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Il progetto OUTFIT, finanziato dal bando PRIN 2022 prevedono la realizzazione prototipale di una mappa acustica dinamica del rumore stradale in un digital twin (DT). Il DT integrerà i dati crowdsourced alla base della mappa dinamica con i risultati dei livelli di rumore e ulteriori elaborazioni, consentendo una visione aumentata della situazione corrente e potenzialmente di relative misure di mitigazione favorendo la visione dei decisori politici e la consapevolezza dei cittadini. Prestazioni acustiche di componenti edilizi sviluppati nel progetto iclimabuilt, un laboratorio per l’innovazione per materiali dell’involucro edilizioIl progetto iclimabuilt mira a formare un ecosistema aziendale interdisciplinare per supportare le piccole e medie imprese nello sviluppo di prodotti edilizi sostenibili innovativi e far fronte al continuo aumento della complessità tecnologica fornendo un punto di accesso unico per le infrastrutture e gli strumenti necessari per testare, convalidare e potenziare nuove soluzioni tecnologiche. Il consorzio unisce le capacità di diversi esperti, creando la connessione tra fornitori di tecnologia e utenti finali, sulla base della cooperazione all’interno di entità interdisciplinari per supportare lo sviluppo e il test di nuovi prodotti, soddisfare le esigenze dei clienti sulla base di una valutazione caso per caso delle barriere sottostanti di ciascuna tecnologia e infine incorporare il prossimo ciclo di innovazioni nei materiali dell’involucro edilizio e nei sistemi tecnici nei laboratori viventi.

Daniela Ponteggia

Lettera all’editore su “Riqualificazione acustica del Teatro 10 degli Studios di Cinecittà”

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 2 / 2024

Questa lettera all’editore contiene un commento all’articolo “Riqualificazione acustica del Teatro 10 degli studios di Cinecittà” comparso sulla RIA 48/1. L’autore della lettera esprime disaccordo rispetto al valore ottimale di riverberazione scelto dall’autrice per la progettazione di un teatro di posa ed indica riferimenti bibliografici a sostegno della propria posizione.

Raffaele Dragonetti, Elio Di Giulio, Marialuisa Napolitano, Rosario Romano, Francesco Pompoli

Viaggio nei Laboratori di Acustica: Università di Napoli Federico II

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 2 / 2024

In questo articolo viene presentato il Laboratorio di Acustica dell’Università Federico II di Napoli, descrivendone la storia, le strutture, la strumentazione, le attività di ricerca e trasferimento tecnologico e le principali collaborazioni.

Cesare Di Feliciantonio

Austerità, HIV e salute sessuale: l’esperienza vissuta di utenti e prestatori di servizi in Inghilterra

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2024

Sulla base dei recenti contributi della geografia economica femminista sulla dimensione personale e quotidiana dell’austerità, l’articolo esplora un ambito della realtà sociale finora rimasto inesplorato all’interno della ricerca geografica sugli effetti dell’austerità: la salute sessuale. L’articolo si focalizza sugli effetti delle politiche di austerità e delle razionalità che le sottintendono sull’esperienza vissuta dei servizi di salute sessuale da parte degli utenti gay, bisessuali e trans (GBT) che vivono con HIV in Inghilterra, dimostrando come i discorsi che accompagnano le politiche di austerità vengono incorporati e riprodotti nelle proprie narrative personali dai soggetti che ‘vivono’ questi servizi (in quanto prestatori o utenti).

Michele Ravaioli

Assetti fondiari e domini collettivi: il pluralismo giuridico in Italia

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2024

Il presente contributo approfondisce il fenomeno degli assetti fondiari collettivi in Italia, attraverso una prospettiva inserita nel quadro della geografia giuridica. In particolare, la presenza di comunità montane che nel corso dei secoli hanno prodotto un proprio ordinamento giuridico, coesistente con quello statuale e composto da fondazioni socio-antropologiche, pratiche e consuetudini antiche ispirate ad un modello di società comunitaristico e reicentrico, evidenzia il carattere giuridicamente pluralistico dello spazio sociopolitico italiano. Pertanto, l’analisi mette in dialogo le peculiarità empiriche di tali istituzioni collettive con il concetto di pluralismo giuridico, nel tentativo di valutarne le positività sociali, ambientali ed etiche.

Marco Tononi, Sara Bonati

La sostenibilità culturale urbana. Una mappatura partecipata della città di Brescia

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2024

Il contributo affronta la tematica della cultura in ambito urbano e come essa entra in gioco nella costruzione della sostenibilità. Per prima cosa considera, dal punto di vista teorico, come la cultura e la sostenibilità culturale siano state calate nelle politiche urbane, valutandone i possibili sviluppi. Le politiche culturali e la valorizzazione delle risorse di una città in ottica sostenibile possono trarre beneficio da un approccio attento alla comunità e al contesto geografico locale, che contribuisca a migliorare la distribuzione delle azioni sul territorio e il coinvolgimento della cittadinanza. Per questo è utilizzato lo strumento della mappatura culturale partecipata come metodo di indagine delle culture urbane. In tale cornice teorico-metodologica si inserisce il progetto ‘Mappiamo le culture’ che ha prodotto una cartografia partecipata dei luoghi e dei protagonisti del cambiamento culturale in atto nella città di Brescia.

