 1991 e l’assegnazione d’ufficio dei magistrati per la copertura delle sedi «vacanti»

2. Il trasferimento d’ufficio dei magistrati previsto dalla legge n. 133 del 1998 per la copertura delle sedi «disagiate»

3. Le novità introdotte dalla legge n. 181 del 2008: l’abolizione dell’assegnazione d’ufficio prevista dalla legge n. 321 del 1991 e la modifica dei criteri di identificazione delle sedi «disagiate»

4. (segue) I benefici per i magistrati e il trasferimento d’ufficio nelle sedi «a copertura immediata» / 5. (segue) Il problema della sua compatibilità con l’art. 107, comma 1, Costituzione

6. Considerazioni conclusive.