RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 104906 titoli

L’articolo seguente indaga la pedagogia nella sua dimensione scientifica, ponendo in relazione dialettica gli aspetti metodologici ed etici del processo formativo, analizzando l’evoluzione degli approcci empirici e la fondazione epistemologica del “fenomeno educativo”. Il focus si sposta sulle implicazioni per la pedagogia sperimentale nel contesto della “Società 5.0”, paradigma basato sulla convergenza tra innovazione tecnologica, equità sociale ed ecologia integrale. Di fronte a una ricerca educativa sempre più plasmata dalla trasformazione digitale, si sottolinea l’urgenza di coniugare rigorosità metodologica con sensibilità assiologica, favorendo modelli formativi attenti alla multidimensionalità umana. La proposta teorica delinea una pedagogia che supera la mera applicazione di protocolli didattici, affermandosi come sapere riflessivo in grado di interpretare criticamente le dinamiche socioeducative contemporanee, senza ridurre la complessità dell’agire formativo.

Valentina Pastorelli

Intelligenza Artificiale Generativa (IAG). La nuova frontiera dell'istruzione o un dilemma etico?

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2024

Questo articolo esplora l’impatto dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IAG) nell’ambito educativo, analizzando le opportunità e i rischi associati alla sua integrazione in scuole e università. Nella prima parte, vengono delineate le applicazioni pratiche dell’IAG, evidenziando come possa personalizzare l’apprendimento e supportare la creatività degli studenti. Successivamente, si approfondiscono le implicazioni etiche, come la dipendenza tecnologica, la riduzione dell’autonomia degli studenti, il rischio di bias negli algoritmi e le sfide legate alla privacy dei dati. Il lavoro prosegue proponendo raccomandazioni per un’implementazione responsabile e sostenibile dell’IAG nell’educazione, sottolineando l’importanza di una regolamentazione attenta e della collaborazione tra sviluppatori, educatori e policymakers. Infine, si discutono le prospettive future per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie IAG più trasparenti ed eque. L’articolo conclude con una riflessione sulla necessità di un approccio bilanciato, in grado di sfruttare le potenzialità dell’IAG senza compromettere l’integrità e l’equità del sistema educativo.

Valentina Pacetti, Angelo Pichierri

Precedenti e strumenti: per un’analisi sistemica delle reti inter-organizzative

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2022

Il tema delle reti ha occupato uno spazio crescente nella ricerca e nell’analisi organizzativa. Tuttavia, la strumentazione a disposizione degli scienziati sociali non è definita né univoca. L’articolo vuole riportare all’attenzione del lettore le po-tenzialità esplicative di alcuni approcci classici, mettendone a fuoco gli strumenti analitici, in particolare quelli prodotti nell’ambito della teoria generale dei sistemi e dell’analisi sistemica delle organizzazioni. L’articolo propone un breve excursus di quelli che possono essere (e vengono in genere) considerati come precedenti dell’analisi di rete in una prospettiva preva-lentemente sociologica: dall’economia dei costi di transazione al neoistituzionali-smo organizzativo, dall’ecologia delle popolazioni organizzative all’organization-set. Un’attenzione particolare viene dedicata alla prospettiva sistemica, molto dif-fusa nell’analisi organizzativa a partire dai primi anni Sessanta ma sorprendente-mente abbandonata proprio mentre le reti organizzative conquistavano la scena. Proprio all’interno della prospettiva sistemica vengono messi a punto alcuni strumenti di analisi (la discussione su obiettivi e confini del sistema, il loose cou-pling, il relè organizzativo), tradizionalmente utilizzati per descrivere e spiegare or-ganizzazioni compatte, che ci sembrano estremamente efficaci per l’analisi di rete. L’articolo mira a mostrare l’efficacia di tali strumenti per la comprensione del funzionamento delle reti di organizzazioni.