La definitiva approvazione della Nature Restoration Law (NRL, giugno 2024) da parte del Consiglio d’Europa e la conseguente necessità di definire specifici piani nazionali aprono nuove prospettive per la ricerca – anche geografica – applicata. In questa sede si affronta tale argomento dal punto di vista della geografia storica. Il contributo illustra alcuni dei punti chiave della NRL e li discute secondo l’attuale dibattito geostorico. Infine, si auspica lo sviluppo di alcune direttrici di ricerca atte a contribuire all’implementazione della NRL, ovvero studi empirici a scala locale sulla geografia storica degli animali, sugli Historical GIS e sull’ecologia storica dei paesaggi individuali.

Silvia Aru, Francesca Governa, Margherita Grazioli, Michele Lancione, Sandro Mazzetta

Un forum su For a liberatory politics of home di Michele Lancione (2023)

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2024

Il volume di Michele Lancione, For a liberatory politics of home (Duke University Press, 2023), è stato presentato in diverse occasioni all’estero e recensito in riviste internazionali (Rose, 2024). Il Politecnico di Torino, il 5 aprile 2024, ha ospitato la prima presentazione in italiano dell’opera, coordinata da Silvia Aru e animata (nell’ordine) da Francesca Governa, Margherita Grazioli, Sandro Mezzadra e – raccolti gli stimoli dei convenuti – dallo stesso autore.In For a liberatory politics of home, Michele Lancione propone un nuovo approccio al tema della casa [home] e della sua ‘mancanza’ [home-lessness] che presuppone, concettualmente, un doppio movimento. Da un lato, una critica ai modelli più diffusi, epistemici e materiali, su cui ruota la ‘questione casa’. Dall’altro, una tensione [il For non è casuale] verso una visione trasformativa della concettualizzazione imperante e delle pratiche ad essa associate.Il tema è di stretta attualità, l’approccio teorico e metodologico di sicuro interesse.Per questo, come Redazione della Rivista geografica italiana, abbiamo proposto ai relatori e alle relatrici dell’incontro di dare forma scritta alle loro riflessioni sull’opera. Da questo nostro desiderio e dalla loro risposta positiva nasce questo Forum, la cui struttura è speculare a quella dell’incontro torinese del 5 aprile.Silvia Aru presenta in maniera ragionata i temi principali e la struttura del lavoro. Francesca Governa, Margherita Grazioli e Sandro Mezzadra riflettono – attraverso prospettive differenti e complementari – sui principali nodi concettuali del libro, mentre il saggio conclusivo dell’autore approfondisce e contestualizza ulteriormente alcuni passaggi, rilanciando il dibattito attraverso le pagine di questa rivista. La Redazione

Redazione RGI

Informazione bibliografica

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2024

Niccolò Cuppini, Metropoli Planetaria 4.0 ßeta Testing. Genealogie urbane tra infrastrutture e conflitti (Alberto Vanolo) – Giada Bonu Rosenkranz, Federica Castelli, Serena Olcuire, Bruci la città. Generi, transfemminismi e spazio urbano (Francesca Acetino) – Carolina Kobelinsky, Filippo Furri, Relier les rives. Sur les traces des morts en Méditerranée (Cristina Del Biaggio) – Andréa Doré, Junia Ferreira Furtado (Orgs.), Historia do Brasil em 25 mapas (Teresa Isenburg) – Giovanni Sistu, Elisabetta Strazzera (a cura di), Limiti invalicabili? L’impatto della presenza militare in Sardegna (Daniele Paragano) – Christian Genetelli, Ilaria Cesaroni, Gioele Marozzi (a cura di), Atti del XV Convegno internazionale di studi leopardiani. Leopardi e il paesaggio (Recanati, 27-30 ottobre 2021) (Lorenzo Bagnoli)

Ignazio Veca

La storia e i cortocircuiti tra presente e passato

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 306 / 2024

Il film di Marco Bellocchio tratta di un episodio della storia, italiana e non solo, che viene riproposto a un pubblico le cui reazioni eccedono l’evento rievocato. E tuttavia, chi della storia di Edgardo Mortara non sapesse nulla, di fronte a “Rapito” se ne fa un’idea che, per esplicita affermazione del regista, non vuole interrogare la storia fattuale. Il contributo mira a evidenziare i cortocircuiti con cui il caso Mortara viene dibattuto in quanto specchio della memoria, ed entro cui “Rapito” si colloca e con cui dialoga. D’altra parte, il caso Mortara fu fin dalla sua deflagrazione un affaire, uno di quegli eventi mediatici che la storiografia ha imparato da tempo a mettere a distanza e ad analizzare. Non è dunque su quell’evento in sé che “Rapito” sollecita una riflessione, ma del modo in cui viene metabolizzato nel tempo presente.

