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Ada Cigala, Arianna Mori

Le competenze emotive in bambini con storia di maltrattamento: cosa ci dice la ricerca?

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2012

I bambini piccoli trascurati possono essere a rischio di deficit nella competenza emotiva. Bambini con storie di trascuratezza o che non avevano subito alcun tipo di maltrattamento sono stati inizialmente visti a 4 anni e ad un anno di distanza per valutare la loro competenza emotiva. Un più alto QI è risultato essere associato con una migliore competenza emotiva, ma i bambini trascurati riportavano costantemente una peggiore competenza emotiva rispetto ai bambini non trascurati, avendo tenuto controllato l’effetto del QI. Poiché sia la trascuratezza sia il QI possono contribuire a deficit nella competenza emotiva, entrambi devono essere esaminati quando si valutano questi bambini per poter progettare e applicare in modo appropriato interventi per la competenza emotiva.

Viviana Vinci

Le competenze imprenditoriali degli insegnanti: sfide per la formazione

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2020

L’imprenditorialità è una competenza chiave nell’ambito del quadro europeo considerata un potente volano della crescita economica, dell’innovazione e dell’emancipazione sociale. Il contributo presenta le risultanze di un’indagine esplorativa, condotta all’interno del Corso di sviluppo professionale DidaSco La progettazione europea nella scuola dell’autonomia (2019/2020). L’indagine, condotta attraverso la somministrazione di un questionario elaborato secondo l’European Entrepreneurship Competence Framework EntreComp (Bacigalupo et al., 2016), mira a comprendere le rappresentazioni degli insegnanti sulle competenze imprenditoriali del docente e sulle variabili che agevolano lo sviluppo dell’imprenditorialità a scuola, oltre che a individuare i bisogni di formazione percepiti dai docenti. I risultati mostrano l’importanza di costruire ecosistemi multidimensionali di apprendimento. Si avverte inoltre la necessità di valorizzare il ruolo del Dirigente scolastico nel supportare l’educazione imprenditoriale come processo di sviluppo dell’intero contesto scolastico.

Cesare Bentivogli, Mario Catani

Le competenze invisibili.

Formare le competenze che tutti cercano

Il volume affronta il tema delle competenze “che tutti cercano ma nessuno vede”, le cosiddette “soft skills”, life skills o competenze trasversali. Tutte quelle competenze non specialistiche che si manifestano in numerosi tipi di attività lavorative e in situazioni operative tra loro diverse.

cod. 488.41

Miguel Angoitia Grijalba

Le competenze locali in Spagna

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 5 / 2004

Spain has become one of the most decentralised countries among developed countries since 1978. Nevertheless, local governments have been kept out of this decentralization process. The aim of this article is to explain the current framework of local expenditure from the point of view of the principle of local autonomy, sacred by the Spanish Constitution. Local expenditure budgets will be analysed, finding out two characteristics of local expenditure: concentration and diversity, both from geographical and size terms, and identifying some possible reasons for these facts. Finally, the article introduces the Local Pact for Spain, its fundamentals and goals, and the main problems that a second decentralization from regional governments to local authorities may face.

Mario Testa

Le competenze manageriali nei sistemi complessi

Verso un apprendimento sostenibile

L’apprendimento organizzativo e lo sviluppo di competenze manageriali sono fattori di successo imprescindibili nell’attuale realtà competitiva, caratterizzata da profonda incertezza delle dinamiche economiche, sociali e tecnologiche. Occorre quindi un ripensamento radicale del processo di trasferimento di conoscenze e abilità, che garantisca il passaggio dal principio democratico di una formazione per tutti a quello ancor più democratico di un apprendimento secondo i propri schemi, tempi, interessi e strumenti. La maggiore consapevolezza di ognuno circa gli specifici bisogni formativi da colmare permette così la coprogettazione di percorsi sostenibili di apprendimento.

cod. 365.1308

Il presente saggio esplora il tema delle competenze caratteriali e personali, mettendo in evidenza il loro ruolo cruciale in vari ambiti, inclusi l’economia, la psicologia, l’educazione e l’etica. Le competenze caratteriali, come l’intelligenza emotiva, l’autocontrollo e la resilienza, sono sempre più riconosciute come determinanti per il successo sia a livello personale che professionale. La ricerca di autori come Heckman, Kautz, Becker, Sen, Nussbaum, Goleman, Pellerey, Zamagni, Totaro ha mostrato che queste competenze sono essenziali per l’adattamento ai cambiamenti economici e tecnologici e per la costruzione di una società più giusta e prospera. Questo lavoro esamina i contributi di diverse discipline per arrivare a una sintesi che evidenzia l’importanza delle competenze non cognitive nel contesto contemporaneo, dove l’automazione e la digitalizzazione sono diventati temi centrali. Inoltre, si sottolinea come la formazione di queste competenze fin dai primi anni di vita sia fondamentale per una crescita equilibrata e per affrontare le sfide future.