Il caso Fiat Mirafiori. Ricostruire il radicamento: il global player e le istituzioni locali - During the last 20 years, the automotive sector went through a number of important technological and organizational changes. Around 2000 Fiat falls in a deep crisis, whose roots can be found most of all in the lack of strategic anticipation: its top management was unable to anticipate the change, and its vision of company’s and market’s evolution was completely inadequate. A different interpretation of strategic anticipation can be proposed if we take into account local actors and local government: strategic anticipation can be recognised here in a quite shared vision of local system’s future (position of the region in interna- tional competition, more or less decisive deep presence of automotive vs. "new" sectors, of industrial vs. service occupation ecc.). The most innovative feature of Fiat Auto restructuring is probably the intervention of local public actors (especially the regional and urban governments), in the form of the purchase of Mirafiori’s unused areas and in the following constitution of an agency for their management. Even if this intervention was certainly not decisive for the rescue of Fiat, it certainly had a very strong influence in the rescue of Mirafiori plant whose further contraction was at the time very probable because it guaranteed the installation of a new production line in Turin.

Il caso clinico presentato è quello di Viola, una bambina di 7 anni con difficoltà comportamentali. Sebbene le manifestazioni non siano severe, non soddisfano, infatti, la diagnosi di disturbo oppositivo-provocatorio, interferiscono sul clima familiare e compromettono il funzionamento scolastico. Vi è un secondo aspetto, inizialmente non esplicitato dai genitori in chiave patologica, che riguarda l’enuresi notturna; tale problematica limita le possibilità di esplorazione del mondo extra-familiare ed è proprio quando emerge la possibilità di fare esperienze con i coetanei, che diventa necessario inserirla tra gli obiettivi terapeutici. In ottica cognitivo-evolutiva e costruttivista, in fase di valutazione è prioritario comprendere il significato interno del sintomo e svelarne la funzione relazionale. Nel caso di Viola è emerso come i comportamenti provocatori fossero il tentativo di controllare in maniera coercitiva gli adulti di riferimento e l’enuresi può essere visto come il sintomo per assicurarsi la prossimità del genitore. Il lavoro clinico è stato favorito da un’ottima collaborazione da parte della coppia genitoriale e buona parte della terapia si è focalizzata su di loro. Grazie alla ricostruzione degli ABC comportamentali in seduta e alla graduale aggiunta di sfumature cognitive ed emotive, i genitori hanno potuto cogliere la funzione relazionale del sintomo e avvicinarsi al mondo emotivo della figlia. L’intervento con la bambina, svolto in parallelo, è stato indirizzato ad una migliore gestione delle proprie emozioni e un lavoro di mentalizzazione in terza persona, finalizzato ad una crescente consapevolezza degli stati mentali altrui.

Valentina Orioli, Andrea Ugolini, Chiara Mariotti

Patrimonio mondiale UNESCO: brandizzazione o cultura della gestione? Lo scenario dei siti emiliano-romagnoli

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 133 / 2022

Con particolare riferimento alle città emiliano-romagnole già sito UNESCO, il presente contributo indaga cosa significhi essere "patrimonio dell’umanità" e verifica le opportunità che quell’etichetta può innescare in termini di relazione fra politiche ordinarie, di pianificazione e tutela, e strumenti specifici della gestione UNESCO, nonché di moltiplicazione di benefici dal sito tutelato al tessuto urbano storico.

L’équipe può funzionare come un gruppo clinico "fondativo", dentro cui circolano idee, valutazioni e riflessioni, per poter giungere alla formulazione di un pensiero condiviso, metabolizzato e comprensibile anche dal paziente. La diagnosi è una costruzione e un dialogo, che deve includere tutte le parti e proseguire seguendo gli sviluppi dell’altro. Nel Test dell’Albero c’è la persona del paziente, le sue radici e i suoi frutti, nei percorsi della genia sindromica. Questi disegni sono una delle parti del modello di Consulenza Genetica Integrata (CGI) ideato dell’équipe multidisciplinare formata da neurologi, biologi, genetisti, che operano con psichiatri e psicologi, presso il Servizio di diagnosi e cura dell’IRCCS "Carlo Besta" di Milano. L’esperienza del modello della CGI è un esemplare modello di lavoro, espressione della potenza del gruppo di lavoro generato dall’équipe e dei gruppi che abitano il paziente e la stanza dei clinici. Lo strumento del gruppo di consultazione svolge la funzione di contenitore dinamico plurale vivente delle angosce di impotenza e di inutilità che le malattie genetiche suscitano nei curanti, che non possiedono cure efficaci. Il lavoro messo a punto da quest’équipe mostra come l’approccio gruppale consenta di evitare il burn out degli specialisti, ma anche di lavorare con maggior profondità, spessore scientifico e umano.

