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Il saggio esamina la giurisprudenza in materia di licenziamento della persona con disabilità per superamento del comporto, affrontando specificamente la questione della conoscenza o conoscibilità, in capo al datore di lavoro, di tale condizione. In particolare, esso si concentra su un aspetto non ancora sviscerato dalla Corte di cassazione, che è quello della sorte del recesso intimato per superamento del comporto ordinario, a causa dell’ignoranza incolpevole del datore di lavoro. Sul punto, il saggio si propone di dimostrare come – alla luce delle categorie civilistiche della responsabilità contrattuale e dell’insegnamento della Corte costituzionale – in un caso siffatto il lavoratore abbia comunque diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, oltre al pagamento della penale delle cinque mensilità, che non sarebbe dovuta solamente in ipotesi di comportamento ostruzionistico del lavoratore medesimo.

Fausta Guarriello

Take Due Diligence Seriously: commento alla direttiva 2024/1760

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 183 / 2024

La direttiva europea sulla corporate sustainability due diligence pubblicata il 13 giugno 2024 segna un punto di svolta nella concezione della due diligence, che da comportamento volontario dell’impresa nel quadro della CSR assurge a obbligo legale applicabile a tutte le società europee ed extra-UE di grandi dimensioni sotto il profilo occupazionale e di fatturato. Anticipata da leggi nazionali che hanno imposto obblighi legali di vigilanza o di cura a società con sede legale nel proprio territorio, la direttiva estende a tutti i paesi dell’Unione tali obblighi, codificando il dovere legale di diligenza sui diritti umani, l’ambiente e i cambiamenti climatici per tutta la catena di attività dell’impresa e affermando il principio di responsabilità civile della società per violazione di obblighi di comportamento puntualmente definiti. Nonostante i numerosi compromessi che hanno segnato l’iter di approvazione, si tratta di un atto normativo di grande rilievo per la portata dei suoi dispositivi, finalizzati a far rispondere le grandi società per gli impatti negativi causati ai diritti umani e all’ambiente dalla loro attività economica, estesa all’intera catena del valore a livello globale. La trasposizione della direttiva imporrà anche agli Stati che hanno già una normativa in materia gli adattamenti necessari ad adeguarsi allo standard europeo.

Una questione di morte e di vita, è il diario che Irvin Yalom e sua moglie Marilyn, due an-ziani all’ultimo atto della vita, scrivono insieme, a quattro mani, capitolo dopo capitolo, pochi mesi prima della morte di lei, malata di mieloma. La testimonianza di un’unione che attraversa sessantacinque anni vita celebrata all’insegna della conoscenza reciproca e del rispetto, ognu-no, dell’individualità dell’altro, ingrediente insostituibile di unione interminabile.

Gabriele Scapellato

L’emozione condivisa. Narrazione e metafora nella terapia di coppia

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2024

Le coppie, come entità emotive complesse, richiedono un’esplorazione approfondita nell’ambito della terapia di coppia. Il terapeuta, attraverso un coinvolgimento emotivo attivo, facilita la comprensione reciproca e l’adattamento tra i partner. Narrazione e metafora si rivela-no strumenti essenziali per sondare i conflitti, facendo emergere aspetti soggettivi e intersog-gettivi. Questi strumenti consentono di comprendere le dinamiche intricate della relazione e supportano il superamento delle difficoltà comunicative iniziali, permettendo una ristruttura-zione delle modalità interattive della coppia.

L’autore propone una lettura del campo analitico nelle supervisioni di gruppo. L’ipotesi è che il campo si strutturi intorno a pattern relazionali che tendono a ripetere relazioni d’oggetto primarie, fantasmi originari, scene traumatiche, parti scisse che vengono messe in scena nel gruppo-équipe. Tale visione resta centrata sul soggetto, anche se in oscillazione con una scena primaria di gruppo, la cui comprensione richiede una integrazione tra modelli monopersonali e concezioni di campo transpersonali. Il soggetto e la sua storia funzionano da potenti attratto-ri, che mettono in risonanza immagini di pensiero disperse, da cui il soggetto emerge infine come una immagine olografica, policentrica e condivisa. Elemento centrale è la scena prima-ria, il cui fantasma funziona da organizzatore del campo, mentre i concetti di transfert topico e di oscenalità mostrano i movimenti dei fantasmi primari, nel gioco di interfaccia tra il soggetto e il gruppo.