Chiara Tognolotti

Parole, corpi, sogni

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 306 / 2024

Il testo osserva il film di Marco Bellocchio “Rapito” mettendone in luce le componenti portanti — parole, corpi, sogni — e rintracciandone le occorrenze all’interno delle opere del regista. Si delinea così il contorno di un lavoro complesso che riprende e rielabora il tema costante del corpus bellocchiano: il contrasto tra la libertà dell’individuo e la presenza oppressiva dell’autorità, sia essa politica, religiosa, familiare.

Carlotta Ferrara degli Uberti

Introduzione

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 306 / 2024

Attraverso lo spoglio delle principali riviste del Pci (“il Contemporaneo”, “Rinascita”, “Vie Nuove”) e la consultazione di alcune fonti d’archivio, l’articolo ricostruisce le pratiche discorsive dei comunisti italiani intorno al tema del cinematografo tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Sessanta, ovvero nel periodo compreso fra le due principali leggi di regolamentazione del settore. Decostruendo l’immagine storiografica di un partito incapace di leggere le trasformazioni indotte dall’ondata di modernizzazione neocapitalistica, l’articolo dimostra come il cinema abbia permesso al Pci di Togliatti di mettere in campo un coerente e articolato piano di radicamento nelle infrastrutture culturali ed economiche del Paese negli anni della Guerra fredda.

L’articolo intende ricostruire come nacque e prese forma il “Dizionario mussoliniano”, un prontuario pubblicato da Hoepli nel 1939 e introdotto dai giornalisti fascisti Giorgio Pini e Bruno Biancini. Attraverso gli scambi epistolari intercorsi tra la casa editrice e i due curatori viene ripercorsa la genesi del progetto editoriale sulle parole di Benito Mussolini, mettendo a fuoco gli intenti e i criteri adottati per redigere il volume. Successivamente l’indagine si concentra sui lemmi contenuti nel “Dizionario mussoliniano”, un approfondimento finalizzato a mostrare la natura ibrida del prontuario, che mescolava elementi originali con la ripresa di modelli precedenti: la stessa uscita del libro provoca le prime controversie sul carattere inedito del “Dizionario mussoliniano”. Per spiegare lo sviluppo e l’affermazione del lessico mussoliniano è stata poi svolta un’indagine sull’impiego delle parole del duce all’interno della stampa e degli istituti scolastici. L’autore sostiene che il “Dizionario mussoliniano” fissasse un codice culturale che perdurò anche dopo la caduta del regime.

Pressoché completamente scomparso dal dibattito politico nazionale e ignorato dagli organi d’informazione, nel secondo dopoguerra il caporalato si diffuse più di quanto non fosse già presente, specialmente nel Mezzogiorno, sulla scia delle trasformazioni strutturali derivanti dall’intervento straordinario e dai relativi contraccolpi sul mercato del lavoro. Sulla base di documentazione archivistica di diversa provenienza, oltre che di fonti a stampa, il saggio indaga la reazione all’espansione di questa forma peculiare di illecita intermediazione in ambito lavorativo (prevalentemente, ma non solo, agricolo) nel Salernitano, con particolare riferimento ad attori politici e sindacali come Giuseppe Amarante e Abdon Alinovi, partendo dall’idea che la provincia di Salerno possa essere considerata come un laboratorio di anti-caporalato, nel quale furono sviscerati problemi e anticipate proposte d’intervento, su cui si sarebbe sviluppato, successivamente, il dibattito sia in altri contesti meridionali, sia a livello nazionale, in Parlamento.

Attraverso la consultazione di fonti primarie, fonti a stampa e documenti istituzionali, l’articolo considera l’evoluzione dell’attenzione pubblica in merito alle relazioni tra il fenomeno del caporalato e l’ingresso di manodopera straniera nelle campagne dell’Italia meridionale tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Novanta. Citando ricerche scientifiche, articoli della stampa quotidiana e periodica, atti parlamentari, l’autore ricostruisce l’elaborazione del rapporto tra sfruttamento del lavoro agricolo e immigrazione in particolari contesti del Mezzogiorno e nel mondo sindacale e istituzionale.

Il caporalato è una pratica storicamente radicata nei principali contesti produttivi agricoli del Paese. I caporali hanno avuto un ruolo funzionale alla nascita di un mercato del lavoro agricolo, ma dinamiche di intermediazione illecita o illegale di manodopera connesse a pesanti forme di sfruttamento si ravvisano anche nella storia della cantieristica navale, dell’edilizia e del lavoro in miniera. Il presente saggio intende fornire, per mezzo di fonti documentarie e ricorrendo alla stampa dell’epoca, una prima ricostruzione diacronica e organica dell’evoluzione del fenomeno dell’intermediazione di manodopera dall’immediato dopoguerra agli anni Ottanta. Si tratta di un periodo nel corso del quale le profonde trasformazioni intercorse negli assetti economici e sociali del Paese hanno ridisegnato la geografia del caporalato, modificato le modalità operative e relazionali dei caporali e visto la definitiva apertura di importanti spazi di intermediazione di manodopera in ambito non agricolo.

Luca Castagna, Giovanni Ferrarese

Introduzione

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 306 / 2024