Valentina Mucciarelli, Claudio Melacarne, Paolo Raviolo

Social Network e apprendimenti informali nei contesti scolastici

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2013

We present here the structure and some outcomes from the Sonna project (Social Network e Nuovi Apprendimenti). The project is designed to study the impact of on-line social media (S.M.) environment on learning processes of young and adult, in schools and professional environments. The research first phase is focused on the use of S.M. in everiday life and some promising models to understand their impact on learning. In the second phase field experimentation are conducted in schools and professional environments througout an on-line research platform designed and developed specifically for this research. The last part of the research will be focused on the analisys of qualitative and quantitative data to validate the hypotesys and models defined in the beghinning.

Valentina Mucciarelli

Gestione "critica" del conflitto organizzativo e costruzione del sapere condiviso

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2012

This article is about a research which aims to understand the ‘conflict practices’ in organizational and professional contexts. The analysis is focused on the processes of construction of meaning and the professional situated actions involved in the experiences with high uncertainty and dialectical setting. The research hypothesis is that conflicts can be considered as good experiences to learn by practice or by others colleagues. The research was conducted into an Italian University of the center of Italy studying some topic moments of the university life: informal group, department meeting, formal assembly. Through Engestrom, Schön and Mezirow’s theories the research underline how a conflicting experience can deveop the learning process.

Valentina Moro, Renato Avesani, Giulia Cristofoli, Federica Pezzini, Simone Pernigo

La rappresentazione corporea dopo grave danno cerebrale

DiPAV - QUADERNI

Fascicolo: 26 / 2009

Molti interrogativi sull’esistenza di strutture cerebrali implicate nella percezione e organizzazione dello schema corporeo nascono già nel diciannovesimo secolo dall’osservazione clinica di pazienti affetti da "turbe" dell’immagine corporea. Dalle prime descrizioni di Gerstmann, Pick, Babisnski e altri, molti studi successivi hanno aggiunto informazioni e hanno chiarito aspetti fondamentali di sindromi quali l’autotopoagnosia, la sindrome del giro angolare, l’anosognosia o la somatoparafrenia. Questo studio mira a verificare se gli strumenti neuropsicologici utilizzati in queste sindromi possono essere efficacemente applicati ai pazienti dopo un periodo di coma.

Valentina Moro

La dis-abilità: tra eccessi e deficit

DiPAV - QUADERNI

Fascicolo: 22 / 2008

La dis-abilità: tra eccessi e deficitThe development of exceptional and unexpected cognitive skills is a very interesting issue for neuroscience and neuropsychological research. The phenomenon is known in the idiots savants but can involve other syndromes like dementia. The article reviews the scientific literature about the unexpected talents and the findings about the possible paradoxical effects of nervous system changes. Moreover a change in the idea of disability is suggested. In fact, these clinical reports show that disability can be not only a problem of deficits, but the result of a discrepancy between impairments and unexpected skills.

Valentina Moretti, Gian Maria Galeazzi

La colonizzazione del rischio. Note sulla pratica della valutazione e gestione del rischio di violenza in psichiatria

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2015

Negli ultimi decenni il tema della valutazione e gestione del rischio di violenza da parte di persone con disturbi mentali ha acquisito notevole rilevanza. Sempre più gli operatori vengono investiti del compito di valutare e contenere tale rischio, secondo quello che appare un vero e proprio processo di "colonizzazione del rischio". In questo contesto, sono comparsi molti strumenti strutturati di valutazione, che dovrebbero consentire di porre giudizi predittivi in maniera affidabile e sufficientemente precisa su cui basare decisioni complesse come, per esempio, il mantenimento o meno di misure di sicurezza. Gli autori argomentano le loro perplessità, anche di ordine etico, rispetto a questa pratica, soffermandosi sull’insufficiente potere predittivo positivo e altri limiti tecnici di tali strumenti, e più in generale, sul modello di psichiatria e del tipo di rapporto operatori-paziente che spesso si accompagna all’entusiasmo per la loro adozione. Auspicano inoltre venga sempre più adottato e difeso un modello di presa di rischio terapeutico, attraverso cui, nella relazione équipe curante-utente, coinvolgendo altre agenzie e stakeholder se appropriato, si favorisce il perseguimento di obiettivi condivisi mettendo a disposizione competenze umane, professionali, di rappresentanza e di advocacy, affinché ciò avvenga in un contesto sufficientemente sicuro e responsivo in caso di difficoltà.