Il volume affronta il tema delle competenze professionali delle educatrici e degli educatori, un tema che pone un problema epistemologico centrale dell’educazione e richiede un ripensamento del rapporto tra teoria e pratica per ridefinire e qualificare l’expertise professionale.

cod. 1108.1.46

Rosa Rosnati, Sonia Ranieri, Chiara Righetti

Le competenze scolastiche e relazionali nei bambini adottati di diversa etnia: le percezioni di genitori e insegnanti a confronto

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2009

Nel presente lavoro, assumendo un approccio multiprospettico che prende in considerazione il punto di vista di più informant, sono state messe a confronto le percezioni di 90 coppie di genitori adottivi e di 90 insegnanti (per un totale di 269 soggetti) relativamente alle competenze scolastiche e relazionali dei bambini adottati di diversa etnia che attualmente frequentano la scuola elementare. I dati sono stati raccolti tramite un questionario redatto in tre versioni (madre, padre e insegnante). I risultati evidenziano differenze significative tra le percezioni di genitori e insegnanti: padri e madri percepiscono nei figli maggiori competenze scolastiche e relazionali rispetto ai docenti. Tale discrepanza risulta indipendente dalla variabile Genere del bambino che non discrimina tra le valutazioni dei tre informant. L’Età all’adozione e il Paese d’origine, al contrario, sembrano incidere in modo significativo su alcune specifiche competenze scolastiche, ma non sulle competenze relazionali. In particolare sono i bambini adottati tra i 3 e i 5 anni a presentare maggiori difficoltà scolastiche. I risultati evidenziano inoltre come madri e padri abbiano percezioni tra loro omogenee rispetto alla valutazione delle competenze scolastiche e relazionali dei figli, mentre emergono discrepanze significative tra le valutazioni dei genitori e quelle degli insegnanti.

Gli effetti della pandemia sui sistemi di relazione sociale e sul benessere emoti-vo degli individui hanno dato particolare rilevanza alle competenze socioemotive (CSE), riconosciute come componente chiave per il consolidamento di contesti in-clusivi e resilienti. In questo quadro, negli ultimi due anni, l’INAPP ha implementato attività di valutazione delle CSE e di accompagnamento ad azioni orientate al loro consolidamento in contesti e biografie caratterizzate da alti livelli di vulnerabi-lità.

Understanding and knowing how to act the space of the relation constitutes an area of particular importance in the professions focused on care, but in many working environments, the relation is considered as something "normal" and it requires an interpretation only in problematical situations. This work want to investigate the emotional intelligence of 208 nurses to evaluate the role of the relational component in the working practice and to explore the representation related to their formative experience. Results show that interpersonal and intrapersonal dimensions are under significant indicating a release from their working environment and a gap between formation and work, the first focusing on the study and on the commitment and the second on the practice.

Elisa Martinelli, Donata Tania Vergura

Le componenti della fedeltà all’insegna nel retail grocery: un modello multidimensionale

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 2 / 2015

L’articolo propone un modello multidimensionale di fedeltà all’insegna di retail grocery in cui le sue componenti - cognitiva, affettiva, conativa e comportamentale - sono legate in sequenza causale. Al contempo, l’atteggiamento verso l’insegna è fattore che agisce in via diretta, oltre che mediata, sulla fedeltà comportamentale. Il contributo chiarisce pertanto la concettualizzazione del costrutto di customer loyalty analizzando il ruolo delle sue componenti e le relazioni tra le stesse. Il modello è testato applicando la tecnica SEM ai dati raccolti somministrando un questionario strutturato ad un ampio campione di acquirenti in-store. I risultati suffragano la bontà del modello ed offrono spunti di riflessione sul piano delle implicazioni teoriche e manageriali di marketing.

Alfredo Cartone, Paolo Postiglione

Le componenti principali pesate geograficamente per la definizione di indicatori compositi locali

RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO

Fascicolo: 1 / 2016

Il presente lavoro analizza il problema della costruzione degli indicatori compositi a livello locale. Gli indicatori rappresentano sempre più un valido strumento di ausilio per la definizione di interventi adeguati di policy che siano basati su un’effettiva analisi della realtà. Un indicatore composito misura concetti multidimensionali che sono difficili da comprendere attraverso l’analisi di una molteplicità di indicatori semplici. Il problema della sintesi degli indicatori semplici è un argomento spesso dibattuto nella letteratura specialistica. La tecnica statistica dell’analisi in componenti principali è uno strumento frequentemente utilizzato per risolvere tale problema. In generale, quando l’unità statistica di osservazione è geo-riferita, la versione classica dell’analisi in componenti principali risulta non adeguata per la sintesi di indicatori semplici. Infatti, usando l’analisi in componenti principali standard, vengono trascurati alcuni effetti spaziali che caratterizzano in modo cruciale le unità che si distribuiscono sul territorio. In particolare, possono essere considerati gli effetti di eterogeneità e dipendenza spaziale. In questo articolo, gli autori applicano una tecnica di analisi in componenti principali pesata geograficamente che è stata introdotta recentemente in letteratura. Tale tecnica tiene in debita considerazione l’effetto di eterogeneità spaziale. La metodologia è utilizzata al fine della definizione di indicatori compositi di benessere a livello locale. In particolare, il caso di studio riguarda le 110 province italiane per l’anno 2011. I risultati evidenziano come l’eterogeneità spaziale non possa essere ignorata quando si analizzano dati rilevati su unità territoriali, e pertanto, l’utilizzo del¬l’analisi in componenti principali modificata spazialmente risulta più adeguata per lo studio del fenomeno sotto investigazione.