Maria Grazia Chiavegatti

Liv: lo spegnimento delle risorse vitali in una relazione di coppia

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2024

Il presente lavoro prende avvio dal caso di una paziente che giunge in terapia in seguito ad un tentato suicidio. La grave depressione si istaura dopo la separazione dal marito e l’inizio di una guerra giudiziale che fa sentire la paziente in pericolo di perdere l’affidamento delle figlie ed il mantenimento. L’ipotesi sostenuta è che dei traumi precoci nel rapporto della paziente con la figura materna abbiano ostacolato la formazione di un Sé saldo, favorendo una fame di rispecchiamento (fusione) con un oggetto-Sé onnipotente e sadico che gradatamente svuota di vitalità il nucleo del Sé. La teoria polivagale di Porges permette di spiegare la passività della paziente ed il suo attestarsi su posizioni di difesa poco idonee ad affrontare la situazione con-tingente ed a porre le basi per un maggior benessere.

Giancarlo Di Luzio

Relazioni terminabili e interminabili: separazioni sospese e oggetti preziosi

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2024

Nel lavoro vengono descritti i casi di quattro pazienti, tuttora in analisi, in cui la rottura del-le relazioni affettive ha prodotto “separazioni sospese”. L’ipotesi avanzata è che il fenomeno della sospensione “sine fine” sia sostenuta da uno o piu` “oggetti interni” oppure “oggetti-Sé”, preziosi ed imperdibili in quanto idealizzati, così “preziosi” da non poter essere persi qualora l’evento separativo avvenisse. L’analisi ha rilevato che i soggetti dei casi avevano, nella fanta-sia inconscia, una perdurante esperienza relazionale con un “oggetto interno” idealizzato oppu-re con un “oggetto-Sé gemellare” all’interno di una coppia idealizzata “gemellare”.

Lucia Pancheri

L’incapacità di separarsi in un caso di stalking amoroso

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2024

Questo lavoro mette a fuoco il problema dell’incapacità a separarsi partendo da un caso di stalking di tipo romantico, culminato in un tentativo di suicidio. Alla base del comportamento della paziente vengono evidenziati alcuni elementi che, in vario grado, si ipotizza giochino un ruolo in tutti i casi in cui si verifica un’incapacità a separarsi: un’incapacità di elaborare il lutto, legata a perdite precedenti non elaborate, anche transgenerazionali; una grande fragilità del Sé, che acquisisce forza solo fondendosi con un oggetto idealizzato, legata alla storia evolutiva; una relazione di tipo narcisistico in cui il partner garantisce la coesione del Sé e, in particolare, la disorganizzazione dell’attaccamento. In questa condizione, la separazione può diventare im-possibile perché, in base al modello interno del “triangolo drammatico”, che caratterizza l’attaccamento disorganizzato, appena il soggetto cerca di separarsi dall’oggetto che lo fa sof-frire (divenuto persecutorio), questo assume il ruolo di “salvatore” a cui il soggetto non può rinunciare a causa della sua fragilità o il ruolo di povera “vittima”, che non si può abbandonare, ma subito dopo tutto ricomincia all’infinito.

L’autore ripropone il lavoro così come già pubblicato quindici anni fa, quando transitava dal lavoro di avvocato di famiglia a quello di psicoanalista. L’intento è quello di testimoniare un’esperienza di lavoro che mostri l’intima connessione tra il compito dell’avvocato nelle sepa-razioni e quella di chi si occupa degli aspetti psicologici e relazionali di queste difficili situazio-ni, evidenziandone aspetti di somiglianza e di differenza, di proficue cooperazioni ma anche di pericolose interferenze. A tal fine si sottolinea come sia importante comprendere la complessità del lavoro dell’avvocato di famiglia che si manifesta soprattutto a livello emotivo e che viene spesso sottovalutata. Il lavoro mette implicitamente in evidenza la necessità di una specifica formazione per chi, a diverso titolo, si occupa di questioni familiari conflittuali in cui il confine tra gli aspetti legali e quelli psichici è assai labile e difficile da tracciare.

Ondina Greco

Dare parole al dolore: il processo di simbolizzazione dell’assenza

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2024

In seguito alla morte di una persona significativa, quando il soggetto è chiamato a ricono-scere dolorosamente la perdita del legame con la persona assente, la terapia può creare uno spazio transizionale in cui è possibile facilitare il processo di trasformazione di tale legame, attraverso l’attivazione della capacità simbolica, che rende possibile conservare qualcosa di ciò che è stato perduto e orientarsi verso un nuovo e più soddisfacente adattamento futuro. Gli esempi clinici mostrano le diverse forme simboliche che il processo di simbolizzazione può creare.