Valentina Morandi, Paolo Malignetti, Renato Redondi, Stefano Paleari

L’accordo open skies EU-U.S.: una prima valutazione degli effetti per l’Italia

ECONOMIA E POLITICA INDUSTRIALE

Fascicolo: 4 / 2012

The aim of the paper is to evaluate the effects of the EU-U.S. open skies agreement on the Italy U.S. air transportation market. The EU-U.S. open skies agreement, which came into force in March 2008, is an important example of the liberalization of the air transport industry the goal of which is to improve consumer welfare. Enabling any European carrier and any U.S. airline to fly between EU and U.S. destinations without restrictions on frequencies and fares is the first step in creating an EU-U.S. open aviation area. This agreement harmonizes the fragmented and diversified regulation on transatlantic market access in EU countries. The study focuses on passenger traffic in terms of both direct flights and one-stop flights from Italy to the U.S. to analyze the changes in competition and service quality induced by the EU-U.S. open skies agreement. A pre- and post deregulation comparison of the transatlantic market highlights that the number of flights and destinations decreased, while the service coverage in Italy improved. Moreover, although the number of carriers offering transatlantic services decreased, fewer routes are monopolized by only one carrier.

Valentina Moraca

Da mutismo selettivo a disturbo d’ansia da separazione

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2015

Il caso presentato è quello di Giulia di 5 anni e mezzo che presenta un funzionamento di matrice ansiosa che ha determinato due diagnosi sequenziali. In un primo momento si delinea un quadro di mutismo selettivo, di natura scolastica. Il trattamento è avvenuto a studio in 6 sedute, centrate sulla conoscenza delle emozioni semplici, in contemporanea con le insegnanti attraverso un programma di avvicinamento all’interazione verbale. Nella seconda fase, Giulia presenta un disturbo d’ansia da separazione, trattato a studio con l’aiuto della mamma, in 4 sedute, con un lavoro mirato di esposizione graduale alla separazione.

Valentina Molteni, Roberta Ballabio, Rita Pezzati

La supervisione di gruppo con operatori psicogeriatrici in istituti di lungodegenza per persone anziane: dall’urgenza del fare alla ricerca di senso

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 37 / 2015

Gli operatori psicogeriatrici che assistono quotidianamente persone anziane in istituti di lungodegenza vivono un intenso coinvolgimento emotivo trovandosi in situazioni relazionali che richiederebbero una continua regolazione dei propri stati interni ed una rimodulazione continua della distanza interpersonale. Le rappresentazioni degli operatori psicogeriatrici rispetto agli anziani residenti sono influenzate dalle emozioni attivate nella relazione con loro e si riflettono nei gesti di cura. Tanto più queste rappresentazioni si caratterizzano come rigide, parziali e stereotipate tanto più è frequente che si accompagnino ad esperienze emotive connotate in termini di disagio vissuto da entrambe le parti. Gli aspetti verbali e non verbali nella relazione di cura alimentano cicli interpersonali tipici di assetti relazionali asimmetrici in cui i presupposti di base sono da una parte la fragilità e la non autosufficienza della persona anziana e dall’altra la responsabilità dell’operatore psicogeriatrico nel leggere e rispondere ai bisogni dell’altro. Il riconoscimento che questa relazione è costruita da entrambe le parti appare quindi fondamentale per co-costruire un assetto meno connotato in termini di accudimento e più consapevole della possibilità di recuperare aspetti cooperativi. Viene presentato un intervento di supervisione settimanale con équipe psicogeriatriche come intervento a favore del benessere relazionale degli operatori e delle persone anziane in un istituto di lungodegenza.