Un malato senza nome.

Antonio Virzì

Un malato senza nome.

Rivisitazione de "Il tailleur grigio" di Andrea Camilleri

Una storia straordinaria e assieme singolare, costruita come un giallo, che incuriosisce prima, appassiona poi. Si svela, però nel finale, come una suggestiva lezione sul rapporto medico-paziente.

Printed Edition

16.00

Pages: 112

ISBN: 9788856848526

Edition: 1a edizione 2013

Publisher code: 2001.93

Availability: Buona

Pages: 112

ISBN: 9788856860849

Edizione:1a edizione 2013

Publisher code: 2001.93

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Format: PDF con DRM for Digital Editions

Info about e-books

La storia è straordinaria e al tempo stesso singolare: per il personaggio, il Malato senza nome , certo non aderente ad uno stereotipo comune; per l'insieme delle situazioni, a tratti irreale, teatrale. Ma, pagina dopo pagina, si viene trascinati all'interno della rappresentazione, ci si incuriosisce come in un giallo, nella incertezza del dipanarsi degli accadimenti...
Virzì, psichiatra, con formazione relazionale, e per di più docente universitario, coglie l'intrigante rappresentazione di Camilleri per una riflessione sul rapporto medico-paziente che è una lezione. Ma le lezioni, si sa, in genere piacciono poco; sanno di scuola, di compiti, di obblighi, ci infantilizzano, suscitano un istintivo atteggiamento di noia o di rifiuto. E allora Virzì ci inganna, non ce la fa sembrare tale, e proprio come Camilleri, ci dice poco a poco, ci trascina senza che ce ne accorgiamo, in un racconto sul racconto, e ci sembra di leggere come per svago, e così le nostre diffidenze cedono, ci abbandoniamo alla curiosità, sfogliamo le pagine a tratti avidi di sapere cosa verrà dopo. E siamo dentro alla lezione senza accorgercene, rendendocene conto solo nelle ultime pagine, quando, finalmente, il Professore getta la maschera, e fa il suo mestiere_
Certo che lezioni così ne avremmo volute tante, lezioni che divertono prima di insegnare, che sembrano più la condivisione di un'opinione o di un'esperienza, anche emotiva, che non una prescrizione. Virzì non ha ricette, non ha prescrizioni assertive, ammette la debolezza dei nostri costrutti teorici rinunciando, proprio nelle ultime righe, alle soluzioni. Si limita a raccomandare, a suggerire, a proporre il proprio sentire.
E cosa ci raccomanda, suggerisce, propone? Di narrare, e di ascoltare. Proprio come con un racconto (di Camilleri?).

Antonio Virzì, medico, attualmente dirige l'U.O.C. di Salute Mentale e Psichiatria di Ragusa. Si è impegnato nell'attività didattica in diversi Corsi di Laurea della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Catania, tenendo in particolare l'insegnamento di Rapporto Medico-Paziente nel corso di Scienze Umane. La relazione Medico-Paziente e Medicina Narrativa e Letteratura , entrambi editi dalla FrancoAngeli, sono il frutto più concreto di questo impegno insieme alla costituzione della Società Italiana di Medicina Narrativa e alla sua Rivista.



Giuliano Turrini, Presentazione
Introduzione
"... E quella matina il dolore era stato particolarmente forte..."
"... Alle dieci spaccate dell'indomani matina era assittato nella sala d'aspetto dello studio di Caruana..."
"... La cammara della clinica non poteva certo dirsi piccola..."
"... La malatia mi ha chiamato, a sorpresa, in servizio. Ora mi concede una simanata di licenza premio..."
"... Due infirmeri... l'acchianarono al piano di sopra e furono sempre loro a metterlo a letto. Da quel jorno in poi Adele quasi non niscì più da casa..."
E se...

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