L’articolo esplora la complessità delle separazioni e dei divorzi, evidenziando le differenze tra il distacco emotivo e il percorso legale che non sempre procedono e si risolvono in contem-poranea. Queste differenze fanno sì che le separazioni possano essere rapide o interminabili, a seconda della complessità delle questioni legali e emotive coinvolte. Al supporto legale è ne-cessario, quindi, affiancare anche una consulenza psicologica e una consulenza finanziaria per affrontare queste situazioni, ma spesso viene trascurato, rendendo il lavoro dell’avvocato fami-liarista più complesso in quanto sarà tenuto a portare avanti il proprio ruolo, senza trascurare le implicazioni psicologiche.

L’autore affronta le dinamiche che caratterizzano i rapporti in cui le persone sembrano uni-te in modo tale da vivere dei rapporti emotivamente “fusionali”, da rendere impossibile una separazione senza sentirsi mancanti di una parte di sé. Propone, secondo le linee teoriche di Loewald e di Mitchell, di considerare l’importanza nello sviluppo del funzionamento mentale dell’esperienza di “densità affettiva indifferenziata” con l’altro, precocemente iscritta nella men-te del soggetto, attraverso vere e proprie rappresentazioni pre-verbali e inconsce. Prospetta l’incontro con uno psicoanalista, come possibilità di entrare in contatto con questa “configura-zione relazionale” per dare uno spazio e un tempo in cui questo livello dell’interiorità del pa-ziente possa manifestarsi, prendendo forma di esperienza soggettiva e di sviluppo futuro.

Cristina Bonucci, Rosetta Castellano

Essere senza l’altro: processi terminabili e interminabili nella separazione della coppia

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2024

Sebbene, nella nostra società attuale, separazione e divorzio siano eventi comuni, come cli-nici ne osserviamo spesso gli effetti perniciosi sulla psiche dell’adulto. Questo lavoro pone l’attenzione su cosa possa accadere a una persona che abbia fatto del legame il senso della pro-pria esistenza, quando si senta costretta a riorganizzare la propria mente per accedere ad un funzionamento che comporti la visione della propria vita “senza l’altro”. Partendo dalle rifles-sioni di Freud su cosa possa considerarsi come terminabile e cosa intendersi come interminabi-le nel processo di conclusione dell’analisi, attraverso due brevi vignette cliniche, analizzeremo alcuni significati che la separazione può comportare quando non si è sufficientemente coesi, individuati, integrati come soggetti. Saranno considerati: gli aspetti interminabili dell’adattamento del soggetto all’esperienza della rottura del legame, aspetti che fanno capo all’inevitabile interminabilità dei processi attraverso i quali la mente si muove costantemente attorno a “schemi dell’essere con”, per confluire nella modalità di “schemi dell’essere senza l’altro”; l’attenzione ai processi terminabili, orientati alla riorganizzazione relazionale correlati a una ottimale coesione del Sé, alla capacità di “essere” persone “individuate” in grado di conce-pire la separazione, nonché in grado di contattare e stabilire una relazione con l’alterità. L’articolo considera l’ipotesi che la difficoltà, per molti individui in analisi, impegnati in un lavoro di “drastica revisione rappresentazione” sia data anche dallo stabilirsi di attaccamenti disorganizzati a seguito del trauma che può generarsi dalla minaccia della separazione. Infine, sarà posta attenzione sul valore del lavoro clinico e dei now moments affinchè il movimento sé-altro, con-senza, possa proseguire per tutta vita.

Alessandra Sannella

Human Mobile Population: Embracing the One Health Approach to Address Inequality

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 3 / 2024

The 21st century has seen a notable increase in human migration, influenced by historical, social, political, and economic factors, as well as more immediate issues such as international conflicts and the escalating impact of climate change. This latter factor is particularly concerning when examining human mobility and health. According to the Intergovernmental Panel on Climate Change (2023), it is projected that by 2050, over one billion people could be at risk from climate-related hazards. The consequences of this are especially relevant to the growing health disparities. The global migrant population has grown to 281 million over the last two decades. As individuals move across borders, their health status might be affected, highlighting the importance of recognising the interconnectedness of human, animal, and environmental health. The increased challenges posed by rising human mobility also expose populations to a heightened risk of zoonotic disease outbreaks.